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Caserta e Provincia

NurSind Caserta denuncia: ‘Stanze Covid senza arredi e farmaci, carenza di DPI’

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nursind caserta


“Approssimazione e disorganizzazione, sono due atteggiamenti pericolosi in questa fase della pandemia, eppure costantemente adottati dai vertici aziendali”, a lanciare l’allarme è Antonio Eliseo, coordinatore regionale NurSind Campania

Da quanto si apprende dalla nota, inviata da NurSind al direttore Generale della Asl di Caserta, nel pronto soccorso dell’ospedale di San Rocco di Sessa Aurinca, sarebbe stato approntato in tutta fretta un reparto di degenza Covid, la cui gestione è affidata agli stessi infermieri che turnano in pronto soccorso e dove mancano gli arredi, i presidi e i farmaci che vengono reperiti negli altri reparti. I pazienti non sono gestiti e monitorati in base ad una cartella infermieristica ma da singoli fogli giornalieri di terapia e parametri vitali.

I DPI ad alta protezione sono forniti in una quantità tale che non consente l’accesso alle camere di degenza più volte nel turno.

Le stanze non sono a pressione negativa ma il ricircolo dell’aria è assicurato dall’apertura delle finestre, che possono, tra l’altro, costituire un pericolo per gli stessi pazienti non adeguatamente sorvegliati.

“Comprendiamo l’esigenza e la necessità di creare strutture dedicate alla cura e all’assistenza dei pazienti affetti da Covid-19, soprattutto in questi giorni in cui si assiste ad un incremento di casi positivi, ma questo- sottolinea Eliseo – non deroga il datore di lavoro applicare la normativa vigente in tema di protezione e sicurezza sul lavoro”.

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Attualità

Dal carcere di Santa Maria Capua Vetere mascherine “stop violenza donne”

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mascherine santa maria capua vetere

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne moltissimi personaggi famosi hanno indossato la mascherina “Stop alla violenza sulle donne” realizzate dai detenuti degli istituti penitenziari di Santa Maria Capua Vetere.

Sono la Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, le giornaliste Serena Bortone, Gaia Tortora e Myrta Merlino, la cantante Laura Pausini, Maurizio Costanzo, Mara Venier, Rita Dalla Chiesa, Carlo Verdone. E poi anche i registi Enrico Vanzina e Mimmo Calopresti, gli attori Claudio Amendola, Ricky Memphis, Massimo Boldi, Max Tortora e Martina Stella. Lo riferisce Gnews, il quotidiano on line del ministero della Giustizia. Tutti hanno prestato la loro immagine per promuovere la campagna di sensibilizzazione organizzata dal Ministero della Giustizia in occasione della Giornata internazionale che si celebra oggi, 25 novembre.

Un gesto simbolico per ribadire l’importanza del contrasto a una piaga gravissima e diffusa, come testimoniano le cronache quotidiane. Quelle indossate dai personaggi ritratti nelle foto fanno parte di uno stock di diecimila mascherine cucite da una decina di detenute del laboratorio sartoriale della sezione femminile della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Altrettante mascherine sono, invece, state prodotte nella Casa Circondariale di Salerno nell’ambito del progetto #RICUCIAMO, nato dalla partnership fra Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Commissario straordinario di governo per l’emergenza Covid-19.

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Caserta e Provincia

Cellulari in carcere, sequestro a Carinola

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cellulari carcere

La Polizia Penitenziaria ha sequestrato quattro cellulari nascosti in alcune celle del carcere di Carinola.

I telefoni cellulari, erano stati nascosti nel televisori dai detenuti, che sono stati denunciati. Uno dei cellulari sequestrato era uno smartphone con due sim-card. Gli agenti della Penitenziaria hanno trovato anche dei caricabatterie rudimentali. La notizia del sequestro de’ stata data dal segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece, che esprime “apprezzamento per l’operazione.

“Gli agenti della Penitenziaria – afferma Capece – continuano a lavorare con grande attenzione e professionalita’, pur senza l’ausilio di adeguati mezzi; ai poliziotti va riconosciuta una meritata ricompensa”. Il segretario del Sappe rinnova l’allarme sul l’introduzione di telefoni cellulari e droga nelle carceri, anche per minori. ” All ‘interno delle carceri – aggiunge Capece – , il numero elevato di tossicodipendenti richiama ovviamente l’interesse degli spacciatori, che tentano di trasformare la detenzione in business”.

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