Pasquale Zagaria è stato condannato ad un anno di carcere per estorsione, con l’aggravante mafiosa.
Un’altra condanna, che però non riporterà in carcere il pregiudicato noto come “Bin Laden” e fratello del super boss dei Casalesi Michele. Pasquale Zagaria era stato scarcerato per fine pena (era detenuto al 41-bis nel carcere di Opera a Milano) il 12 febbraio.
Il pregiudicato è stato condannato con rito abbreviato dal gup di Napoli Vincenzo Caputo, mentre, sono stati assolti dall’accusa di intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa, altri cinque imputati per i quali l’accusa aveva chiesto la condanna, tra cui gli altri due fratelli di Michele, ovvero Antonio e Carmine Zagaria, la moglie di Carmine, Tiziana Piccolo, l’intermediario Luigi Diana e Marcella Meccariello.
Ha poi dichiarato sentenza di non luogo a procedere per la moglie di Pasquale, Francesca Linetti, e Patrizia Martino, moglie di Antonio, per le quali gli avvocati avevano chiesto il dibattimento. Pasquale Zagaria, è ritenuto la mente economica del clan dei Casalesi, e’ stato condannato per l’estorsione consumata in relazione alla compravendita di un terreno. Per l’accusa, i fratelli del boss e le mogli avrebbero acquistato degli immobili a prezzo inferiore a quello di vendita intestandoli poi a dei prestanome; ma il gup non ha condiviso l’impostazione dell’accusa, rappresentata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Il boss non finirà dunque di nuovo in cella, dopo essere stato scarcerato appena undici giorni fa, dopo che i suoi legali Andrea Imperato e Angelo Raucci avevano fatto “istanza di continuazione” e sono riusciti ad ottenere dalla Suprema Corte di Cassazione il ricalcolo della pena, calibrato inizialmente su richiesta del gip in 22 anni. La Cassazione ha annullato il provvedimento del gip ricalcolando la pena in 19 anni (che Zagaria ha già trascorso in cella), diminuendo dunque la pena di 3 anni.
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