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Tamponi, i medici di famiglia della Fimmg denunciano: ‘Cittadini prigionieri in attesa degli esiti dei tamponi, situazione inaccettabile’

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«Mentre in Campania si accelera sui tamponi, con gli operatori che sul campo fanno un lavoro enorme, il numero dei cittadini posti un isolamento fiduciario aumenta sempre più per l’incapacità di comunicare gli esiti in tempi accettabili».

Vincenzo Schiavo, segretario vicario regionale della FIMMG, non usa mezzi termini nel rilanciare la protesta di tutta la medicina generale su un sistema definito «incompleto e carente». A fronte di un aumento enorme dei tamponi effettuati, circa 7.000 al giorno (con un trend che presto porterà ai 12.000 al giorno) il sistema di comunicazione messo in campo dalle U.O.P.C. delle ASL e le piattaforme regionali non permettono di avere risposte in tempi utili. «Allo stato noi medici di famiglia – denuncia Schiavo – non siamo messi in condizione di offrire una risposta adeguata alle giuste richieste dei cittadini sottoposti a controllo». Per il segretario vicario regionale della FIMMG il problema che ormai non è più contenibile non è solo di ordine sanitario, ma anche economico e sociale.

«Così facendo – precisa Schiavo – rischiamo di mettere in crisi centinaia di nuclei familiari e mandiamo inutilmente in fumo centinaia e centinaia di ore di lavoro. I cittadini restano infatti ostaggio di un sistema informativo del tutto inadeguato, in isolamento anche dopo un risultato negativo del tampone solo perché nei nostri sistemi non appare in tempo un referto. Ecco perché i medici di medicina generale della FIMMG richiedono ad horas la possibilità di accedere ai risultati dei tamponi effettuati, unico modo per evitare che il varo enorme messo in campo sia vanificato, e addirittura diventi controproducente».

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Napoli, medici di famiglia in protesta a Palazzo Santa Lucia

di Gustavo Gentile 11 Settembre 2025 - 08:40 08:40

Napoli– Circa 150 medici di famiglia provenienti dalle cinque province campane si sono riuniti ieri davanti a Palazzo Santa Lucia, sede della Presidenza e della Giunta regionale, per manifestare contro l’Accordo Integrativo Regionale che la Regione Campania avrebbe voluto firmare con le sigle sindacali della categoria. Un’intesa che, secondo i manifestanti, trasformerebbe i medici di medicina generale in “dipendenti di fatto, privi di tutele e autonomia”, snaturando il loro ruolo e peggiorando l’assistenza ai cittadini. A guidare la protesta anche i vertici regionali della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), il presidente Giacomo Pulcino Lupo e la vicepresidente Antonella Maria Ilaria Cicale, affiancati da numerosi colleghi.

«I medici di famiglia sono fondamentali per la tutela della salute dei cittadini solo se restano liberi di assistere i pazienti – ha spiegato il dottor Salvatore Caiazza –. Imbottirci di incombenze burocratiche che non ci appartengono vuol dire ridurre il tempo da dedicare alle cure e all’ascolto». Al centro delle contestazioni anche la presunta commistione di ruoli e interessi. Il dottor Pasquale Persico ha puntato il dito contro alcuni rappresentanti sindacali che, sedendo ai tavoli negoziali, ricoprirebbero anche incarichi apicali in cooperative a cui si vorrebbe imporre l’adesione obbligatoria dei medici di famiglia: «Una situazione che mina trasparenza e credibilità del processo – ha dichiarato –. Chiediamo alla Regione di garantire scelte nell’esclusivo interesse dei professionisti e dei cittadini, non condizionate da possibili conflitti». Sulla stessa linea il medico Gianni Verde, che ha descritto l’accordo come «un meccanismo che ci trasformerebbe in burattini, spostati tra studi e Case di Comunità, mentre i fondi del Pnrr finiscono soprattutto nell’edilizia, non nel rafforzamento della medicina territoriale».

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