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Cronaca Napoli

Nella zona rossa di Napoli partite di calcio in piazza Mercato e assembramenti di migranti in piazza Garibaldi

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Nella zona rossa di Napoli partite di calcio in piazza Mercato e assembramenti di migranti in piazza Garibaldi.

 

“Oggi abbiamo registrato una riduzione dell’80% delle segnalazioni di violazioni che quotidianamente ci arrivano sulla linea diretta WhatsApp che abbiamo con i cittadini. Credo che sia un segnale fortemente incoraggiante, per il primo giorno del nuovo lockdown e ci auguriamo per i giorni che verranno. Le segnalazioni maggiori ci sono arrivate da: piazza Garibaldi, dove diversi migranti hanno animato la piazza, creando, in alcuni casi, anche degli assembramenti; piazza Mercato, dove alcuni ragazzini, noncuranti del pericolo del virus e del pericolo di diffondere il contagio nelle proprie famiglie, hanno pensato bene di mettersi a giocare a calcio, in barba a qualsiasi ordinanza; infine gli immancabili parcheggiatori abusivi, che si sono prontamente appostati all’esterno dei supermercati, tra le poche attività a cui è concesso rimanere aperti”. Così Francesco Emilio Borrelli, Consigliere Regionale di Europa Verde.

“Queste violazioni dimostrano che c’è sempre una parte della popolazione che se ne frega delle regole e che rischia di vanificare gli sforzi di quanti, tra mille difficoltà, stanno limitando al massimo i propri spostamenti – prosegue Borrelli – Questi atteggiamenti incoscienti vanno puniti severamente, pertanto chiedo alle Forze dell’Ordine di effettuare un capillare controllo del territorio durante queste settimane, che saranno fondamentali per uscire, quanto prima, dalla zona rossa”.

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Calcio Napoli

De Magistris a Radio Marte: “Lo stadio di Napoli si chiamerà Diego Armando Maradona, già dalla prossima partita casalinga si potrà ufficializzare il nome”

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Foto di repertorio

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Luigi De Magistris, sindaco di Napoli.

“Ho letto le proposte alternative ma alla fine il nome sarà Stadio Diego Armando Maradona. La procedurà sara più rapida possibile. Oggi c’era già una riunione della commissione toponomastica, venerdì ho convocato quella del Comune e concluderemo l’iter. Poi c’è un passaggio con il Prefetto che noi abbiamo già attivato. Ho ragione di ritenere che dalla prossima partita in casa del Napoli si possa ufficializzare il nome. Cerimonia ufficiale? Vedremo. Poi ci saranno una serie di momenti che si dovranno decidere insieme, si dovrà realizzare una targa formale. In questo periodo non ci può essere una partecipazione popolare. Ora l’urgenza è quella di intitolare formalmente lo stadio.

Poi è venuta fuori l’idea sulla stazione della Metro Linea 6, che contiamo di inaugurare a maggio. Volevamo intitolarla Mostra-Maradona e fare al suo interno la mostra per Maradona, una sorta di pellegrinaggio calcistico-turistico per Maradona. Faremo tante cose con la società e i cittadini. Stiamo procedendo bene, ascoltando e decidendo insieme.

Vedo nell’ordine naturale delle cose che a un certo punto ci sarà una piazza o una strada intitolata a Maradona. Il risultato più forte però è lo stadio: lì ci ha fatto gioire e sognare, quello è il suo tempo. L’aggettivo comunale? E’ un bel dibattito ma lo stadio è implicito sia comunale ed è anche bello che sia così. A differenza di altri luoghi è del popolo. Siccome però era eccessivo e lo trovavo implicita, credo che Stadio Diego Armando Maradona sia la soluzione migliore. C’erano anche altre proposte ma questa è la decisione.
Museo? Andrà realizzato all’interno dello stadio con la società. Mi arrivano un sacco di proposte anche su statue e opere. Credo che bisognerà lavorare anche all’interno dello stadio perché ritengo che sia necessario creare un luogo in cui ci saranno fotografie, maglie e simboli ma anche video e riprese. Può diventare un luogo di pellegrinaggio e per venire a scoprire e conoscere cosa ha rappresentato Diego per noi.
In un momento così difficile la gente si stringe attorno a Diego e formula idee. Io termino il mandato a giugno, voglio darmi come obiettivo queste cose per unire la città. Diego più di ogni altro ha unito i napoletani”.

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