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Inquinamento alle fonderie Pisano: arriva la prima condanna, risarcimenti per associazioni e Ministero

Salerno. Inquinamento e smaltimento illecito dei rifiuti alle Fonderie Pisano: arriva la condanna per i proprietari e il risarcimento nei confronti di Codacons e Ministero dell’Ambiente e delle associazioni ambientaliste che si erano costituite in […]
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Salerno. Inquinamento e smaltimento illecito dei rifiuti alle Fonderie Pisano: arriva la condanna per i proprietari e il risarcimento nei confronti di Codacons e Ministero dell’Ambiente e delle associazioni ambientaliste che si erano costituite in giudizio.

Il Giudice per le udienze preliminari, Maria Zambrano ha condannato Guido, Renato, Ciro e Ugo Pisano per reati ambientali condannandoli a pagare un’ammenda di 11mila euro ciascuno. Il processo con rito abbreviato ha visto anche l’assoluzione degli altri imputati Luca Fossati e Antonio Setaro e ha escluso che vi fossero illeciti amministrativi nella gestione della fabbrica.

La questione ambientale sollevata per l’inquinamento delle Fonderie Pisano, situate nella frazione di Fratte a Salerno aveva portato a numerose denunce di associazioni ambientaliste, comitati civici e politici.

Il procedimento penale, instaurato nel 2014 si è concluso con una condanna con rito abbreviato. Il giudice ha anche condannato gli imputati al risarcimento danni da liquidarsi in separata sede per il Codacons, ministero dell’Ambiente, associazione Salute e vita, Legambiente Campania onlus, Impatto ecosostenibile zero waste Campania onlus, Wwf, Medicina democratica, disponendo una provvisionale immediatamente esecutiva. Inoltre, gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Il vice segretario nazionale del Codacons, Matteo Marchetti, dichiara: “Questa è certamente la prima condanna in materia ambientale a carico dei Pisano, si tratta di una sentenza di primo grado, quindi appellabile e siamo in attesa di leggere le motivazioni che arriveranno tra 90 giorni. Ci auguriamo che questa sentenza sia da monito a tutte le imprese che inquinano e riteniamo che sia un primo importante passo di una rinnovata coscienza ambientale esistente in città e speriamo in tutta la Campania”.

E poi conclude: “Confidiamo, in attesa di leggere le motivazioni, che ci siano ampi margini da parte della Procura di appellare la sentenza, come associazione siamo soddisfatti perché le condanne in nostro favore sono un riconoscimento del lavoro svolto in questi anni, ricordiamo che le indagini che hanno portato a questo processo sono partite anche sulla base delle nostre denunce”.

Non è pienamente soddisfatto della sentenza il Comitato Salute e Vita “perché, per alcuni reati, sono stati assolti”.

«La condanna di oggi nei confronti dei titolari delle Fonderie Pisano per reati connessi all’inquinamento ambientale confermano i sospetti sulle condotte illecite compiute all’interno dell’opificio di Fratte e rispetto ai quali ci battiamo da anni – ha detto Michele Cammarano, consigliere regionale del M5S -. E’ sempre una sconfitta per i cittadini quando, a dare risposte, sono i tribunali e non la politica, spesso dopo decenni trascorsi dall’inizio degli eventi incriminati, tra sit-in e mobilitazioni. Seppur limitatamente ad alcune fattispecie, quanto statuito dal giudice configura degli illeciti gravissimi nei confronti dei cittadini e dell’ambiente in un procedimento nel quale, ricordo, anche il Ministero della Salute si è costituito parte civile. Ciò che è avvenuto negli ultimi vent’anni nella fabbrica di Fratte è una responsabilità individuale, ma anche politica di una classe dirigente che non ha mai difeso apertamente la salute dei salernitani».

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