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Coronavirus

Coronavirus, morto in Argentina il cognato di Maradona

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Coronavirus, morto in Argentina il cognato di Maradona: aveva 77 anni. Raul Machuca, cognato di , è morto all’età di 77 anni dopo venti giorni di lotta contro il coronavirus.

 

Lo rende noto la stampa argentina. L’uomo era il marito di Rita, sorella maggiore del ‘Pibe de Oro’. Anche la donna è risultata positiva al tampone ma è in buone condizioni di salute. Machuca era considerato un paziente a rischio a causa dell’età e dell’ipertensione.

Maradona, allenatore del Gimnasia La Plata, non ha avuto contatti con loro nel corso della quarantena e si è sottoposto al tampone nei giorni scorsi con gli altri tesserati del club risultando negativo.

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Coronavirus

Coronavirus, 1912 nuovi casi in Italia: è il numero più alto post lockdown

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Ancora in crescita la curva epidemica in Italia: 1.912 casi oggi contro i 1.786 di ieri, a fronte di un leggero calo dei tamponi (107.269, 800 meno di ieri).

 

E’ il numero più alto post lockdown. Il totale dei contagiati dall’inizio della pandemia sale a 306.235. I decessi nelle 24 ore sono 20 (ieri 23), per un totale di 35.801. I guariti sono 954 (ieri 1.097), e sono 222.716. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.  Sono stati oltre 107mila i tamponi effettuati in un giorno, nello specifico 107.269, stando ai dati diffusi nel bollettino del ministero della Salute. In tutti sono stati effettuati 10.894.963 tamponi. Il totale degli attualmente positivi è di 47.718, di questi 2.737 sono ricoverati con sintomi, 244 sono in terapia intensiva (ieri erano 246, differenza -2) e 44.737 in isolamento domiciliare.

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A far segnare il maggior numero di casi e’ oggi la Lombardia (+277), seguita da Campania (+253) e Lazio (+230). Nessuna regione a zero casi, la Valle d’Aosta fanalino di coda con un solo contagio nelle 24 ore. Segnalano decessi Veneto (4), Toscana (3), Lombardia (2), Lazio (2), Campania (2), Sicilia (2) e uno ciascuno Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Marche e Puglia. Il numero delle persone attualmente positive sale di altre 938 unita’ (ieri +666), e raggiunge il totale di 47.718. Notizie piu’ incoraggianti sul fronte dei ricoveri: quelli in regime ordinario salgono di 6 unita’ (ieri +73), mentre le terapie intensive dopo giorni di crescita calano di 2 unita’, e tornano a 244 totali. I pazienti in isolamento domiciliare sono 44.737, 934 piu’ di ieri.

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Campania

‘Covid-19, dalla scuola agli ospedali: precauzioni, dubbi, riflessioni’. Diretta con Giulio Tarro

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«Covid-19, dalla scuola agli ospedali: precauzioni, dubbi, riflessioni»: è il titolo del dibattito promosso dallo studio legale Di Monda & Partners che si terrà martedì 29 settembre, alle 18, in diretta Facebook con Giulio Tarro, medico e ricercatore, Raffaele Di Monda, avvocato e Pasquale Maria Bacco, medico e ricercatore.

«Lo scopo della scuola è quello di sostituire una mente vuota con una aperta» scriveva Malcolm S. Forbes. La riapertura delle scuole è il primo passo che ogni Paese civilizzato deve prevedere. «In Italia la riapertura delle scuole è stato uno degli ultimi provvedimenti e come al solito è stato effettuato, con schiamazzi, contestazioni per nulla costruttive e con una frase ripetuta allo sfinimento “Il rischio zero non esiste” – dice Raffaele Di Monda, portavoce del movimento Reset il Governo che vorrei – Una constatazione ovvia e stucchevole che imporrebbe regole chiare e univoche. Soprattutto, provvedimenti che non lascino la responsabilità ai singoli istituti, spesso poco attrezzati già in situazioni normali». Sul sito del Governo si legge che è difficile stimare al momento quanto la riapertura delle scuole possa incidere su una ripresa della circolazione del virus in Italia: «Parole di incertezza e poco rassicuranti – insiste Di Monda – manca una metodologia univoca di prevenzione e controllo, soprattutto degli asintomatici, essendo ancora al momento molto restrittive le circostanze in cui una persona può richiedere di fare il tampone».

Altro argomento di difficile soluzione, che avrebbe necessitato di più attenzione e approfondimenti, è l’arrivo dell’influenza stagionale. «Come sarà possibile distinguere casi di influenza stagionale da casi di Covid? Cosa accadrà quando un bambino avrà una semplice influenza? O semplicemente sintomi influenzali?», si domanda il portavoce di Reset. Strettamente connessa a queste domande è la crescente carenza di attenzioni verso gli ospedali. «Ad oggi non si rinviene, se non in poche strutture specializzate, un piano di accoglienza che tuteli i pazienti tramite appositi percorsi e misure di sicurezza univoche, soprattutto non si rinvengono misure di prevenzione adeguate alla prossima influenza stagionale, cioè, non si rinvengono programmi di differenziazione. Due pazienti con sintomi gravi, ma collegati rispettivamente uno ad un sintomo influenzale e uno al Covid-19 saranno, in attesa di tampone, posizionati nello stesso reparto?». «Con questi presupposti si rischia di confondere nuovamente le vittime da influenza stagionale con le vittime di Covid, creando ulteriore confusione e problematiche statistiche», conclude Di Monda.

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