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Caserta e Provincia

Uccide la moglie con 4 colpi di pistola e poi chiama i carabinieri: arrestato 34enne di San Felice a Cancello

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Uccide la moglie con 4 colpi di pistola e poi chiama i carabinieri: arrestato 34enne di San Felice a Cancello.

Ennesimo femminicidio nel Casertano. L’uomo ha lasciato il corpo esanime della moglie in una stradina vicino all’Acquedotto Carolino a san Felice a Cancello e poi si è costituito ai carabinieri. La tragedia si è consiumata verso le 10 di stamane nella zona periferica della città I due coniugi erano in auto, ne è nata una discussione, poi lui ha estratto una pistola e ha fatti fuoco 4 volte contro la, moglie Maria Tedesco 30enne originaria di Maddaloni, uccidendola sul colpo.

Poi, Michele Marotta 34enne di San Felice a Cancello, (è questo il nome dell’assassino) si è rimesso in auto, una Fiat Bravo, e ha fatto ritorno a casa propria in località Botteghino a Cancello Scalo. Un attimo poco prima di realizzare cosa aveva fatto ed allertare i carabinieri.

I militari del nucleo operativo e radiomobile di Maddaloni insieme ai colleghi della stazione di Cancello Scalo si sono diretti presso l’abitazione del 34enne che ha raccontato di aver ucciso la propria moglie presumibilmente a seguito di una discussione e, dopo averle sparato attingendola con 4 colpi, l’ha lasciata lì riversa al suolo per rientrare nella propria abitazione.

I militari hanno rinvenuto la pistola usata poc’anzi per l’omicidio. Michele M. è stato tratto in arresto per omicidio e per detenzione abusiva d’arma da fuoco. La vittima è stata ritrovata accasciata al suolo immersa in una pozza di sangue, deceduta in pochi istanti. È stato disposto il trasferimento della salma presso l’istituto di medicina legale di Caserta per l’esame autoptico. Sequestrata la vettura con cui Michele M. dopo l’omicidio è rincasato.

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Caserta e Provincia

Covid, Barbaro: ‘Pazienti campani infetti fuggono verso il Lazio’

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“Ho presentato una interrogazione indirizzata al ministro Speranza poiche’ risultano casi oggettivamente gravi ed eclatanti di pazienti affetti da COVID-19 della Campania che corrono a farsi ricoverare nel Lazio pur di non essere curati nella propria regione.

Presso la Questura di Latina ci sarebbe un primo elenco di cittadini delle province di Caserta e di Napoli che hanno attraversato il confine regionale per andare a farsi curare in un ospedale del sud pontino; alcune cronache riportano che il 30 per cento degli accessi al reparto d’emergenza dell’ospedale di Formia nella prima meta’ di novembre fosse rappresentata da pazienti di fuori regione. Inoltre sembrerebbe che le unita’ speciali di continuita’ assistenziale (USCA), istituite per l’assistenza domiciliare dei pazienti COVID, quindi proprio per non sovraccaricare le strutture ospedaliere, siano spesso impiegate dalle ASL della Regione Campania in tutt’altre attivita’, come dare informazioni a telefono, fare i tamponi o misurare la temperatura nelle stazioni con i termoscanner. Ho chiesto, quindi, al Ministro di intervenire con l’invio di ispettori presso le ASL della Campania”.

Cosi’ il senatore Claudio Barbaro, componente del Gruppo Misto e membro della Commissione Istruzione Pubblica e Beni Culturali a Palazzo Madama.

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