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Covid-19: come curare il disturbo post-traumatico da stress

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Covid-19: come curare il disturbo post-traumatico da stress

È vero che il coronavirus sta facendo aumentare i casi di disturbo post-traumatico da stress? La pandemia di COVID-19, come ben sappiamo, è diventata rapidamente un’emergenza sanitaria di livello globale, i cui problemi sono stati sia di natura fisica che psicologica. Nello specifico pensiamo alle conseguenze sulla salute psicologica delle persone esposte a morti inaspettate o minacce di morte.
Gli operatori sanitari che hanno lavorato a stretto contatto con i pazienti positivi al COVID non sono stati esposti al virus in modalità “standard”, ma sono stati testimoni diretti dell’aumento dei contagi, dei decessi e dell’incapacità delle strutture sanitarie di far fronte all’emergenza.
I pazienti che hanno contratto il Covid-19, invece, hanno dovuto sperimentare l’isolamento sociale e il disagio fisico, insieme alla paura per la propria sopravvivenza. Tutte queste situazioni permettono ai disturbi post-traumatici da stress di covare sottopelle.
Cosa è il Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS O PTSD)
Il disturbo post-traumatico da stress, conosciuto con l’acronimo DPTS o più comunemente PTSD, dall’inglese post-traumatic stress disorder, è un disturbo che alcune persone contraggono dopo aver vissuto o assistito a un evento pericoloso o terrificante.
Il PTSD è una conseguenza all’esposizione a situazioni che causano intensa paura, impotenza o orrore.
Alcuni esempi possono includere le aggressioni, sia di natura sessuale che fisiche, la morte inaspettata di una persona cara, incidenti, guerre, inizialmente infatti veniva chiamato nevrosi da guerra, poiché riscontrato in soldati impegnati in pericolose azioni belliche, o disastri naturali.
Persino le famiglie delle vittime possono sviluppare il PTSD, così come non è raro riscontrarne dei casi nel personale di emergenza o negli operatori di soccorso.
Normalmente, quando si vive un’esperienza traumatica, si hanno reazioni come shock, rabbia, nervosismo, paura e in alcuni casi, persino senso di colpa. Si tratta di reazioni comuni che, col tempo, tendono ad affievolirsi fino a sparire.
Si stima che le persone che vivono esperienze traumatiche oscillino tra il 60% e l’80%. In una persona con PTSD, tuttavia, le sensazioni appena illustrate rimangono sempre in superficie e tendono ad aumentare, fino a divenire così forti da impedire il proseguo della vita in maniera naturale.
Normalmente, quando si è in pericolo o si vive un’esperienza traumatica, il sentimento più comune è la paura. Si tratta di una reazione che innesca molti cambiamenti nel corpo, finalizzati ad adattarsi alla situazione e a fronteggiarle.
Nei pazienti che soffrono di PTSD la reazione alla paura è danneggiata. Ciò li fa sentire, tra le altre cose, stressati o spaventati anche quando il pericolo e la situazione minacciosa non sono più presenti. Si stima che il 5% degli uomini e il 10% delle donne soffra di PTSD nel corso della vita.
“La psicoterapia cognitivo comportamentale è una delle forme di intervento maggiormente efficaci per affrontare tale disturbo, offrendo un valido aiuto per gestire l’ansia e intervenire sui pensieri e i comportamenti disadattivi”, sostiene Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.
Il dottor Nicola Zingaro poi pone l’attenzione sul rischio che l’esposizione diretta al COVID-19 può avere per il PTSD: “Il rischio, infatti, può aumentare ulteriormente e vertiginosamente per coloro che hanno contratto il virus, dal momento che questi individui potrebbero non ricevere un supporto psicologico immediato a causa della necessità di quarantena”.
Se non trattato in maniera accurata, il PTSD può durare decenni, causando disagio sostanziale ed enormi difficoltà sul piano sociale e lavorativo.

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Conte presenta il Dpcm: ‘Raccomandiamo festività solo con il nucleo convivente’

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foto di cronache della campania

Conte presenta il Dpcm: ‘Raccomandiamo festività solo con il nucleo convivente’.

“In un sistema libero e democratico non possiamo entrare nelle case dei cittadini con stringenti limitazioni ma solo una forte raccomandazione: non ricevere a casa persone non conviventi, soprattutto in queste occasioni” del Natale e Capodanno. “La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani”.
Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Ci saranno ulteriori restrizioni nel periodo 21 dicembre 6 gennaio. Vietati tutti gli spostamenti tra Regioni anche per raggiungere le seconde case”. “A Natale, Santo Stefano e primo gennaio anche vietati gli spostamenti da un comune all’altro”.
“La strada per uscire dalla pandemia è ancora lunga e dobbiamo scongiurare una terza ondata che potrebbe arrivare già in gennaio e non essere meno violenta della prima ondata”, dice il premier. “Abbiamo evitato un lockdown generalizzato ma ora , verso il Natale, non dobbiamo abbassare la guardia per evitare l’impennata dei contagi”, aggiunge.

Malumori per le modalità con cui si è arrivati a varare il decreto legge della scorsa notte: il documento, che comprende rigide restrizioni per gli spostamenti sui territori durante le festività, è stato approvato dal governo senza neppure parlarne con gli enti locali. E’ quanto emergerebbe – a quanto si apprende – dalla Conferenza delle Regioni che si è riunita.

Secondo la Conferenza il decreto è stato approvato “in assenza di un preventivo confronto tra le Regioni”: un metodo, afferma, che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza, considerato peraltro che la scelta poteva essere anticipata anche nel corso del confronto preventivo svolto solo 48 ore prima”.

Un mancato confronto, dicono ancora i governatori che “non ha consentito di portare all’individuazione delle soluzioni più idonee per contemperare le misure di contenimento del virus e il contesto di relazioni familiari e sociali tipiche del periodo delle festività natalizie”. Quanto ai ristori, la Conferenza sottolinea infine che né nel decreto legge né nel Dpcm “si fa riferimento alcuno a norme sui ristori economici delle attività che subiscono limitazioni e/o chiusure, più volte richieste dalle regioni e dalle province autonome”.

“Ho partecipato alla conferenza delle Regioni che era un passaggio chiave perché abbiamo definito con loro e raccolto le loro osservazioni sulla bozza del dpcm per gestire la pandemia nelle prossime settimane con particolare attenzione al periodo natalizio”. Lo dice il premier Giuseppe Conte.

E’ “incomprensibile” lo stupore delle Regioni per le norme inserite nel decreto legge e nel Dpcm. E’ quanto avrebbe detto il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, secondo quanto si apprende, nel corso della Stato-Regioni. “Le norme inserite nel decreto legge le conoscevate bene e sono state discusse in due riunioni nell’ultima settimana durate complessivamente 7 ore” ha aggiunto il ministro ricordando i due punti centrali delle misure: coprifuoco alle 22 e limitazione alla mobilità tra le regioni. “Fin dalla prima riunione – ha concluso – abbiamo detto con chiarezza che questi due punti erano per noi inamovibili”.

Da quanto appreso dal Governo per le Regioni “non ci sarà alcuna possibilità di uscire dalla fascia gialla di rischio covid fino alla fine delle vacanze natalizie”, afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti parlande dell’emergenza coronavirus. “La riapertura serale dei ristoranti non sarà possibile. Si perde un’occasione per dare un po’ di respiro alle famiglie e di fiato all’economia. Non comprendo che possibilità in più ho di infettarmi a pranzo o a cena, così come a messa alle 22 o alle 24?”. “C’è qualcosa di oscuro nel comportamento del virus e da parte del Governo”, dice Toti.

Dpcm: cosa si potrà fare a Natale, Capodanno e durante tutte le festività

Al ristorante o in albergo, come si potranno celebrare le prossime festività natalizie. Ecco le misure previstre nella bozza del Dpcm (in vigore da domani al 15 gennaio) approvato dal Cdm e inviato ai presidenti delle Regioni per un parere sulle misure del governo.

IL VEGLIONE – Veglione di fine anno in camera per chi deciderà di passare il 31 notte in albergo.”Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; dalle ore 18.00 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7.00 del 1° gennaio 2020, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio in camera”.

IMPIANTI SCIISTICI – Si potrà tornare a sciare dal 7 gennaio. E’ quanto prevede la bozza del Dpcm che entrerà in vigore da domani e sarà valido fino al 15 gennaio. “Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale…per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Dal 7 gennaio 2021, gli impianti sono aperti, agli sciatori amatoriali” con l’adozione delle linee guida di Regioni e Province autonome validate dal Cts. Le misure assunte sono “rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”, si legge ancora nella bozza del dpcm.

COPRIFUOCO – A Capodanno coprifuoco fino alle 7 del mattino e non fino alle 5 come gli altri giorni. “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7.00 del 1° gennaio 2021sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. “È in ogni caso fortemente raccomandato – prosegue il testo – per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

SPOSTAMENTI TRA REGIONI – Nessuna deroga al divieto di mobilità durante le festività, in base alla bozza del nuovo Dpcm. Dal 21 dicembre al 6 gennaio è vietato ogni spostamento “in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome”, e il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio ogni spostamento tra comuni, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute, È consentito il rientro alla residenza, domicilio o abitazione, escluse le seconde case in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre e del 1°gennaio, “anche ubicate in altro Comune, ai quali si applicano i predetti divieti”.

CENTRI COMMERCIALI – Niente riapertura per i centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi e negozi aperti fino alle 21. Lo prevede la bozza del Dpcm inviato alle Regioni. “Fino al 6 gennaio 2021 l’esercizio delle attività commerciali al dettaglio è consentito fino alle ore 21.00 nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture assimilabili, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole”.

I RISTORANTI – I ristoranti resteranno aperti a pranzo anche a Natale, Santo Stefano, Capodanno e l’Epifania. La bozza del nuovo Dpcm non prevede infatti restrizioni ulteriori rispetto all’orario limitato dalle 5 alle 18 anche per i bar e altri locali di somministrazione cibi e bevande. “Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi”, si legge nel testo.

EVENTI SPORTIVI – Fino al 15 gennaio si potranno disputare solo incontri e gare di “alto livello”. E’ quanto prevede l’articolo 1 del nuovo Dpcm che introduce una modifica rispetto al precedente decreto sullo svolgimento degli eventi sportivi. “Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riconosciuti di alto livello e di interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) – si legge nel testo – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico”.

CROCIERE – Crociere sospese dal 21 dicembre fino alla Befana. “A decorrere dal 21 dicembre 2020 e fino al 6 gennaio 2021 – si legge nel testo – sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana, aventi come luoghi di partenza, di scalo ovvero di destinazione finale porti italiani”. Dal 20 dicembre al 6 gennaio, inoltre, “è vietato” fare ingresso nei porti italiani “alle società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle navi passeggeri di bandiera estera impiegate in servizi di crociera.

RIENTRI DALL’ESTERO – Tutti coloro che arrivano in Italia dai paesi extra Schengen dovranno rimanere in quarantena per 14 giorni presso l’abitazione o la dimora indicata.

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