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Area Flegrea

Mugnano chiude le scuole fino al 3 dicembre, Procida fino al 29 novembre

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Mugnano chiude le scuole fino al 3 dicembre, Procida fino al 29 novembre. Le ordinanze firmate dai sindaci dei due comuni alla luce dell’espansione della pandemia.

 

Oltre 750 positivi, quasi 100 in pochi giorni. E cosi’ il sindaco di Mugnano, Luigi Sarnataro, ha deciso di chiudere le scuole di ogni ordine e grado. “Un aumento costante purtroppo che mi costringe a prendere ulteriori provvedimenti per il nostro Comune – dice il primo cittadino – le scuole resteranno chiuse fino al 3 dicembre e la didattica continuera’ a distanza. Possiamo cosi’ sanificare tutte le aule”. Stessa decisione era stata assunta nei giorni scorsi dai comuni confinanti: Marano, Villaricca e Calvizzano.

Anche il sindaco di Procida ha firmato una nuova ordinanza nella quale dispone, “con decorrenza immediata e fino ore 23,59 del 29 novembre, in via precauzionale e temporanea al fine di contenere la diffusione del contagio da covid-19, la sospensione delle attività didattiche di ogni ordine e grado”. Restano comunque consentite, in presenza, le attività destinate agli alunni con bisogni educativi speciali o con disabilità, previa valutazione da parte dell’Istituto scolastico delle specifiche condizioni di contesto e in ogni caso garantendo il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica a distanza.

Nell’ordinanza si prevede anche “il divieto di accesso sul territorio comunale e il divieto di svolgimento sul territorio comunale agli esercenti le attività di vendita ambulante, vendita porta a porta, procacciatori d’affari, con esclusione dei servizi di consegna a domicilio”. Ed ancora, “il divieto su tutto il territorio comunale del volantinaggio. E’ fatto divieto ai minori di 18 anni, dalle ore 18,00 alle ore 22,00 di ogni giorno, di circolare nei luoghi pubblici senza essere accompagnati da un genitore o un altro adulto familiare (o adulto abitualmente convivente o deputato alla loro cura)”.

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Area Flegrea

M5S, Saiello: “Regione sostenga la candidatura di Procida capitale della Cultura 2021”

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Mozione del consigliere regionale: “Opportunità di crescita e rilancio per la Campania, come è accaduto con Matera”

“La candidatura dell’isola di Procida a capitale della Cultura 2021 è un’opportunità che la Campania non può assolutamente permettersi di perdere. Abbiamo un’occasione storica per accendere i riflettori su uno dei posti più affascinanti del Golfo che, facendo da attrattore culturale a livello internazionale, non potrà che aumentare il moltiplicatore turistico, con un importante impatto su tutti gli altri comparti e una significativa e inevitabile ricaduta su tutto il territorio regionale. Valga l’esempio di Matera, capitale della Cultura nel 2019, che ha fatto registrare una crescita delle imprese dei settori culturale e creativo e di start-up innovative, con un tasso di occupazione che ha registrato una crescita dal 48% al 52,7%”.

Lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello, che ha presentato una mozione per impegnare la giunta regionale “a mettere in atto tutte le possibili iniziative volte a sostenere il progetto Procida Capitale italiana della cultura 2022, che rappresenta un’opportunità per l’intero territorio regionale, anche nella prospettiva di rilanciare settori che hanno particolarmente subito gli effetti dell’emergenza sociosanitaria in corso. Dobbiamo intanto dirci fieri per il fatto che Procida sia la prima isola a candidarsi nella storia dell’evento, rappresentando la Campania e le piccole isole del nostro Paese”.

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Area Flegrea

Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari

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Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari.

 

Nel corso della mattinata, in provincia di Napoli, Caserta, Roma e Forlì, i militari del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 16 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, estorsione, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, porto e uso illegale d’armi da fuoco ed altro.

Le indagini hanno consentito di ricostruire la piena operatività del clan “Giannelli”, operante nella città di Napoli (nelle aree urbane di Cavalleggeri d’Aosta, Coroglio, Agnano e Bagnoli), nel settore delle estorsioni e del narcotraffico e la conflittualità con il gruppo “Esposito – Nappi – Bitonto”, attivo nel medesimo contesto territoriale.

In particolare, le investigazioni, coordinate dalla DDA di Napoli, hanno permesso di ricostruire come tali organizzazioni camorristiche rientrino nella sfera d’influenza e di controllo del clan Licciardi, famiglia aderente allo storico cartello della criminalità organizzata denominato Alleanza di Secondigliano.

Le acquisizioni investigative hanno consentito, altresì, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in relazione all’omicidio di Zinco Rodolfo, avvenuto il 22 aprile 2015, commesso per l’affermazione degli scopi criminali del clan Giannelli in quell’area.
Nel corso delle indagini sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza anche in relazione al tentativo teso ad uccidere il Giannelli Alessandro ed il Pinto Roberto, riconducibile a controversie sorte per il controllo del traffico di droga in contrapposizione con la famiglia facente capo a Monti Agostino ed ad un’azione di intimidazione armata commessa da appartenenti al clan Giannelli, mediante l’esplosione di colpi di kalashnikov verso abitazioni riconducibili alla famiglia Monti.

Piu’ in generale, il complesso probatorio acquisito documenta la dura contrapposizione tra organizzazioni camorristiche per l’acquisizione del controllo dei lucrosi mercati criminali esistenti nell’Area Flegrea, costituiti dalle estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, dalla vendita di sostanze stupefacenti e da una vera e propria gestione “mafiosa” dei parcheggi abusivi su suolo pubblico sulle aree urbane di via Cavalleggeri D’Aosta, via Coroglio, Bagnoli e Agnano, in prossimità dei locali notturni insistenti sull’area Flegrea, secondo una precisa distribuzione di ruoli riservata agli associati, che provvedevano sia al controllo del regolare svolgimento delle mansioni dei parcheggiatori abusivi, da svolgersi secondo le precise indicazioni del clan; sia al controllo del territorio con la conseguente preclusione dell’intromissione nella zona a qualunque estraneo intendesse coltivare la medesima illecita attività; sia alla retribuzione dei parcheggiatori abusivi, consistente in un corrispettivo in denaro fisso, giornaliero o settimanale, od anche nel pagamento di una percentuale sull’incasso (pari a 1500-2000 euro a parcheggio nelle serate di maggiore affluenza); sia, infine, ad introitare interamente i proventi incassati dagli utenti della strada dai parcheggiatori abusivi, destinati ad essere riversati nelle casse del clan.

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