Riapertura scuole in Campania, l’Usb: ‘Il nodo resta il trasporto’
In vista del rientro a scuola delle superiori entro il 1 febbraio, stabilito oggi dal Tar Campania, i sindacati accendono il faro sul tema del trasporto pubblico. “Al netto della propaganda politica di queste ore – dice Adolfo Vallini dell’Usb – c’è la necessità di assicurare una frequenza adeguata di treni e bus, in un arco di esercizio sufficiente ad evitare pericolosi assembramenti.
Quando si chiede di rivedere i tempi delle città, in modo da diluire e posticipare gli ingressi a scuola e nei luoghi di lavoro bisognerebbe assicurare che all’ uscita studenti e cittadini utenti trovino stazioni aperte e bus pronti ad accoglierli. Diversamente da quanto accade oggi su molte linee EAV su ferro che chiudono i battenti alle ore 20″.
Secondo il sindacalista, “chiedere agli studenti e ai pendolari di viaggiare in condizioni limite, con evidenti file ed assembramenti, tanto all’interno che all’esterno delle stazioni e alle fermate dei bus, quanto a bordo dei mezzi pubblici, è una condizione imbarazzante, visto che sono trascorsi 11 mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria e sociale”.
Dal sindacato si evidenzia come “la pandemia non ha fatto altro che acuire il disastro trasporti in Campania e l’incapacità della politica di far fronte al bisogno di mobilità sui singoli territori. Il taglio delle risorse pubbliche attuato dai governi nazionali e regionali al TPL è un fatto rilevante e su cui, oggi più che mai, bisogna intervenire con un deciso cambio di passo”.
Il sindacato chiede “assunzioni con contratti a tempo indeterminato, di conducenti e meccanici; di mettere mano ai processi di mobilità interna ed eliminare finalmente, privilegi e sacche parassitarie, frutto di compromessi, brogli e inciuci vari, che appesantiscono i bilanci senza dare alcun contributo positivo all’offerta di mobilità a garanzia dei servizi minimi”.
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