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Campania

Annuncia il suicidio sui social e poi spegne il telefonino: ritrovato dalle forze dell’ordine prof di Sarno

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Immediatamente sono partite le ricerche da parte della polizia e la sua foto è stata diffusa da decine e decine di persone. Dopo qualche ora è stato rintracciato in via Bracigliano

. per la scomparsa dal professore A.S. L’uomo, intorno alle 11.30, ha pubblicato un messaggio su Facebook e spento il telefonino facendo temere il peggio.
Il post pubblicato sui social: “Dopo aver fatto una lunga scarpinata ed aver raggiunto un posto in una località amena ed incantevole tra le montagne dell’Agro nocerino sto per compiere qualcosa di importante. Infatti, molto probabilmente, questo è l’ultimo mio post che leggete poiché fra poco spegnero’ il mio cellulare e non avrò più contatti con nessuno. Sono arrivato ad una decisione non molto bella. Gli artefici che mi hanno portato a tutto ciò sono due donne ed un uomo.
Nella mia vita non ho mai fatto del male a nessuno anzi sono stato il più delle volte altruista per poi ottenere che cosa? Offese, augurandomi costantemente la morte, vilipeso, ma soprattutto vessato. È arrivato il momento non ce la faccio più. Addio”.

Immediatamente sono partite le ricerche da parte delle forze dell’ordine e la sua foto è stata diffusa da decine e decine di persone sui social network. Fortunatamente, dopo qualche ora, il professore è stato ritrovato dagli agenti del locale Commissariato di Polizia in via Bracigliano. E’ in stato confusionale ma le sue condizioni di salute sono buone. Numerosi di messaggi di solidarietà e supporto vengono pubblicati da conoscenti e amici sul suo profilo Facebook.

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Caserta e Provincia

Blitz dei vigili urbani nella movida di Aversa: multati 3 locali

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Scattano le sanzioni in via Del Seggio per la diffusione di musica oltre la mezzanotte

Ancora una serata di superlavoro per la polizia municipale di Aversa, impegnata in un’operazione di contrasto all’illegalità diffusa nelle zone della movida, prese letteralmente d’assalto da numerosi giovani.

Nel corso del servizio notturno di venerdì i caschi bianchi normanni, guidati dal comandante Stefano Guarino, hanno multato tre locali in via del Seggio per la diffusione di musica oltre la mezzanotte. I vigili urbani hanno inoltre elevato verbali per infrazioni varie al codice della strada: contestati divieto di sosta e divieto di accesso in zona Salvo d’Acquisto.

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Attualità

Affidato ad iCare il programma “Oltre le Mura” del carcere di Benevento

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Il Programma “Oltre le Mura”, lanciato e promosso dal “Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” della Regione Campania Samuele Ciambriello nelle Case Circondariali della Campania, per il carcere di Benevento “Capodimonte” è stato affidato alla cooperativa sociale di comunità iCare.

Si tratta di una progettualità trattamentale di supporto diretto con il carcere con detenuti e detenute presenti nella sezione “Sex offenders” (che prende in considerazione reati a sfondo sessuale). E’ un percorso formativo, gestito da iCare, articolato in due incontri a settimana di 2 ore. Si tratta di attività di gruppo e individuali, che seguono le disposizione normative di prevenzione anti-Covid 19, tese a creare momenti e spazi di condivisione e di riflessione degli operatori del progetto con i detenuti, per dare loro la possibilità di entrare in contatto prima di tutto con loro stessi e con il mondo che li circonda, con i loro sentimenti, con quello che hanno vissuto, che stanno vivendo e che vivono dal punto di vista emozionale.

Sei le figure professionali individuate che faranno da operatori del progetto: due psicologhe, un’educatrice/criminologa, un esperto di esecuzione penale esterna e una mediatrice culturale. Per ogni detenuto mettersi a confronto con le proprie esperienze e con le esperienze altrui è un sostegno valido e un’opportunità concreta e incisiva di accompagnamento che può aiutarlo nel percorso di reinserimento sociale all’interno della vita carceraria, in un’ottica di riduzione del danno in cui la struttura carceraria si configura come una risorsa e in una logica di collegamento tra carcere e territorio.

Quest’intervento di aiuto, attraverso, come detto, una rieducazione soprattutto di tipo emotivo, mira a ridurre i rischi di marginalizzazione, di esclusione sociale e di reiterazione del reato da parte dei detenuti, una volta scontata la pena, attraverso il cambiamento evolutivo della persona.

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