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Avellino e Provincia

Promette finanziamento su social: denunciata 51enne di Avellino

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contributi a fondo perduto


Una donna di 51 anni residente a e’ stata denunciata per una perpetrata via internet che ha visto vittima uno spezzino.

L’uomo, che aveva creduto possibile l’erogazione di un proposto su un noto social da un privato, ha effettuato diverse ricariche su una carta prepagata di circa 600 euro, uno volta per la ‘copertura assicurativa’ del prestito e poi per il ‘pagamento delle tasse bancarie’. A transazioni avvenute la vittima e’ stata informata che avrebbe dovuto effettuare un ulteriore versamento di 188 euro per il pagamento dell’iva. Solo a quel punto ha realizzato di essere stato raggirato e ha sporto denuncia in questura alla Spezia. La polizia e’ risalita alla titolare della carta sulla quale erano state fatte le ricariche trovando tra l’altro analoghe ricariche fatte da altre persone presumibilmente vittime di raggiri simili e numerosi pagamenti e prelievi in valuta estera effettuati con la stessa carta in Nigeria

 

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Avellino e Provincia

Chiedono soldi a un ragazzo minacciando di diffondere chat osè: 3 arresti

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chat osè

Tentano di estorcere soldi dietro la minaccia di divulgare alla fidanzata il contenuto di una chat nella quale si trattava una videochiamata a sfondo sessuale.

Vittima della tentata estorsione un giovane della provincia di che ha denunciato il tutto ai Carabinieri. I militari della compagnia di Mirabella Eclano hanno eseguito oggi un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari emessa dal gip di su richiesta della Procura irpina nei confronti di un 29enne e di una 49enne di Melito e di una 34enne di Taranto, identificati quali autori della tentata estorsione in concorso.

I tre indagati, dopo aver pubblicato sul sito internet ‘bakecaincontri.com’ un annuncio pubblicizzante prestazioni sessuali da parte di una donna, hanno adescato il giovane al quale, dopo aver trattato tramite Whatsapp una videochiamata a sfondo sessuale, hanno tentato di estorcere del denaro che avrebbe dovuto accreditare su una carta Postepay intestata a una delle donne dietro minaccia di divulgare il contenuto della chat alla fidanzata e sui social network. Le indagini hanno permesso di risalire agli intestatari e utilizzatori del telefono e della carta di pagamento ricaricabile utilizzati dagli arrestati, che venivano peraltro trovati nel corso di una perquisizione domiciliare

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