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Cinema

Bloccati dal Lockdown ? Ecco 10 film di fantascienza da vedere adesso

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foto retro fantascienza

Wired.it ha selezionato 10 film di fantascienza per rendere il lockdown meno noioso.Per gli amanti del genere Sci-Fi sono quasi film cult. Vi riproponiamo la lista per passare qualche ora in compagnia di mondi fantastici e storie incredibili.
I film sono molto diversi tra loro, in grado di assecondare ogni umore, predisposizione mentale, esigenza e gusto sviluppatisi in questo particolare momento storico. Da guardare uno di fila all’altro oppure a spot, quando più vi aggrada. Buona visione

1. Lei (2013)

Forse, non vi siete impressionati la prima volta che avete visto il film di Spike Jonze con Joaquin Phoenix nei panni di un uomo solo e introverso che sviluppa un legame ossessivo con l’intelligenza artificiale Samantha, prossima a sviluppare l’autocoscienza. Riguardatelo ora: se non avete coinquilini o congiunti e lavorate in autonomia da casa, probabilmente parlate sempre più spesso con Siri e Alexa e, invece di limitarvi a chiedere il meteo o la ricetta del giorno, vi avventurate in vere e proprie conversazioniLei è dunque il titolo per voi: state in guardia.

2. Sputnik (2020)

L’opera prima del russo Egor Abramenko è una sorta di Alien versione Soviet, nel quale un astronauta è l’unico sopravvissuto alla missione della navetta Orbit-4. Una volta recuperato, viene portato nella versione comunista dell’Area 54 negli anni ’80 per essere studiato: all’interno del suo corpo si annida, infatti, un simbionte extraterrestre ferale e aggressivo che può essere ucciso solo se separato dal suo ospite. Presentato al Trieste Science+Fiction Festival, è un altro esempio perfetto di fantascienza da lockdown, specie se vi piace il genere con quel tocco horror da gustare nella solitudine notturna del soggiorno e se volete farvi un’idea di quanto sia brutto essere un paziente sotto osservazione (e guardarvi bene dal diventarlo).

3. Io sono Leggenda (2007)

Will Smith in versione ultimo (?) sopravvissuto a un virus mutato, che ha sterminato tutti o li ha trasformati in mostri è perfetto per instillare la paura giusta a chi continua imperterrito a fare vita mondana: che il vostro dna venga stravolto da una malattia contagiosa come in questo remake de L’ultimo uomo sulla Terra (a sua volta tratto da Io sono Leggenda di Richard Mathison, a sua volta ispirato da Il rinoceronte di Ionesco), o che siate gli unici sopravvissuti, il vostro futuro non sarà dei migliori. Meglio prevenire.

4. Spectral (2016)

Clayne Crawford (Martin Riggs di Lethal Weapon) e James Badge Hale sono un militare e uno scienziato alle prese, insieme a una squadra di Navy Seals agguerritissimi, con misteriose entità che stanno sterminando la popolazione in Moldavia. Film originale Netflix dall’impronta fortemente action e claustrofobica, è anche permeato dalla critica nei confronti delle sperimentazioni scientifiche incontrollate, in questo caso quelle effettuale sui poveri locali, strappati al proprio corpo e collegati a un super computer che genera proiezioni fantasmagoriche e assassine. Per chi crede che il covid sia stato creato in laboratorio per ucciderci tutti.

5. Resident Evil (2002)

Citiamo solo il primo – di sette – film che compongono la versione cinematografica di Resident Evil, trasposizione degli omonimi videogiochi. Più che per continuare a battere il chiodo sul fatto che siamo oppressi da una pandemia, l’inserimento di una saga su un’epidemia zombie nella nostra classifica è dettato da due fattori: 1) staccarvi dai videogame, che probabilmente stanno occupando la stragrande maggioranza della giornata di alcuni di voi e farvi venire voglia di fare un po’ di movimento; 2) le fughe trafelate di Alice e dei malcapitati che di volta in volta affrontano orrende creature insieme a lei ispirano corse, salti e altro: tutto sommato cose positive rispetto all’apatia serpeggiante.

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6. Exit (2020)

In Asia, il ricordo dell’attentato alla metropolitana di Tokyo con il gas nervino sarin nel 1995, l’epidemia di sars nel 2002 e i primi casi di covid di almeno un paio di anni fa hanno ispirato svariati film fantascientifici declinati, di volta in volta, nel thriller, nell’action, nell’horror. Exit ha fatto il giro del Far East Film Fest, del Florence Korea Film Festival e di altre kermesse europee mettendo in scena, opportunamente, la cronaca adrenalinica, scanzonata e iperattiva della fuga verso la salvezza di due ex arrampicatori che cercano di sfuggire a una nube tossica scalando grattacieli di Seoul.

7. Arrival (2016)

Questo film di Denis Villeneuve è da vedere se ormai ci si è persuasi che l’unico modo che ha l’umanità per salvarsi è grazie all’incontro con alieni più avanzati. Louise Banks viene ingaggiata insieme ad altri per partecipare a una missione senza precedenti: trovare un modo per comunicare con gli ET atterrati in una località del Montana. Comprendere i principi che sottendono il loro linguaggio significa carpire un sistema filosofico e di comprensione dell’universo rivoluzionari in grado di mutare il corso dell’evoluzione umana. È il principio di Star Trek – ovvero, i terrestri, imbattendosi in una razza sconosciuta, si rendono conto di non essere soli nell’universo e abbandonano le proprie tendenze autodistruttive. Il primo contatto con due ET, destinato a rendere la Terra un luogo migliore, rappresenta un espediente rincuorante (e comodo) per tutti quelli che auspicano l’avvento di una soluzione facile e veloce alla pandemia.

8. Tetsuo (1989)

Spettacolare capolavoro nipponico di Shinya Tsukamoto che, come l’uomo scarafaggio kafkiano o lo scienziato Seth Brundle di La mosca di David Cronemberg, affronta una terrificante, straziante e aberrante mutazione destinata a trasformarlo in un contorto assemblaggio di oggetti metallici – per lo più appartenenti ad automobili – innestati malamente nel suo corpo, che gli stravolgono carne e mente. Un modo esaltante e originale per distrarsi dalle contingenze con un mix di fantascienza e horror.

9. Godzilla contro Mothra (1992)

Radiazioni, mostri mutanti e l’immancabile parabola ammonitrice sugli abusi della tecnologia hanno dato vita a una miriade di pellicole – per lo più giapponesi, ma anche americane – sviluppate intorno al mitico Godzilla (in originale Gojira). Tutti i film nei quali il gigantesco lucertolone nucleare si risveglia dal suo lungo sonno e torna a riaffrontare altre creature mutanti – per le cause più diverse come le mutazioni climatiche, l’avvento di meteoriti e così via – sono deliziosi e un ottimo passatempo per distrarsi in questo periodo. Tuttavia, noi raccomandiamo questo sequel, uno dei più bizzarri – con tanto di adorabili fatine gemelle –, e fantasiosi – è corredato di miti ancestrali – e la falena Mothra che si prodiga a salvare il mondo.

10. Skylin3s (2020)

La saga formata da una trilogia, al suo debutto dieci anni fa, si conclude (forse) proprio con questo nuovissimo terzo capitolo (noi lo abbiamo visto al Trieste Science+Fiction Festival, mentre i primi due sono su Netflix). Skyline descrive un’improvvisa e selvaggia invasione aliena che costringe i sopravvissuti a nascondersi in casa. Jarrod è uno di questi, ma a differenza degli altri riesce a resistere al raggio che trascina le vittime per portarle su enormi navi e usarne il cervello come sistema operativo di soldati inarrestabili. Si trasforma in uno di questi, dando però inizio alla Resistenza volta a debellare il dominio alieno tramite gli sforzi della figlia mutante (Lindsey Morgan di The 100). Il sequel non è bello la metà del primo film, ma in questa classifica l’invasione di ET cattivi ci voleva.

fonte wired.it



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Cinema

Esce domani su Prime Video ‘Anime Borboniche’, il film girato alla Reggia di Caserta con la partecipazione di Margi Villa Del Priore

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Esce giovedì 14 gennaio su Prime Video “Anime Borboniche”
Nel cast Margi Villa Del Priore che ha collaborato anche all’organizzazione generale del film girato alla Reggia di Caserta

Distribuito da 102 Distribution, il film ‘Anime Borboniche’ di Paolo Consorti e Guido Morra girato nella Reggia di Caserta.

Prodotto da Opera Totale, con Paolo Coviello e Vittorio Maione, con la produzione esecutiva di Cameraworks, il film racconta il mondo delle rievocazioni storiche che coinvolge migliaia di persone in Italia: I figuranti, le ‘anime borboniche’ del titolo, sono le donne e gli uomini che, per pura passione e senza nessun compenso, vestono i panni degli aristocratici e delle figure di spicco dei Borbone nelle rievocazioni che si tengono alla Reggia di Caserta e in giro per la Campania. Qui si mischiano alle persone comuni, disfacendo la realtà, aumentandola e creando un effetto spiazzante e buffo.

locandina Anime Borboniche

Il film si addentra dunque nel rapporto tra persone comuni e figuranti in costume del Settecento tra cui il protagonista, il cocchiere vestito di rosso interpretato da Ernesto Mahieux, lasciato a piedi dalla moglie (Susy Del Giudice) prima di raggiungere la Reggia di Caserta. Il povero uomo, vestito da cocchiere borbonico, senza portafoglio né telefono, avrà così una serie di incontri sorprendenti. Tra questi, Fra Giacinto, interpretato da Giobbe Covatta, alle prese con una madre in cerca di aiuto per il proprio figlio, interpretata da Margi Villa Del Priore, che suo malgrado si trova coinvolta nell’ironica contrapposizione tra figuranti e persone “in borghese”.

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Un personaggio che calza perfettamente alla verve comica dell’attrice napoletana che ha contribuito al film anche nell’organizzazione generale, diventata un’altra sua specializzazione professionale grazie alla spinta della gavetta nelle maestranze maturata negli anni con tante fiction di successo girate nella sua seconda città, Salerno, tra cui “Capri”, “Assunta Spina”, “2 imbroglioni e mezzo”, poi con il ruolo di location manager per film “Attenti al gorilla” di Luca Miniero fino alla collaborazione con una grande produzione come il film “Tenet” di Nolan girato in Costiera Amalfitana nel 2019.

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Napoletana di nascita, salernitana di formazione e romana di adozione, classe 1975, attrice, regista, direttrice artistica, Margi Villa Del Priore lavora da 30 anni in teatro. Formatosi alla corte del Teatro Popolare Salernitano, per poi trasferirsi per anni tra Parigi e Clermont Ferrand, dopo aver frequentato l’Accademia Drammatica del Teatro Bellini a Napoli frequenta corsi di perfezionamento dell’attore e laboratori in tutto il mondo dall’Odin Teatret all’Accademia Silvio d’Amico a Roma, alla New York Film Academy Los Angeles, conseguendo due lauree in Scienze Politiche e in Storia e critica del cinema. Pasionaria interprete sul palco come nel grande e piccolo schermo, tra film e fiction, ha all’attivo anche sei regie e si prepara alla sua settima regia, lavorando nel frattempo anche come affiancamento alla produzione e organizzazione in film e fiction prestigiose. Il lavoro è la sua arte di vita.

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