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Omicidio del boss Gaetano Marino: ergastolo per i due killer, 22 anni ai complici

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Napoli. Due ergastoli e due condanne a 22 anni di carcere per l’omicidio del boss degli scissionisti Gaetano Marino detto monkerino, ucciso a Terracina nel 2012.

La vittima all’epoca era il marito di Tina Rispoli salita agli onori delle cronache negli ultimi anni per il matrimonio trash con il cantante neomelodico Tony Colombo. Marino che all’epoca era uno dei boss delle sette famiglie di Secondigliano era anche il fratello di Gennaro “Mecchei”, uno dei capi del gruppo criminale.

Il presidente della Corte di assise di Latina Gianluca Soana a conclusione di una camera di consiglio durata cinque ore ha letto la sentenza a carico dei quattro imputati. Arcangelo Abbinante, ritenuto l’esecutore materiale del delitto e Giuseppe Montanera, presunto componente del commando, sono stati condannati all’ergastolo con isolamento diurno così come aveva chiesto il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Roma, Maria Teresa Gerace, mentre Carmine Rovai e Salvatore Ciotola, accusati di avere supportato logisticamente i sicari, sono stati condannati a 22 anni di reclusione ciascuno con il riconoscimento dell’attenuante della minima partecipazione a fronte di una richiesta del pm di 25 anni.

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Gaetano Marino, fu ucciso – da due sicari in moto – con sei colpi di pistola il 23 agosto del 2012 sul lungomare di Terracina dove stava trascorrendo le vacanze con la famiglia.
Si è arrivati ai nomi dei killer nel 2017 dopo una lunga indagine della polizia di Terracina coordinata dalla Dda di Roma. Due anni fa il collaboratore di giustizia, Pasquale Riccio, che aveva contribuito a far luce sull’omicidio, ha patteggiato la pena di 6 anni e 8 mesi in appello dopo che in primo grado era stato condannato a 10 anni di reclusione.Secondo l’accusa, l’omicidio maturò nell’ambito della faida tra gli Scissionisti di Secondigliano per il controllo della piazza di spaccio delle ‘Case Celesti’ .

La Redazione

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