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Napoli e Provincia

Il deputato Catello Vitiello: ‘Drammatica emergenza per Asl Napoli 3 Sud’

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Un’interrogazione al Ministro della Salute “sulla situazione drammatica che si sta vivendo negli ospedali dell’, in modo particolare nel presidio ospedaliero di Castellammare”.

E’ stata presentata dal deputato di Italia Viva, , nella quale si evidenzia che “tra le strutture più interessate vi è l’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia che ha visto, nelle ultime 24 ore un numero di sei decessi causati dal virus”. Vitiello evidenzia come negli ultimi giorni, sui principali organi di stampa, si sia levato “il grido di dolore degli operatori sanitari dello stesso nosocomio, talmente saturo che il Pronto Soccorso dello stesso ha dovuto chiudere per essere riconvertito in reparto di accettazione pazienti Covid-19”. Facendo riferimento alle “immagini rimbalzate dai vari media anche nazionali” va messo in evidenza la situazione drammatica di “un ospedale dove i pazienti sono sistemati tra il reparto di pronto soccorso e quello di rianimazione e che, nonostante gli sforzi degli operatori, ricorda una struttura sanitaria di un Paese interessato da guerre e bombardamenti”. Secondo il deputato di Italia Viva, inoltre, “a tutt’oggi non risultano effettuate le opportune integrazioni di personale e materiale necessario per un minimo funzionamento del suddetto nosocomio e per alleviare le sofferenze dei malati ed evitare l’aumento esponenziale dei decessi”. Per questo motivo Vitiello chiede al Ministro se “di concerto con la regione, alla luce degli elementi che stanno emergendo sulla gestione dei posti letto per i malati Covid nella regione campana, non ritenga opportuno adottare iniziative, per quanto di competenza, per verificare quanto sopra riportato, in un momento in cui il numero dei contagi e’ in continuo aumento”. Il deputato Vitiello chiede anche se il Ministero “non ritenga, anche alla luce dei 21 parametri stabiliti per la determinazione del grado di emergenza sanitaria, di estendere a tutta la Regione Campania la qualifica di zona “rossa” e “valutata la differenziazione territoriale e la disparita’ di efficienza delle strutture sanitarie della Regione Campania, di prevedere una piu’ capillare indicazione territoriale del grado di emergenza sanitaria”.

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Cronaca Giudiziaria

Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna

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Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna.

Il gup di Napoli, Luana Romano (21esima sezione) ha rinviato a giudizio, con l’accusa di omicidio volontario, Marianna Fabozzi, madre di Antonio Giglio, il bimbo di 4 anni precipitato dalla finestra di un’abitazione del Parco Verde di Caivano , il 28 aprile 2013. Insieme con la Fabozzi e’ stato rinviato a giudizio, per favoreggiamento, anche il suo ex compagno, Raimondo Caputo. Entrambi sono stati gia’ condannati in via definitiva per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, morta 24 giugno 2014, dopo essere lanciata nel vuoto dallo stesso palazzo dove poco piu’ di un anno prima era caduto il piccolo Antonio Giglio.

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Caputo, detto “Tito'”, venne condannato all’ergastolo; a Fortuna Fabozzi invece vennero inflitti dieci anni di carcere. Gennaro Giglio, padre del bambino, difeso dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani, ha piu’ volte accusato la ex (Marianna Fabozzi) della morte di suo figlio Antonio. Secondo quanto riferito dalla madre, Antonio sarebbe precipitato dopo essersi sporto troppo dalla finestra nel tentativo di guardare un elicottero dei Carabinieri in volo. A riferire agli investigatori che Antonio Giglio non mori’ accidentalmente fu una donna che si disse testimone della tragedia: si tratta della sorella di Raimondo Caputo la quale riferi’ di avere visto, riflesso in uno specchio, Fortuna Fabozzi compiere l’insano gesto.

Anche Raimondo Caputo ha accusato la sua ex compagna della morte del piccolo. Malgrado la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Napoli, il gip Pietro Carola, il 5 giugno 2019, decise per l’imputazione coatta di Marianna Fabozzi e di Raimondo Caputo, rispettivamente per omicidio volontario e favoreggiamento.

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