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Morto di cancro a 11 anni. La rabbia social: ‘Colpa dell’Ilva’

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foto dalla pagina facebook tamburi combattenti

Morto di cancro a 11 anni. La rabbia social: ‘Colpa dell’Ilva’.

on ce l’ha fatta Vincenzo, il bimbo di 11 anni del rione Tamburi di Taranto, che combatteva contro un linfoma linfoblastico primitivo nelle ossa, malattia che in tanti nella sua citta’ hanno messo in relazione alle emissioni nocive dello stabilimento siderurgico. Sui social e’ cosi’ montata l’indignazione di cittadini e associazioni che tornano a invocare la chiusura delle fonti inquinanti, proprio nel giorno in cui si annuncera’ l’accordo tra governo e ArcelorMittal per la nuova compagine societaria. A fine giugno il piccolo Vincenzo era partito per Roma con i suoi genitori, a bordo del camper-taxi dell’associazione Simba per tentare il tutto per tutto nella cura all’ospedale Bambin Gesu’.

Grazie a una gara di solidarieta’ furono raccolti oltre 8mila euro per contribuire a sostenere le spese della lunga degenza nella capitale, dove il piccolo si era trasferito per un trattamento di immunoterapia e poi il trapianto del midollo. Scrive su Facebook il movimento Tamburi Combattenti: “Apprendiamo che il piccolo Vincenzo, purtroppo, non ce l’ha fatta. Ha lottato fino alla fine. Siamo vicini alla famiglia e ci stringiamo al loro dolore e cordoglio. Un altro figlio dei Tamburi che va via prematuramente”.

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Oggi, a quanto si apprende, e’ previsto alle 19 il passaggio del feretro sotto l’abitazione della famiglia, in piazza Masaccio, dove sostera’ mezz’ora per un ultimo saluto a Vincenzo. Poi la salma raggiungera’ il cimitero San Brunone che si trova a poche centinaia di metri dal siderurgico ex Ilva.


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Castellammare di Stabia

Castellammare, festa dei lavoratori Meridbulloni: il gruppo Vescovini rileva la fabbrica

Il gruppo si è impegnato ad assumere tutti i lavoratori entro il 1 febbraio

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Hanno festeggiato  con cori e slogan gli operai Meridbulloni, in presidio fuori al sito di Castellammare di Stabia. 

C’è stato infatti l’annuncio dell’interesse, da parte del gruppo imprenditoriale Vescovini, di rilevare la fabbrica e assumere tutti i lavoratori entro il 1 febbraio. L’azienda aveva imposto il trasferimento a Buttiglieria Alta, in provincia di Torino, a 81 dipendenti per evitare il licenziamento. Il nuovo gruppo, invece, che avrebbe detto di voler rilevare la fabbrica, permetterebbe la permanenza sul territorio dell’azienda e, quindi, dei lavoratori e delle loro famiglie. “E’ tornato il sorriso, è tornato il sereneo, e’ la vittoria nostra e di tutta la comunita’ di Castellammare – dicono i lavoratori -, i tanti messaggi di solidarieta’ ci hanno consentito di andare avanti nel nostro presidio. La politica tutta ci e’ stata vicina.Grazie Castellammare e tutti quelli che ci sono stati vicini. La forza che abbiamo avuto ci è stata trasmesso dalla solidarietà delle tante persone”.

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Il gruppo dà lavoro ad oltre 700 dipendenti tra diretti e indiretti e serve più di 2500 clienti sul mercato globale tra cui tutti i principali OEM del settore automobilistico, delle macchine movimento terra, dell’heavy duty e delle macchine industriali. Ha diversi stabilimenti nel nord Italia ed una sede anche negli Stati Uniti d’America

 

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