Soldi per vincere nelle forze dell’ordine: ecco chi sono gli arrestati. C’era chi reclutava i candidati e chi provvedeva ad agevolarne le prove di esame per vincere i nella Polizia di Stato, nei Vigili del fuoco, nella Guardia di Finanza e nell’Arma dei carabinieri, in cambio di ingenti somme di denaro.

Ma alla fine l’organizzazione a delinquere, formata per lo piu’ da funzionari pubblici, tra cui anche un vice prefetto, e’ stata sgominata al termine delle indagini condotte dalle fiamme gialle e coordinate dal procuratore di Aldo Policastro. Nell’operazione, denominata “Par condicio”, sono stati impiegati 250 uomini della Guardia di Finanza che hanno notificato agli interessati otto ordinanze applicative di misure cautelari personali. In carcere sono finiti Claudio Balletta, di Roma, vice prefetto e dirigente del ministero dell’Interno presso il Dipartimento dei vigili del fuoco; Giuseppe Sparaneo e Antonio De Matteo, entrambi di Benevento, funzionari dei vigili del fuoco, quest’ultimo in pensione. La custodia ai domiciliari e’ invece scattata nei confronti di Antonio Laverde, originario di ma residente in provincia di Roma, maresciallo della Finanza in servizio al Comando generale, e Vito Russo, di Benevento, carabiniere in forza a Roma. Sospesi per 12 mesi dall’esercizio delle funzioni di vigile del fuoco ed agente di polizia, Alessandro Filippo Lupo di Treviso, e Gianluca Galliano, originario di Benevento ma residente ad Ardea. Obbligo di dimora, infine, ad Apollosa per Eduardo Zolli, indicato come intermediario. Le ipotesi di reato vanno dall’associazione per delinquere, contestata a Balletta, De Matteo e Sparaneo, alla corruzione, alla rivelazione di segreti di ufficio. Durante l’operazione, che ha portato ad effettuare oltre 50 perquisizioni su tutto il territorio nazionale per rintracciare materiale informatico oggetto di promessa e scambio corruttivo nonche’ somme di denaro provento della vasta attivita’ illecita, e’ stato effettuato un sequestro preventivo, anche per equivalente, di somme di denaro pari 370mila euro, ritenuti il prezzo dei reati finora accertati, dei quali 220mila riferibili all’attivita’ dell’associazione per delinquere in provvisoria contestazione e oltre 150mila euro conseguiti dai vari indagati in concorso tra loro. In particolare, nell’abitazione del vice Prefetto a Roma e’ stata rinvenuta una somma in contanti pari a circa 45mila euro, nascosta sotto il battiscopa di un mobile della cucina; nel garage dell’abitazione del funzionario, in servizio presso i Vigili del Fuoco di Benevento, sono stati ritrovati 48mila euro circa, mentre in un armadietto del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Benevento, all’interno di un armadietto senza nome, sono stati sequestrati 156mila euro circa in contanti, nascosti in un borsone in cui era sovraimpresso il cognome dell’arrestato; ed ancora, nell’abitazione di uno dei figli del funzionario in pensione, destinatario di misura cautelare in carcere, e’ stata sequestrata la somma in contanti di 35mila euro circa. Nell’inchiesta della Procura, in cui figurano complessivamente 118 persone indagate, tra cui anche altri pubblici ufficiali, sono contestati almeno 50 episodi corruttivi per un giro di affari milionario in quanto la “tariffa” richiesta per ogni candidato ai si aggirerebbe intorno ai ventimila euro.



Mare sempre più sporco ed inquinato nel napoletano

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