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Napoli-Torino, le pagelle degli azzurri

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Un punto in tre partite, un gol segnato, tante e per certi versi impreviste difficoltà nel creare gioco e velocizzare la manovra: il Napoli di Gattuso chiude l’anno solare nel peggiore dei modi, con una mini-striscia negativa che cancella definitivamente il sogno scudetto, come dimostrano ampiamente le quote dei migliori siti di scommesse online recensiti su casinosicurionline.net, e che relega gli azzurri al quinto posto in classifica.

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Col Torino, ultimo in classifica, è finita 1-1 (leggi qui la cronaca) soltanto grazie ad una prodezza di Insigne in pieno recupero. Il capitano ha evitato la terza sconfitta di fila ma non ha nascosto le enormi ombre che ormai attanagliano il Napoli.

Chi si è salvato nella scialba prestazione coi granata? Ecco le pagelle.

Meret, 6. Bravo ad andar giù sull’insidioso rasoterra di Belotti, non reattivo sulla conclusione di Izzo; ma avrebbe dovuto compiere un autentico miracolo.

Di Lorenzo, 5. Tra i più in difficoltà in questo periodo e lo conferma col Torino. Nelle sortite offensive pecca di lucidità e precisione, sbaglia anche il rinvio di testa sul corner da cui poi scaturisce il vantaggio degli ospiti.

Manolas, 6. Controlla Belotti con mestiere, ma alcuni orrori tecnici sono lo specchio di una prestazione senza mordente da parte di tutto il Napoli.

Maksimovic, 5.5. Pronti via ed è protagonista di un incredibile svarione che lancia Verdi verso la porta. Sensazione perenne di insicurezza, è fortunato ad avere Manolas accanto a tappare le sue falle.

Hysaj, 5. La lunga assenza si è fatta sentire, l’albanese è tra i peggiori in campo. Per giunta, è colto in controtempo dal rinvio sballato di Di Lorenzo e lascia Izzo libero di colpire e di siglare lo 0-1. (dal 71’ Rui, 6: Il portoghese cerca di dare la scossa e fa il suo dovere: i suoi cross generano situazioni potenzialmente pericolose nell’area granata)

Demme, 5.5. Esce alla mezz’ora per infortunio ma era stato tra i principali “colpevoli” di una manovra lenta e soporifera sin dai primi minuti di gioco. (dal 30’ Elmas, 5. Un fantasma. Si fa trascinare nella prestazione grigia e inspiegabilmente sotto ritmo dei suoi compagni).

Bakayoko, 5. Non gli si chiedono giocate di fino in fase di creazione, ma se non riesce neppure a fare da filtro e a far valere la sua velocità diventa quasi dannoso per l’undici di Gattuso. Arranca in tutto il secondo tempo, nonostante i ritmi da amichevole estiva. (dal 71’ Fabian, 5. L’involuzione è preoccupante. Parlavamo di una delle mezzali migliori d’Europa, oggi fatica ad essere considerato titolare nel Napoli e quando entra non cambia l’inerzia.

Politano, 4.5. Gira a vuoto, prevedibile nelle giocate, nervoso ed impreciso. La forma scintillante di inizio stagione è un lontano ricordo. (dal 63’ Lozano, 6. Un miracolo vederlo in campo, si parlava anche di un mese di stop dopo l’infortunio con la Lazio. Il messicano prova a mettere a disposizione dei compagni la solita velocità e sfrontatezza ma si vede che non è al top).

Zielinski, 5.5. Lo salva l’assist per Insigne nel finale. Perché il secondo tempo è una lunga sequenza di madornali errori tecnici non degni della sua riconosciuta classe. Il riposo gli sarà utilissimo.

Insigne, 6.5. Un voto in più per la prodezza nel finale che vale un punto al Napoli ma la prestazione fino a quel momento era stata ampiamente insufficiente. Poco ispirato, ci si aspettava il riscatto dopo il rosso di San Siro ma c’è solo tanta rabbia repressa.

Petagna, 4.5. Con queste prestazioni dà ragione da vendere a chi ritiene che non sia da Napoli. Ed è un peccato visto che il centravanti ex Spal rappresentava proprio quell’arma in più che serviva a Gattuso per qualche variazione sul tema. (dal 71’ Llorente 6. Esordio stagionale per il basco che fa sentire la sua presenza in area. Poco reattivi i compagni sulle sue sponde).

 

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