Riflessioni di una giovanissima studentessa che ha trovato nella Musica un modo per superare l’isolamento dovuto al Coronavirus
Musica: un concetto astratto che si concretizza in qualcosa ogni volta che si crea.
Ad esempio in questo momento sta vivendo nel testo.
Non la si deve, però, per questo considerare un “inutile“‘ ma un’amica.
Aiuta, infatti, a superare momenti di tristezza con le canzoni pop, oppure ad emozionare ascoltando i classici: ed è per questo che è l’elemento prediletto dallo spirito.
Diceva Kahlil Gibran:”La musica è la lingua dello spirito.
La sua segreta corrente vibra tra il cuore di chi canta e l’anima di chi ascolta.”
E’ anche una madre e ha 40 figli: ognuno dei quali rappresenta un genere musicale. Come ogni madre non ha un figlio che ama più degli altri, perché tutti sono per lei importanti allo stesso modo.
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Sono gli uomini che tendono sempre a classificarli mettendoli l’uno contro l’altro. Checché se ne dica, non esiste un genere perfetto,poerchè sono tutti insieme che definiscono la musica non uno solo. Proprio per questo io non ne ho uno preferito.
Quest’anno, purtroppo. siamo stati costretti a stare tre mesi a casa, un po’ come si costringono i canarini a stare chiusi in gabbie.
E allora come passare il tempo? lo l’ho fatto ascoltando musica,la cura più efficace per dimenticare l’ansia e la paura.
In particolare,tre sono state le canzoni che hanno fatto da cuscinetto al mio isolamento :
“Neon Le Ali” di Marracash ed Elisa,perchè mi ricordava che solo attraverso le ali della fantasia potevamo uscire dalle nostre case;
“Blinding lights” di The WeekEnd, che parla di un uomo solo che vive in una città deserta e che mi ha fatto pensare ai malati in ospedale, lontano dai loro cari e alle nostre città italiane disabitate.
L’ultima canzione è “L’Italiano” di Toto Cotugno,perchè mai come adesso mi sento fiera di essere Italiana.
Sono fiera di far parte di un Paese dove nessuno è escluso e dove tutti s’impegnano nell’aiutare il prossimo nei momenti di difficoltà,per il bene dell’Italia
di Marianella Malafronte (studentessa)
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