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Musica. ‘Stiamo bene da morire’, il nuovo singolo di Mosto

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Mosto


Dopo il grande successo del disco d’esordio “Bella vite”, il talentuoso indie-pop Mosto pubblica “Stiamo bene da morire” (Visory Records Indie/Red Owl), il suo nuovo .

 

 

Il brano, travolgente e spensierato, parte da un gioco di parole per raccontare l’evoluzione dei rapporti di coppia, soprattutto nel periodo delle ormai trascorse e lontane vacanze estive, un’evoluzione solitamente tragicomica. Da qui, l’idea di immaginarsi una serie di divertenti modi di morire insieme alla propria metà: rotolare dagli scogli ed affogare negli abissi – «portami al mare ad affogare, dagli scogli rotolare» -, oppure scivolare in un burrone in montagna – «portami in montagna, scivolare in un burrone, divertirsi da morire con te» -. Ma, fortunatamente, dopo le vacanze arriva sempre la vendemmia, che rimette tutto a posto e ci fa dimenticare i drammi estivi.

Un pezzo dalle sonorità fresche ed accattivanti, che mira a mettere di buon umore l’ascoltatore, soprattutto in un periodo difficile e delicato come quello che tutti noi stiamo vivendo.

“Stiamo bene da morire”, con ironia e leggerezza, affronta tematiche per nulla ovvie e scontate, come il valore che negli ultimi anni attribuiamo al tempo ed ai legami affettivi – «è una storia troppo lunga, te l’ho detto, ormai son lunghe pure le stories» -, l’importanza di vivere appieno le esperienze che la vita ci offre – «come fai a dire cose che non sai, perché se non le vivi non le saprai mai» – e di farlo seguendo il nostro cuore, il nostro istinto, le nostre passioni – «mi ricordo di tutto, ma mai di un rimpianto» -.

Mosto, grazie alla sua timbrica riconoscibile, alla sua versatilità ed alla sua maturità autorale e compositiva, è considerato uno dei cantautori più apprezzati e stimati della nuova scena indie-pop italiana ed i suoi ultimi lavori sono solo l’alba di un percorso musicale ben delineato ed in continua ascesa, un percorso sincero e genuino che tra metafore, divertimento e frasi mai banali, racconta la società contemporanea.

Ascolta il brano: https://open.spotify.com/album/4XJWVVG9sbDMiKzYsw9BVI?highlight=spotify:track:2Oj1ewEkXh7VoCMJ1tNC6Z

Mosto è un che arriva dai colli piemontesi del vino e che proprio dal suo territorio trae linfa vitale per raccontare storie di vita e di vite. La peculiarità dei suoi brani e del suo intero percorso artistico, è l’unione, l’incontro di sonorità indie contemporanee con le immagini delle valli della Pianura Padana, a cui aggiunge un brioso retrogusto di Country, per un prodotto finale insolito, ma decisamente piacevole. I suoi testi raccontano la quotidianità dei tempi moderni, con un invito a ritornare alla libertà della campagna, attorniati da feste nelle vigne e concerti nelle cascine. Sul fronte live, Mosto unisce la sua esperienza in gruppi punk e reggae alla “Sobria Orchestra Timorasso”, un’accurata selezione di musicisti collinari di diverse età ed estrazioni. Un artista geniale, innovativo, che grazie alla sua timbrica riconoscibile, alla sua versatilità ed alla sua maturità autorale, riesce a raccontare la routine di una società sempre di corsa con leggerezza ed ironia, senza mai cadere nello scontato.

Segui Mosto: https://www.instagram.com/musicadimosto/?hl=it

Musica

‘Il nostro mondo’ di H.E.R. anticipa la raccolta di ‘Una canzone per Amnesty’

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H.E.R.
foto comunicato stampa

È “Il nostro mondo”, il nuovo e video di H.E.R., a fare da apripista al tradizionale album che il festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” propone ogni anno raccogliendo i brani dei protagonisti del festival veneto che unisce musica e diritti umani.

La raccolta di quest’anno unirà come sempre i nomi più affermati, come Niccolò Fabi, Marina Rei e Margherita Vicario, ai finalisti del contest vinto proprio da H.E.R. La raccolta uscirà nella versione digitale il 10 dicembre, in coincidenza con il 72° anniversario della della Dichiarazione universale dei diritti umani (firmata a Parigi nel 1948). A fine gennaio sarà poi la volta di quella in vinile, un vero oggetto da collezione, realizzato con la casa discografica Ala Bianca, da sempre attenta alle proposte di qualità e che assicura la distribuzione nei negozi da parte di Warner Music e quella di Fuga Digital per il digitale.

A proposito del nuovo H.E.R. ha spiegato che “parte dalla dignità dell’uomo che dovrebbe appartenere a ciascuno di noi: poter scegliere il luogo dove voler vivere senza scappare necessariamente dall’orrore di una guerra o di un regime totalitario deve essere un atto libero e sereno e non dettato dalla disperazione. Se noi tutti non prendiamo atto di questo non possiamo contribuire certo all’evoluzione del mondo”.

Il premio per la vittoria di H.E.R. a “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” è stata la realizzazione del videoclip del nuovo . Lo storyboard è molto semplice e parte da un’idea del regista Valerio Matteu che vede la cantante come unica attrice: un personaggio in cerca di una uscita, di una liberazione.

“Il nostro mondo” è disponibile nei digital store: https://backl.ink/143445040

Il video invece si può trovare all’indirizzo: https://youtu.be/cNa1v8CLEXc

Il brano di H.E.R., prodotto da Gianni Testa (per Joseba Publishing), compare nella raccolta “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty. 23a edizione” insieme ad un’altra canzone dell’eclettica cantautrice-musicista pugliese, “Il mondo non cambia mai”, quella che a Voci per la libertà si è aggiudicata il Premio Amnesty International Italia nella sezione Emergenti. Nell’album compare anche il vincitore del premio nella sezione Big, Niccolò Fabi, con “Io sono l’altro”.

La tracklist parte proprio dai due vincitori di “Voci per la Libertà” 2020. Ma non mancano i finalisti, anzi quest’anno finaliste, del contest per gli emergenti: Agnese Valle (con “La terra sbatte”), che ha avuto il Premio della critica; Adriana (con “Bumaye”), premio del pubblico; Assia Fiorillo (con “Io sono te”), premio “Il migliore per noi”; e Micaela Tempesta (che ha presentato “4M3N”).

E poi gli ospiti, ovvero Marina Rei con “Donna che parla in fretta”, Margherita Vicario con “Mandela”, i Meganoidi con “Persone nuove”, The Boylers con “This Is My Place”, i Grace N Kaos, con “Blu cobalto”. Una carrellata di canzoni per fare riflettere e appassionare, “lasciando – come dichiara Michele Lionello, direttore artistico di Voci per la libertà – che siano bellezza ed emozione a lavorare perché le violazioni dei diritti umani cessino una volta per tutte. A questo proposito vorrei ringraziare per la sensibilità tutti i protagonisti, artisti e discografici, che si sono resi disponibili per questa operazione”.

Info sul sito: www.vociperlaliberta.it

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