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Attualità

Domani via a concorso dei prof, i sindacati: ‘Una follia’

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Domani via a concorso dei prof, i sindacati: ‘Una follia’. Da lunedi’ dad a superiori in Lombardia, Liguria, Piemonte.

 

Mentre in Lombardia, da lunedi’ 26 ottobre, le lezioni nella scuola secondaria si svolgeranno solo con la modalita’ a distanza – il Piemonte e la Liguria gia’ da ieri hanno stabilito l’obbligo per le classi dalla II alla V delle superiori di seguire per almeno il 50% dei giorni la didattica digitale a distanza, in alternanza con la presenza in aula, e la riapertura delle scuole primarie in Campania per lunedi’ e’ a forte rischio – da oggi diventano operative le misure del Dpcm per la scuola che prevedono maggiore ricorso alla didattica a distanza e apertura degli istituti dopo le 9 in situazioni di particolare rischio.

Dad al 50% alle superiori con esclusione dei primi anni e al 75% all’Universita’ con esclusione delle attivita’ di laboratorio e delle matricole anche nel Lazio nell’ordinanza che dovrebbe essere firmata a breve. Intanto domani, il giorno dopo in cui i contagi sono balzati a quota 15.199, alle ore 8 iniziano le prove del concorso straordinario riservato agli insegnanti che hanno gia’ almeno 36 mesi di servizio. Una procedura che mette a bando 32.000 posti e alla quale si sono iscritti 64.563 candidati. Non tutti i partecipanti svolgeranno la prova domani: i candidati sono suddivisi per classi di concorso e su piu’ giornate: le prove andranno avanti fino al prossimo 16 novembre, garantendo, cosi’ – assicura il ministero dell’Istruzione – un numero di partecipanti limitato al giorno e la massima sicurezza.

Solo nella giornata di domani sono attesi i primi 1.645 candidati, suddivisi in 171 aule distribuite su tutto il territorio nazionale. Ai candidati verra’ misurata la temperatura all’ingresso, vi sara’ l’obbligo di indossare sempre la mascherina, e sara’ rispettata la distanza di sicurezza. Il concorso e’ da mesi al centro di forti polemiche acutizzatesi in queste ore essendo salito il numero dei contagi. “Chi si prende la responsabilita’ di voler fare a tutti i costi questo concorso per la scuola, ne paghera’ le conseguenze fino alla fine. Questo concorso e’ una follia fatto in questo momento di pandemia e il rischio e’ che ci siano enormi contenziosi. Nel 2017 venne sospeso il concorso per i dirigenti scolastici a causa di una emergenza maltempo: ci aspettiamo lo stesso buonsenso”, hanno tuonato oggi Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, che hanno indetto una conferenza stampa e denunciato che “la scuola e’ al capolinea e la ministra deve scendere e confrontarsi”.

“Non voler rinviare il concorso, ed ostinarsi a tenerlo in una situazione di escalation della pandemia e’ gravissimo. La Ministra si assume una responsabilita’ enorme”, ha attaccato il senatore Pd Francesco Verducci, vice presidente Commissione Cultura e Istruzione. Richieste di fermare il concorso sono arrivate da giorni dalla Lega. Per il sistema delle aggregazioni territoriali, per cui una regione gestisce le procedure concorsuali di piu’ regioni, si registrano effettivamente casi limite di candidati che dalla Campania, la Basilicata, la Calabria, la Puglia e addirittura il Molise dovranno recarsi nelle prossime settimane in Sicilia a Gela a Caltanissetta ma anche in piccole cittadine come Mussumeli, San Cataldo o Mazzarino.

Persone che dovranno organizzarsi con aerei, auto a noleggio e lunghi viaggi. Nel Marche sono state presentate 1814 domande: 861 candidati svolgeranno le prove nella regione, 953 dovranno spostarsi quasi tutti nel Lazio, alcuni in Toscana. In Sardegna, da settimane, si tengono presi’di dei docenti davanti alle prefetture: i circa 3000 mila prof che dovranno spostarsi per effettuare le prove, temono di doverlo fare in questo momento di forte rialzo dei contagi. Nella regione Lazio Cgil, Cisl e Uil del Lazio parlano di 9.600 candidati distribuiti su 70 scuole, in un momento in cui nella regione ci sono 848 positivi tra gli studenti, 149 tra i docenti e 47 collaboratori scolastici. Ad Arzano, in provincia di Napoli, dove è scattata la zona rossa, e che era sede d’esame, l’Ufficio scolastico regionale della Campania ha disposto che i candidati andranno a Napoli. Il ministero dell’Istruzione, dal canto suo, ricorda che e” previsto un preciso e rigido Protocollo di sicurezza, gli spazi utilizzati saranno tutti igienizzati prima e dopo le prove. e la media sara’ di 10 candidati per aula. La prova sara’ computer based con una durata di 150 minuti.

 

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Calcio Napoli

Diego Maradona junior vuole andare in Argentina al funerale del padre

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Diego Armando Maradona junior guarito dal covid e dimesso, vuole andare in Argentina per i funerali del padre.

Diego Armando Maradona junior, figlio dell’ex calciatore argentino morto poche ore fa, è stato dimesso
dall’ospedale infettivologico Cotugno di Napoli dove era ricoverato per Covid-19.

Subito dopo aver saputo del decesso del padre dai media argentini, il figlio di Diego e di Cristiana Sinagra,
avrebbe svolto tutte le procedure burocratiche obbligatorie in ospedale per uscire il prima
possibile ed espresso ai medici la volontà di andare ai funerali in Argentina.
Diego Jr nei giorni scorsi era stato colpito dal Covid, risultando positivo al tampone e sintomatico.

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Calcio

Papa Francesco ricorda Maradona con affetto e prega per lui

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Papa Francesco ricorda Maradona con affetto e prega per lui.

Papa Francesco “e’ informato della morte di Diego Maradona, ripensa con affetto alle occasioni di incontro di questi anni e lo ricorda nella preghiera, come ha fatto nei giorni scorsi da quando ha appreso delle sue condizioni di salute”. Lo rendo noto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni.

Papa Francesco – ricorda il sito della Santa Sede Vatican News – ha conosciuto Maradona e lo ha incontrato piu’ volte. Solo qualche giorno fa, raccontando di se’ nel libro “Ritorniamo a sognare”, Bergoglio ha parlato del suo soggiorno in Germania e dell’aver vissuto nella solitudine il trionfo dell’Argentina ai mondiali nel 1986. Una vittoria nel segno di Diego Armando Maradona. E quella maglia numero 10, “El pibe de oro” la porta in Vaticano anni dopo, il primo settembre 2014. In Aula Paolo VI, Francesco ringrazia i campioni del calcio che avevano aderito alla partita interreligiosa per la pace che si sarebbe disputata in serata allo Stadio Olimpico di Roma. Una sfida tutta nel segno della solidarieta’, organizzata da “Scholas occurrentes”, promossa dal Papa, e dall’associazione di Xavier Zanetti, altro importante campione argentino, “Fondazione P.u.p.i Onlus”. Risale ad allora l’abbraccio commosso di Maradona al Papa, la consegna della maglia con su scritto “Francisco” e la dedica: “A Papa Francesco con tutto il mio affetto e molta pace per tutto il mondo”.

Ai microfoni di molti giornalisti, Diego Armando dice che tra loro due “il vero fuoriclasse” e’ il Pontefice. E confessa di essersi allontanato dalla Chiesa ma di aver sentito profonda vicinanza con Francesco per la sua attenzione verso i poveri. “Cosa mi ha detto il Papa? Che mi stava aspettando”. Ai microfoni di Radio Vaticana, Diego Armando Maradona lancia poi un messaggio di pace: “Credo che tutti noi abbiamo un qualcosa nel nostro cuore quando vediamo guerra, quando vediamo morti… Dovremmo mettere da parte moltissime cose e cercare la pace. Credo che questa partita rompa un po’ l’idea che noi giocatori non facciamo niente per la pace: e’ tutto il contrario! Quello che noi auspichiamo e’ che la gente prenda coscienza che il meglio per tutti e’ la pace!”. E ancora, alla domanda se lo sport possa contribuire alla pace: “E’ essenziale! E’ essenziale! Credo che un pallone valga piu’ di 100 fucili. Questo per me e’ molto chiaro! Lo sport e’ quello che ti fa pensare a non arrecare danno ad altri”.

L’impegno di Maradona con “Scholas Occurentes” non si esaurisce con la partita dell’Olimpico nel 2014. E di ritorno in Italia, il campione partecipa ad una conferenza stampa nella sede della Radio Vaticana, dove vengono illustrati progetti ed iniziative sempre nel segno dell’educazione e della solidarieta’. E’ questa la cornice di un nuovo incontro, il 23 aprile 2015, tra il Papa e Maradona che per Francesco ha parole belle, piene di ammirazione e stima: “Vorrei davvero ringraziare Francesco per tutto l’affetto che mi da’. Oggi credo che tutti noi riconosciamo che e’ un fenomeno, che fara’ qualcosa per i ragazzi e che abbiamo un Papa fantastico. Abbiamo parlato di molte cose, dell’impegno affinche’ i giocatori si uniscano e facciano qualcosa per i bambini che non mangiano in molte parti del mondo. E siamo stati d’accordo totalmente, ma ci vorra’ molto tempo. Oggi posso dire di essere sostenitore di Francesco. Il primo sostenitore di Francesco sono io”.

Nel 2016 – rievoca ancora Vatican News – la terza edizione della Partita della pace, il 12 ottobre, si raccolgono fondi anche per Amatrice, duramente ferita dal sisma, Maradona prende parte all’evento e rivela di aver ricevuto una telefonata dal Papa. “Quando mi hanno detto che avremo giocato anche per le popolazioni colpite dal terremoto ho pensato che non si potesse mancare ad una iniziativa come questa. Faremo una cosa molto grande, raccoglieremo fondi per dare da mangiare ai bambini, per dire la nostra sulla pace e per dare una mano grande a Papa Francesco”.

 

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