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Cronaca Giudiziaria

Napoli, ucciso a Capodanno dalla figlia del boss: stop alla cartella esattoriale. L’avvocato: ‘Fine dell’incubo’

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Napoli, ucciso a Capodanno dalla figlia del boss: stop alla cartella esattoriale. L’avvocato: ‘Fine dell’incubo’.

 

L’Agenzia delle Entrate ha fatto un passo indietro rispetto alle pretese fiscali relative a un risarcimento mai ottenuto da una vittima della criminalita’, Nicola Sarpa, rimasto vittima, a soli 24 anni, di un colpo di pistola esploso a Capodanno da Emanuela Terracciano, all’epoca 22enne, figlia del defunto boss Salvatore detto ‘o niron , capocamorra dei Quartieri Spagnoli di Napoli. L’assassina e’ nullatenente e ad accollarsi le spese, quasi 17mila euro, avrebbe dovuto essere la famiglia della vittima, che per la Legge risponde in solido. “Ringraziamo l’Agenzia delle Entrate”, dichiara in una nota l’avvocato Angelo Pisani insieme con i suoi assistiti. “Oggi siamo stati sollevati e liberarti da un incubo, una cartella fiscale impossibile da pagare. Le nostre istanze sono state accolte e sono state cancellate tasse e sanzioni inammissibili”. “La somma, quasi 17mila, era stata richiesta anche in relazione a un ingente risarcimento, 626mila euro – spiega Pisani – che la famiglia non percepira’ mai in quanto la responsabile dell’omicidio risulta nullatenente”.

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La famiglia avrebbe dovuto pagare imposte e sanzioni relative alla causa di risarcimento danni intentata dalle vittime contro colei che e’ stata ritenuta dalla Giustizia la colpevole della morte di Nicola Sarpa. Il Giudice ha ritenuto che la colpevole dovesse risarcire con 626mila euro la famiglia della vittima. “L’Agenzia delle Entrate – sottolinea Angelo Pisani – ha dimostrato che chi sta dalla parte giusta deve continuare a credere nella Giustizia e contrastare sempre l’ingiustizia. Ora aspettiamo il riscontro del Presidente della Repubblica in merito alle nostre richieste e alle tante problematiche/oneri per i cittadini che auspicano giustizia ma collezionano delusione e danni”. “Speriamo che in futuro nessuno piu’ debba pagare o peggio esser tassato in luogo di chi sbaglia e del colpevole di turno che con trucchi e cavilli mortifica e delude chi chiede giustizia”, conclude l’avvocato.

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Afragola

Afragola, sfrattato da figlio e costretto a vivere in garage: arrivano le condanne

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Agitato, affamato e in condizioni igieniche precarie. Si presento’ cosi’, il 10 ottobre dell’anno scorso, negli uffici della polizia municipale di Afragola un pensionato di 79 anni costretto a vivere in un garage all’interno del Rione Salicelle ad Afragola.

Vedovo e padre di un figlio maschio e due figlie femmine, l’uomo spiego’ agli agenti l’inferno che stava vivendo da quando era morta la moglie nel luglio 2014. Il figlio e la nuora l’avevano sfrattato dall’appartamento di edilizia popolare a lui assegnato, costringendolo a vivere in un garage abusivo e poco attrezzato, tra insetti e topi e senza bagno. L’anziano era infatti costretto a utilizzare un secchio per i propri bisogni fisici.

L’uomo percepiva una pensione di circa 650 euro, utilizzata dal figlio e della moglie di quest’ultimo per pagare l’affitto dell’abitazione e garantire assistenza al loro bambino disabile. Le altre due figlie dell’uomo avrebbero piu’ volte sollecitato il padre a trasferirsi in casa con loro, senza pero’ ottenere risultati. Ieri il gup del tribunale di Napoli Nord ha condannato Antonio Tontaro, il figlio dell’uomo, e Marianna Mazzuoccolo, sua nuora, a tre anni di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e per abbandono di incapace.

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