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Cultura

MAC fest, in arrivo la seconda edizione: Confrontare Realtà, Creare Connessioni

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Torna anche quest’anno il MAC fest – Festival della Musica, dell’Arte e della Cultura.

MAC fest è la rassegna multidisciplinare ideata dall’associazione Macass di Cava de’ Tirreni e si ripropone di coinvolgere diverse generazioni per la realizzazione di eventi e attività volti a valorizzare il territorio, seguendo il tema scelto per la sua II edizione: “Confrontare realtà, creare connessioni”. Venerdì 24 luglio è stato presentato il calendario delle attività che comporranno la prossima edizione del MAC fest 2020, organizzato e promosso dall’associazione Macass.

Dopo la raccolta fondi #CavaYOUall, che ha permesso la realizzazione e la
distribuzione di 400 visiere per operatori sanitari metelliani, con questo evento l’associazione ha avviato anche la sua campagna di tesseramento.
Durante il suo intervento di apertura, il presidente Francesco Oreste ha ribadito la volontà dell’associazione Macass di offrire alla città e alla provincia di Salerno un appuntamento culturale da inserire all’interno della programmazione estiva. Le misure anti-COVID incontrano il senso di responsabilità dei suoi giovani organizzatori, che si stanno impegnando a realizzare una costellazione di eventi distribuiti in termini di spazio e tempo per poter essere accessibili, nel rispetto del distanziamento sociale e della prevenzione per la salute di tutti e di ciascuno.

Il coinvolgimento delle realtà presenti sul territorio è il fulcro della II edizione che avrà come tema “Confrontare Realtà, Creare Connessioni” – per questo motivo, si chiamano a raccolta giovani artisti, artigiani e PMI per costruire insieme un momento di scambio e di accrescimento collettivo.

Si parte il 9 agosto con un Aperitivo Culturale al Rodaviva, caratterizzato da un djset lounge, l’esposizione artistica “Crea la tua connessione” curata da Alessandro Fariello e una mostra fotografica.

A seguire:
● Masterclass musicale “Trova il tuo suono” – il 20 agosto @ Centro per
l’Artigianato Digitale – CAD. Seminario sulla costruzione e sperimentazione di
suoni, dalla storia della chitarra elettrica fino ai suoni dell’epoca attuale.
● Laboratorio emozionale – si parte il 21 agosto @ The Green Hub con un
percorso tra la psicologia e il linguaggio teatrale per: migliorare il rapporto con emozioni e forme espressive; creare condivisione e aumentare la
consapevolezza della propria risposta emotiva rispetto agli eventi. Incontri
successivi il 24 – 26 – 31 agosto e il 2 – 7 – 9 – 14 – 16 settembre.
● Laboratorio urbanistico “Confrontare città, Creare soluzioni” – dal 23 al 26
agosto @ Centro per l’Artigianato Digitale – CAD. Workshop di confronto tra
esperienze cittadine virtuose per l’elaborazione di una progettualità a livello
locale.
● “La 48” video contest – Evento di presentazione del video contest il 23 agosto.

Dal giorno successivo e fino al 26 agosto, amatori, registi e videomaker
si sfideranno nella realizzazione di un prodotto audiovisivo girato e montato in sole 48 ore; il vincitore avrà il piacere di presentare e proiettare la sua opera al Pigneto Film Festival, partner dell’iniziativa insieme al LABSAV dell’Università degli Studi di Salerno. Le iscrizioni sono aperte dal 3 al 18 agosto.
Info e regolamento sono disponibili qui. La premiazione del vincitore de “La 48h” si terrà il 29 agosto @Forum dei Giovani.
● Mostra “Esposizioni. Riflessioni.” – dal 30 agosto al 5 settembre, sarà
possibile ammirare opere prodotte durante il lockdown.
Tutti gli eventi sono organizzati in collaborazione con il Centro per l’Artigianato Digitale, The Green Hub, l’associazione Arcoscenico – La Bottega della Ribalta, Trees Music Studio e il Forum dei Giovani e godono del patrocinio del Comune di Cava de’ Tirreni.
Ogni giorno, un nuovo post e un aggiornamento sugli eventi del #MACfest2020 sulle pagine ufficiali Facebook e Instagram.

https://www.facebook.com/macfest2019/

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Campania

Arriva il super computer alla facoltà di ingegneria della Vanvitelli

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Arriva il super computer alla facoltà di ingegneria della Vanvitelli

Un super computer capace di elaborare un numero incredibile di dati per applicarli all’informatica, alle smart cities, all’ambiente, all’economia, alla chimica, all’ingegneria, alla fisica. Si chiama V:HPCCRI, ed è la nuova grande attrezzatura dell’Università Vanvitelli, una delle più all’avanguardia del Sud Italia, di cui si è dotato il dipartimento di Ingegneria. Il super-cervellone sarà inaugurato e presentato all’Ateneo e al mondo della ricerca il 30 settembre (ore 10.30) proprio al Dipartimento di Ingegneria, che ha sede ad Aversa.

«L’ acquisto di questa grande attrezzatura di Ateneo – spiega il rettore della Vanvitelli, Giuseppe Paolisso – rientra nel nostro Progetto V:alere, uno strumento di valorizzazione e promozione delle attività di Ricerca, su cui l’Ateneo, a partire dal 2017, investe risorse crescenti. Obiettivo di V:alere sono le idee e i giovani: stimolare le giovani menti a credere nelle proprie capacità e nel valore della Ricerca, ma anche consentire in prospettiva un salto di qualità dell’Ateneo. Una infrastruttura come questa, di cui si è dotato il Dipartimento di Ingegneria, darà la possibilità a tanti ricercatori di effettuare studi e ricerche di altissimo livello in numerosi campi diversi». Il lavoro di questo super cervellone consiste nel raccogliere ed elaborare una enorme mole di dati (Big Data), eventualmente anche da fonti differenti, effettuando ricerche mirate allo studio della stessa Intelligenza Artificlale, ma anche alle possibili applicazioni per le Smart Cities, a quelle per migliorare la qualità dell’Ambiente, all’analisi economica e dei social media, alla genetica medica e all’oncologia.

«La ricerca oggi, in tutti i campi, dipende sempre di più dalla possibilità di raccogliere, gestire ed elaborare un gran numero di dati (BigData Analytics) – spiega il direttore del dipartimento Furio Cascetta – l’obiettivo di V:HPCCRI è dotare il Dipartimento di Ingegneria e l’ Università della Campania di una infrastruttura di calcolo ad elevate prestazioni (High Performance Computing), in grado di offrire servizi di calcolo orientati alla ricerca, offrendo una infrastruttura di Ricerca dedicata, ma che possa comunque essere condivisa con altre comunità accademiche e scientifiche, mantenendo la possibilità di definire liberamente le proprie politiche di gestione dei dati e rimanendo proprietari dei dati raccolti».

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Benevento e Provincia

Giornate europee del Patrimonio: a Benevento il baby dinoasauro Ciro

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Convento San Felice, in mostra storia del baby dinosauro Ciro
Per le Giornate Europee del Patrimonio 2020 promosse dal MiBact

 

 

L’ex Convento San Felice di Benevento, sede distaccata della Soprintendenza ABAP (Archeologia Belle Arti e Paesaggio) di Caserta e Benevento, aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio 2020 promosse dal MiBact, domani e domenica 27 settembre è prevista l’apertura al pubblico.

In attinenza al tema “Heritage e comunication”, nell’ambito della mostra paleontologica che ospita il piccolo dinosauro Scipionyx samniticus, saranno proiettati, nell’apposita “Sala didattica”, dei video attinenti alla storia dello straordinario fossile di dinosauro. Scipionyx samniticus (detto “Ciro”) è il primo dinosauro scoperto in Italia riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come uno dei fossili più importanti nella storia della paleontologia, conquistando la copertina di Nature per il suo eccezionale stato di conservazione.
Inoltre, sarà aperta al pubblico un’ala dell’ex Convento di San Felice, il cui accesso è normalmente precluso ai visitatori, con la possibilità, tra l’altro, di poter visionare pannelli didattici sugli antichi tratturi. L’ex convento di San Felice si trova nella città di Benevento, lungo il viale Atlantici.

Ristrutturato alla fine del XX secolo, oggi ospita gli uffici della Soprintendenza ABAP (Archeologia Belle Arti e Paesaggio) di Caserta e Benevento. Fu fondato dai frati cappuccini nel 1595 per l’esigenza di avere una dimora più vicina alla città. Il convento era un asilo di pace, in cui la preghiera s’intrecciava allo studio. Vi si distinse padre Vittorio Piperno, che per più anni fu lettore di Filosofia e Teologia a Napoli, nonché celebre oratore. Alla fine del XIX secolo il convento fu soppresso, e l’edificio fu adibito a carcere giudiziario. Svolse questa funzione fino ai primi anni 1970, poi il carcere fu trasferito nella nuova costruzione di contrada Capodimonte.

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