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Cultura

‘Servirsi del popolo’ il nuovo libro di Pietro Folena. Presentazione in streaming

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pietro folena


“Servirsi del popolo”, il nuovo lavoro editoriale di edito da La Nave di Teseo, verrà presentato sulla piattaforma ZOOM venerdì 6 novembre alle ore 18.30

 

All’incontro rigorosamente in streaming – organizzato da Infiniti Mondi, ANPI e Il lontro rosso -, assieme all’autore interverranno Enrica Morlicchio, docente ordinaria della Facoltà di Sociologia Economica all’Università Federico II di Napoli; il direttore di Infiniti Mondi Gianfranco Nappi; il Consigliere comunale di Scafati Michele Grimaldi. A moderare sarà il presidente della sezione ANPI di Scafati, Alfonso Annunziata.
Per partecipare alla presentazione di “Servirsi del popolo”, basta accedere al link
https://us02web.zoom.us/j/84210053756?pwd=bWR0S2lobVI3SEwrZDRxbCtYSGhSdz09
ID riunione: 842 1005 3756
Passcode: 370053

folena libro

Il libro:
I grandi partiti popolari vivono oggi una crisi profonda, dopo aver segnato ininterrottamente la vita politica italiana fino al crollo della Prima Repubblica. Il vuoto di consenso e di proposte che hanno lasciato ha creato uno spazio per un linguaggio diverso, più diretto, che ha favorito l’ascesa, apparentemente inarrestabile, di forze populiste.
, politico e operatore culturale, indaga le ragioni di questo cambiamento in un saggio che ricostruisce gli ultimi trent’anni della politica italiana. Dal micro-nazionalismo della Lega alla videocrazia berlusconiana, dal giustizialismo di Di Pietro alla rottamazione renziana, dall’ultimo decennio segnato dalla grande crescita del Movimento 5 Stelle fino alla nuova Lega salviniana, il libro disegna un quadro preciso e definitivo della situazione del populismo nel nostro paese.
Con la cura dello storico e la chiarezza del saggista, sfruttando la sua grande esperienza di dirigente politico, indica chiaramente quali sono le radici e le traiettorie del successo dei movimenti e dei partiti populisti e sovranisti. Portatori di istanze con cui le culture politiche democratiche dovranno fare i conti, se vogliono sopravvivere all’ondata che rischia di travolgerle.

L’autore:
Pietro Folena è un affermato operatore culturale impegnato nel campo dell’arte. È stato dirigente politico nazionale del PCI e del PDS-DS, parlamentare in più legislature. Ha collaborato con molte testate, in particolare con “l’Unità”. Ha pubblicato alcuni saggi, tra i quali: Siamo tutti siciliani, Il tempo della giustizia, I ragazzi di Berlinguer, Know Global, Il potere dell’Arte, Enrico e Francesco.

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Cultura

Una rara lettera autografa di Giacomo Leopardi alla Biblioteca Nazionale di Napoli

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leopardi lettera autografa

Una rara lettera scritta da Giacomo Leopardi al Conte Carlo Emanuele Muzzarelli, entra a far parte da oggi del prezioso fondo Leopardiano conservato dalla Biblioteca Nazionale di Napoli.
L’acquisto all’asta di Finarte il 18 novembre scorso.

Una lettera autografa di Giacomo Leopardi indirizzate all’ amico e letterato, il Conte Carlo Emanuele Muzzarelli va ad arricchire il prezioso fondo Leopardiano conservato dalla Biblioteca Nazionale di Napoli.

“La Biblioteca nonostante la chiusura forzata dovuta alle disposizioni governative di contenimento della pandemia da Covid, – dichiara il direttore , Gabriele Capone – non ha interrotto la sua costante ed intensa azione di tutela della memoria del grande poeta e la costante attività divalorizzazione del fondo con la ricerca di altre testimonianze leopardiane nelle mani di privati. “

La Biblioteca Nazionale di Napoli si è , infatti, aggiudicata , all’asta della FINARTE di Libri, Autografi e Stampe, dello scorso mercoledì 18 novembre, una rara lettera di Giacomo Leopardi scritta da Bologna il 18 dicembre 1825 e indirizzata all’amico, il Conte Carlo Emanuele Muzzarelli, personaggio di riferimento dello scenario culturale romano.

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“A Napoli è conservata – spiega Capone – la quasi totalità del corpus delle opere letterarie, filosofiche e saggistiche leopardiane, ed anche oltre l’ 80% delle corrispondenze inviate da parenti ed amici allo stesso Leopardi, l’impegno della Biblioteca, pertanto, è da tempo rivolto ad incrementare il nucleo di lettere scritte dallo stesso leopardi a letterati ed amici per svelarne quegli aspetti artistici , poetici e personali legati anche a specifiche tappe di luoghi e momenti storici”

“Si tratta di un documento autografo – precisa il direttore Capone – di particolare interesse bibliografico e storico, di cui si trovano riferimenti in letteratura; più volte citato negli epistolari e repertori, si rivela utile ad una maggiore comprensione della personalità del poeta. La lettera ci presenta un comportamento di Giacomo Leopardi diverso dall’abituale, sempre schivo e riservato; nella missiva, infatti, il poeta, testimonia l’apprezzamento per i versi scritti in suo onore dal conte Muzzarelli, accogliendo compiaciuto di farli pubblicare.”

La missiva firmata da Giacomo Leopardi, infatti, riporta : “… Approfittando della licenza che mi avete concesso, ho fatto stampare qui le vostre belle quartine in un foglio periodico di cui vi mando una copia. Se desidera qualche altra copia, vedrei di poterti servire …”

L’ode composta in onore di Giacomo Leopardi, sarà pubblicata, infatti, su “Notizie teatrali bibliografiche e urbane o Il Caffè di Petronio”,del 24 novembre, 1825, n°51, p. 203, nei versi il conte Carlo Emanuele Muzzarelli celebra Leopardi per le sue prime Canzoni e soprattutto per quella “All’Italia”, versi che in quel momento a Bologna, infiammavano tutti i liberali.

O tu, che la tua patria in suono ardito

Togliesti all’ozio indegno,

Di un’anima non vile odi l’invito,

Di Te, di Ausonia degno” scrive Muzzarelli, ammirato per il sincero entusiasmo patriottico di Leopardi e per la sua aspirazione al Risorgimento dell’Italia.

Giacomo Leopardi scrive la lettera da Bologna dove ritorna il 29 settembre 1825 per restarvi fino al 3 novembre 1826. Ed a Bologna prende alloggio a pensione presso la famiglia del tenore Aliprandi, in una casa contigua al teatro del Corso. A pochi passi dal suo domicilio abita l’impresario ed editore Pietro Brighenti (1775-1846), direttore del settimanale «Caffè di Petronio».

La Lettera autografa , firmata in 4a pagina, mm 240 x 188, è indirizzata da Bologna al conte Carlo Emanuele Muzzarelli a Roma, e reca la data del 18 dicembre 1825. La lettera con un piccolo strappo al margine bianco superiore, presenta il timbro postale BOLOGNA, con data di arrivo 22 dicembre e vi si distinguono chiaramente tracce del bollo a cera, brunito.

Il conte Carlo Emanuele Muzzarelli, laureato in giurisprudenza e revisore dei conti presso il tribunale della Sacra Rota, è stato una figura di riferimento nel panorama culturale romano, con una costante attività letteraria e culturale; pubblicò versi e soprattutto fece parte di numerose e prestigiose accademie, tra cui l’Arcadia (con il nome Dalindo Efesio), la Tiberina, la Latina (di cui era anche presidente), l’Accademia dei Lincei, l’Accademia di S. Luca e la Pontificia Accademia di Archeologia. Era in corrispondenza con Leopardi, in onore del quale compose l’ode al conte Giacomo Leopardi, pubblicata su “Notizie teatrali bibliografiche e urbane o Il Caffè di Petronio”, I [1825], 51, p. 203, di cui alla presente lettera.

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