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Attualità

Nursing Up: ‘In Campania già 250 infermieri contagiati. Siamo pochi e disorganizzati, alt ai ricoveri’

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: In Campania già 250 infermieri contagiati. Siamo pochi e disorganizzati, alt ai ricoveri”.

 

“Come sindacato chiediamo a gran voce un piano strategico immediato per la Campania. Chiediamo il blocco dei ricoveri laddove la forza dei nostri infermieri non ce la fa a sostener il peso, per non dire il macigno, di una disorganizzazione abissale, a fronte di un aumento di ricoveri insostenibile per le strutture così come sono adesso. Chiediamo interventi mirati, chiediamo che si convochino urgentemente gli Stati Generali degli Infermieri, tutte le istanze rappresentative dell’infermieristica si incontrino per delineare una strategia di difesa condivisa, bisogna difendere la categoria e la nostra professione. Ci chiediamo dove sia la FNOPI mentre agli infermieri accade tutto questo.

E’ assurdo il solo pensare che possano ignorare tutto questo. Chiediamo che scenda in campo il Ministro Speranza. Venga a vedere cosa succede, lo faccia adesso, venga in Campania, sotto braccio con De Luca se vuole, e metta piede nelle corsie, parli con noi infermieri!”. Lo afferma , presidente del sindacato , parlando di 250 infermieri contagiati a partire dalla seconda ondata, di cui 120 al Cardarelli di Vapoli e 40 solo nell’ultima settimana al Covid Center di Boscotrecase dove c’è un focolaio in atto.

“L’unica strada percorribile sono oggi screening serrati a tutto il personale sanitario, ogni 20 giorni, e tamponi veloci ad ogni infermiere, almeno ad inizio e fine di ogni ciclo di servizio, per i turnisti in “ambito Covid, prima di riprendere contatto con pazienti e colleghi” sottolinea il dirigente sindacale.

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Calcio

Maradona, omaggio della Serie A: lutto e video sui campi

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 maradona serie A

La Serie A in blocco rendera’ omaggio a Diego Armando Maradona. Il week end di campionato, per la nona giornata, sara’ interamente dedicato al campione argentino scomparso.

Le squadre scenderanno in campo con una fascia nera al braccio sinistro e sara’ effettuato prima del calcio d’inizio di ogni partita un minuto di silenzio durante il quale saranno proiettate immagini di Maradona e sugli spalti vuoti sara’ proiettato il messaggio “Ciao Diego”. L’immagine sara’ proiettata anche al 10′, per rendere omaggio alla sua maglia, che il Napoli ha ritirato.

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Calcio

Maradona, l’Osservatore Romano: ‘Non era uno sportivo, era un genio’

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maradona osservatore romano

‘Riflessioni sul genio’. Si intitola così il lungo editoriale di Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, dedicato a Maradona. “Era grasso. Un calciatore grasso, un ossimoro vivente. La sua forma fisica il più delle volte non era ‘a posto’, una contraddizione stridente per uno sportivo, soprattutto in questi ultimi anni in cui il calcio si è trasformato sempre più in uno sport ‘muscolare’, quasi un videogioco, ma Diego Armando non era uno sportivo, era un genio. Un genio è sempre fuori forma, fuori posto, perché spinge più in là l’orizzonte delle possibilità, allarga il perimento della disciplina che pratica”, inizia il foglio d’Oltretevere. “In realtà il genio non pratica ma incarna, vive, in una parola gioca – continua – Lo espresse bene John McEnroe quando parlando della differenza tra lui e Ivan Lendl disse: ‘I play tennis, he works tennis’. Maradona giocava a calcio, anzi ‘a pallone’. Gira in rete un video in bianco e nero che lo ritrae in un malmesso campo di terra, con un pallone malconcio che palleggia, deve avere 12-13 anni, e chi lo ha pubblicato ha (genialmente) messo in sovra-impressione la frase definitiva di Borges: ‘Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada lì ricomincia la storia del calcio’. È la poesia del ‘pallone di stracci’ tanto cara a Papa Francesco. Maradona ha fatto la storia del calcio rimanendo quel ragazzino che palleggia, per citare Stevenson sull’arte, ‘con la serietà con cui gioca un bambino’. Niente di più serio del gioco; il gioco è il contrario dello scherzo. L’artista geniale sa giocare, perché si mette in gioco e mette tutto se stesso in quel giocare-giocarsi. Chi lo ammira, chi ammira un dribbling di Maradona o una volée di McEnroe parla infatti di semplicità, di naturalezza perché ‘lo scultore pensa in marmo’ come sottolineava Oscar Wilde. Tutto viene naturale al genio, quasi senza fatica. E con questa scioltezza, a volte quasi irritante, il genio compie lo strano miracolo di tenere insieme due spinte opposte: risalire alla sorgente di una disciplina artistica, riscoprendone l’essenza, e allargarla, forzarla verso nuove frontiere. È creativo perché è come se tornasse alla dimensione della creazione, a quella condizione delle origini e riporta tutto a ‘come doveva essere’. È come quando due giovani si innamorano e uno dice all’altra: è come se ti conoscessi da sempre. L’originario e il nuovo si toccano nel gesto creativo del genio”.

“Il genio di una particolare ‘arte’ (può essere lo sport come la musica, la filosofia come il governo della Chiesa, la teologia come la matematica o la politica…) – aggiunge – con il suo gesto realizza sempre una cosa nuova che però è al tempo stesso la realizzazione piena dell’antica promessa insita in quell’arte. Fedeltà e tradimento paradossalmente coincidono nel gesto artistico dei grandi geni. Abbiamo citato McEnroe nel tennis, ma pensiamo ad Alì nella boxe o a Dylan nella musica: essi ‘tradiscono’ ma proprio così realizzano in pieno la loro arte.

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