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Cronaca Campania

Campania , accordo sui tamponi: I medici di medicina generale dicono basta all’alterazione dei fatti

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tamponi medici di base


” Stiamo assistendo, in e nelle sue province,  a continue giravolte di posizione del sindacato più rappresentativo dei di   sull’accordo per l’effettuazione  dei negli studi dei di famiglia”  così, in una dichiarazione Luigi De Lucia,  Segretario Regionale della del Sindacato Italiani critica i continui cambiamenti di posizione della FIMMG.

” È incredibile come il sindacato  più rappresentativo dei di ,  che ha spinto in sede di contrattazione nazionale collettiva per arrivare ad un accordo stralcio che riguardasse solo i , prevedendo  l’obbligatorietà  per i  medici, possa oggi  affermare altro. Siamo davanti al paradosso che genera solo confusione tra i medici!”.

“Forse sarebbe auspicabile che davanti alle proteste dei medici, perché in maggioranza dotati di studi non adatti per accogliere pazienti cui occorre il tampone per accertamento Covid19, la FIMMG prendesse una decisione saggia: sconfessasse l’accordo stralcio, ma forse chiediamo molto in tema di coerenza”.

“Lo SMI ribadisce il suo impegno a favore dell’esecuzione  dei da parte dei medici di    su base volontaria e solo in strutture pubbliche delle ASL e dei Comuni. Segnaliamo  ai colleghi, inoltre,  che in mancanza di DPI non a norma possono rifiutarsi di eseguire i tamponi. Lo SMI della  è al fianco dei medici di e  continuerà nell’ azione di difesa della classe medica, della salute dei cittadini  campani e del diritto ad un’informazione corretta e corrisponde ai fatti”, conclude De Lucia.

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Cinema

Le attese della Circumvesuviana diventano un film: essere passeggeri a Napoli in “Na Cosa Sola”

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Le attese della Circumvesuviana diventano un film

Le attese della Circumvesuviana diventano un film: essere passeggeri a Napoli in “Na Cosa Sola”.

Mercoledì 25 novembre verrà proiettato al Torino Film Festival “Na Cosa Sola”, documentario del regista napoletano Giovanni Sorrentino che racconta le vite di alcuni passeggeri in attesa della Circumvesuviana. «L’idea è nata mentre attendevo, anche quaranta o cinquanta minuti, il treno che mi portavo a casa, osservavo le persone che come me aspettavano. Così ho deciso di percorrere altre stazione, quelle più deserte, e raccontare le attese di tutti», spiega Sorrentino.

Il suo è un viaggio, della durata di 24 minuti, nel quale le stazioni sono descritte secondo un’ottica corale, con un’attenzione particolare ad alcuni luoghi cari all’autore, come la stazione di Ponticelli. Il sentimento che più emerge dal lavoro è la nostalgia che il regista indaga in senso poetico, come quell’ideale a cui tendere, che crea un legame tra passato e presente.

«Napoli è il luogo in cui vivo e in cui mi sono formato. Sono cresciuto tra le sue contraddizioni e la sua bellezza. Sono innamorato della mia città e ne soffro la violenza. Cerco nei miei lavori di raccontarne la complessità, con uno sguardo meno ideologico possibile» conclude l’autore.

La selezione nella categoria “Italiana Corti” al Torino Film Festival è un altro risultato importante nella carriera del trentenne regista che si è già distinto nel 2015 con la vittoria al Napoli Film Festival, con un documentario sul piccolo litorale di Vigliena, dal titolo “Stay”.

C’è una ferrovia a Sud, intorno al Vesuvio, smossa come la terra della quale è figlia. Le persone si muovono lungo bordi di cemento, dentro carrozze di ferro, uno di fronte all’altro. Si sfiorano, e in questi passaggi si confondono con il paesaggio. Trasformano le stazioni nei luoghi in cui la vita attende, e nell’attesa consumano la loro quotidianità. Ogni stazione assume la forma di chi la abita e Il tutto si fonde in un unico paesaggio umano e naturalistico.

Nato a Napoli nel 1985, ha studiato comunicazione audiovisiva all’Università degli Studi di Salerno e ho frequentato l’Atelier di Cinema del Reale Filmap, a Napoli. Nel 2014 ha prodotto il mio primo documentario dal titolo Stay, che ha vinto il premio di miglior documentario al Napoli Film Festival e ha partecipato al festival Cinemambiente. ‘NA COSA SOLA è il secondo progetto di documentario autoprodotto, in cui provo a raccontare i luoghi da dove provengo e nei quali ho formato la mia visione cinematografica.

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