Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità

Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy


Italia

Quali sono i paesi che gli Italiani scelgono per emigrare?

Perché si decide di trasferirsi all’estero?

Pubblicato

il

Italiani,emigrare


Trasferirsi all’estero è una scelta che non dovrebbe mai essere fatta a cuor leggero. La crisi economica e la necessità di trovare un lavoro stabile o pagato meglio per offrire delle prospettive migliori alla propria famiglia è solo uno dei motivi che spinge sempre più persone a volersi trasferire.

La scelta del paese in cui spostarsi dipende molto infatti dallo scopo per cui lo si fa. Così come vedremo in questa guida, alcuni paesi sono particolarmente adatti ai pensionati, altri ai giovani che vogliono proseguire gli studi, altri per coloro che sono in cerca di un lavoro, oppure per chi vuole semplicemente cambiare aria ed iniziare una nuova vita. Andiamo a vedere quali sono le nazioni più gettonate dagli Italiani.

Le mete più ambite

La Spagna, per la sua vicinanza culturale con il nostro paese, esercita da sempre un fascino magnetico, soprattutto sui giovani che desiderano proseguire gli studi, ma anche su laureati o persone adulte in cerca di sbocchi lavorativi. Molti pensionati Italiani virano sul trasferimento in una delle isole spagnole, per trascorrere felicemente il loro ritiro dal mondo del lavoro.

Per chi è in cerca di un’occupazione lavorativa e desidera godere dei benefici derivanti da un’economia forte e stabile, oltre ai paesi scandinavi, le soluzioni ideali sono la Germania e la Svizzera.

La Germania accoglie da decenni stranieri proveniente da paesi più disagiati dal punto di vista economico, favorendone l’integrazione. Le prospettiva di carriera nella nazione riconosciuta come l’emblema dell’efficienza e del progresso saranno proporzionali all’impegno ed alla voglia di lavorare.

La Svizzera, la più vicina tra i paesi stranieri, possiede già un folto numero di Italiani emigrati nei decenni scorsi. Continua tutt’ora ad esercitare un grande ascendente, non solo per gli stipendi altissimi, che sono proporzionati al costo elevato della vita, ma anche per i bellissimi paesaggi naturali, specialmente montani. Conosciuta per l’elevato senso civico generale, è meta soprattutto di giovani che vogliono metter su famiglia e che vogliono dare una svolta in meglio alla qualità della loro vita.

La Gran Bretagna, nonostante la brexit,non smette di essere considerata la Terra Promessa dei migranti. Meta ideale per i giovani che desiderano continuare gli studi, grazie alle università di grandissimo livello, il paese riesce in generale ad integrare bene le persone nel mondo del lavoro.

Il Portogallo, questa piccola gemma che offre paesaggi mozzafiato, soprattutto sulla costa, offre tantissimo dal punto di vista culturale. Grazie alle vantaggiose agevolazioni per i pensionati, è diventata l’isola felice non solo per chi ha smesso di lavorare, ma anche per tutti coloro che possono contare di una rendita mensile regolare. In Europa, infatti, si presenta come il paese che offre il miglior rapporto tra il costo e la qualità della vita.

Grazie ai progressi fatti nel campo dei trasporti e dei corrieri internazionali, oggi è possibile mantenere un buon contatto con il proprio paese d’origine anche dopo che ci si è trasferiti. E’ possibile infatti spedire con corriere espresso e far arrivare un pacco in pochissimi giorni a prezzi contenuti.

Continua a leggere
Pubblicità

Avellino e Provincia

Lotta al Covid. Human Right Commission Premiati con Ascierto quattro medici irpini

Pubblicato

il

ascierto
Foto da Google

Cura e ricerca. Volpe, La Verde, D’Andrea e Caraglia medici e scienziati impegnati contro il covid

Si sono distinti nella lotta al coronavirus per i loro comportamenti, ricerche, cure e impegno. Ci sono quattro medici e ricercatori irpini tra i premiati dalla Commissione per i diritti umani. Con loro il professore Paolo Ascierto, del Pascale.

I dottori Silvestro Volpe, Stefano La Verde, Aldo D’Andrea e Michele Caraglia si sono distinti per l’impegno profuso in favore delle popolazioni e del territorio, ma anche impegno nella ricerca scientifica nel periodo della lotta al Covid 19, in questi lunghi mesi di pandemia. Per queste ragioni l’International Human Right Commission li ha premiati. Solo loro i Primari, medici di base, ricercatori e dottori rientrati in servizio dalla pensione per aiutare i malati, in storie quotidiane dalla frontiera della lotta al covid.

L’IHRC è una organizzazione internazionale intergovernativa impegnata in Europa e nel mondo a promuovere iniziative umanitarie, sociali e di cooperazione. Gli studi, le ricerche e le attività vengono sottoposte ai Governi nazionali e internazionali per garantire e difendere i Diritti Umani soprattutto delle persone più deboli e spesso indifese.

La Commissione Internazionale per i Diritti Umani ha quindi riconosciuta il valore e competenza di coloro che sono stati in prima linea in questa pandemia con un attestato di apprezzamento di valore internazionale.

Il primo riconoscimento è andato allo scienziato Prof. Paolo Ascierto, Direttore del Dipartimento di Oncoematologia dell’Istituto Tumori di Napoli, considerato tra i migliori al mondo nel settore della immunoterapia e oncologia medica nonché autore di importanti ricerche per la lotta al Covid 19.

A seguire il Dott. Silvestro Volpe irpino, Direttore Unità Operativa di Medicina Trasfusionale Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino primo ad attivare la banca del plasma iperimmune per i malati Covid in Campania.

Terzo riconoscimento al Prof. Michele Caraglia Direttore del laboratorio Covid presso il centro Ricerche Biogem di Ariano Irpino che ha messo a punto un tampone rapido ad alta attendibilità.

Riconoscimento anche al medico Aldo D’Andrea già dirigente medico e chirurgo in pensione, che volontariamente ha voluto prestare servizio presso il reparto Covid di Avellino. Infine il dottore Stefano La Verde, medico di base di Avellino, in rappresentanza dell’impegno dei medici territoriali che pur avendo un elevata percentuale di pazienti affetti da Covid è riuscito a gestirli da casa con impegno, dedizione e professionalità somministrando cure appropriate e portandoli alla guarigione, evitando in tal modo di occupare inutilmente i reparti ospedalieri utili per pazienti più gravi.

Continua a leggere

Calcio

Maradona, Zoff: ‘Il più grande di tutti i tempi, il più memorabile artista’

Pubblicato

il

maradona zoff
foto di repertorio

 “Chi era Maradona? Il più grande di tutti i tempi, il più memorabile artista. Io li amo, gli artisti. E li ho sempre invidiati perché sanno creare. Sa, io sono un portiere e il mio lavoro è parare la creatività degli altri, solo questo”. Sono le parole di Dino Zoff, ex portiere della Juventus, a ‘La Repubblica’ su Diego Armando Maradona.

“A un artista si concede tutto? Mai mi sono permesso di giudicarlo perché l’arte è prepotenza, illumina ogni cosa. Un artista non si comporta come i comuni mortali. Diego è stato il più speciale fenomeno che io abbia mai visto su un campo di pallone”. Da allenatore: come avrebbe gestito un tipo così? “Lo avrei lasciato libero di fare quello che voleva. Mica puoi rompere le scatole a un genio, o chiedergli di fare il terzino, di coprire. Anche se poi era amatissimo dai compagni perché non li lasciava mai soli a sgobbare per lui. Dava fiducia agli altri, che pensavano: teniamo duro, tanto lui ci fa il numero e vinciamo”, aggiunge Zoff che sulla possibilità di giocare insieme nella Juve, dice: “Magari! Ma non credo che Diego sarebbe stato diverso, non penso che qualcuno avrebbe potuto addomesticarlo. Ci saremmo goduti, nel caso, il Maradona assoluto che è sempre stato.

Meglio di Pelé? Secondo me, sì. Pelé era forse più completo ma meno geniale, meno folle. In Messico nel ’70 aveva fatto quasi il centrocampista, era meraviglioso, ma non era Diego. C’è qualcun altro che si potrebbe accostare a Maradona? Direi Sivori. Possedeva un tempismo stratosferico, innaturale, ma non il fisico di Diego. Era gracile, mentre Maradona era un torello. Sivori scappava, sentiva le gambe del difensore come un medium, non lo atterravi mai. Non restava che prenderlo a calci nel sedere. Anche se una volta, veramente, io lo sderenai”. (

Continua a leggere

Le Notizie più lette