“Volevo darvi una buona notizia. Silvia Romano è libera. Lo Stato non lascia indietro nessuno”. Lo annuncia in un post su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che manda poi “un abbraccio alla sua famiglia”. “E un grazie alla nostra intelligence, all’Aise in particolare, alla Farnesina e a tutti coloro che ci hanno lavorato”, scrive il ministro.
“Sono stata forte e ho resistito. Sto bene e non vedo l’ora di ritornare in Italia”. Queste le prime parole di Silvia Romana liberata oggi in un’operazione dell’intelligence scattata la notte scorsa. Silvia Romano e’ stata liberata. Che bella notizia! Grazie all’Intelligence e a tutti coloro che hanno lavorato senza mai perdere la speranza. Lo scrive su Twitter il commissario Ue per l’Economia Paolo Gentiloni. “Ci sono tante notizie che possono farci felici. Pochissime, pero’, ci riempiono di gioia come l’annuncio della liberazione di Silvia Romano a un anno e mezzo dal sequestro in Kenya. Un grazie alle operatrici e agli operatori dei nostri Servizi, che non si sono arresi mai”. David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, lo scrive su Twitter. “Silvia Romano e’ stata liberata! Ringrazio le donne e gli uomini dei nostri servizi d’intelligence. Silvia ti aspettiamo in Italia!”. Lo scrive su twitter il premier Giuseppe Conte. L’operazione dell’Aise, diretta dal generale Luciano Carta, che portato alla liberazione di Silvia Romano e’ stata condotta con la collaborazione dei servizi turchi e somali ed e’ scattata la scorsa notte. La volontaria si trova ora in sicurezza nel compound delle forze internazionali a Mogadiscio. “Sta bene ed e’ in forma. Provata ovviamente dallo stato di prigionia ma sta bene”. Cosi’ il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, su Silvia ROmano. E’, ha spiegato Volpi, “una bella notizia attesa da tempo. I complimenti vanno al generale Carta, agli uomini e donne dell’Aise che con il loro incessante lavoro, mai alla luce della ribalta, hanno permesso questo importantissimo risultato. Grazie ragazzi e ben tornata a casa Silvia”.
Il romanzo parte dal primo incontro tra i due protagonisti che non avviene in uno scenario idilliaco; malgrado ciò Bob capisce subito di trovarsi di fronte a un bambino speciale, Robert. Il legame tra i due risulta subito palpabile e indissolubile, ma un lungo inverno – metaforico e non solo climatico – spinge il loro cammino su due percorsi paralleli. Le loro unicità e le loro storie si fondono in un vortice di affetto, amicizia e surrealismo, in una dimensione spazio-temporale senza limiti e oltre il tempo. Quanto di quello che avranno vissuto insieme, però, sarà realmente accaduto e quanto, invece, soltanto immaginato?
Un romanzo fantasy che affronta la precaria condizione umana nella lotta costante per l’emersione dalla condizione di “trasparenza” umana e sociale dei protagonisti di una narrazione avvincente, ricca di colpi di scena. L’assenza di percezione dell’altro, infatti, rimanda a un tema molto caro all’autrice: l’invisibilità. Possiamo dire che tutti i suoi scritti rimandano a questo minimo comun denominatore che è il “passare inosservati” non tanto in quanto persone fisiche, ma in quanto portatori di idee ed in particolare di affettività, vicinanza, cura.
Silvia Tufano, pedagogista specializzata nel recupero del disagio sociale, è già nota al mondo letterario per i suoi precedenti lavori come la raccolta di racconti brevi Il sole sorge a est (Aletti Editore, 2014) e il romanzo La pioggia si può bere. Si è aggiudicata quattordici premi letterari in Italia e all’estero. Artista poliedrica, è conosciuta anche negli Stati Uniti, con cui intrattiene rapporti lavorativi costanti dal 2016. Il libro, ora in pre-order sul sito della Casa Editrice, sarà disponibile in tutte le librerie e su tutti i bookstore online a partire dal 22 giugno
Per gli insulti sui social e le frasi minacciose rivolte sui social a Silvia Romano, il responsabile dell'antiterrorismo milanese, Albero Nobili ha aperto una indagine. L'ipotesi è di minacce aggravate. E stamane si è scoperto che un consigliere comunale di Asolo , in provincia di Treviso ha postato una foto di Silvia Romano e…
Ventitré tra pirati e jihadisti appartenenti all'organizzazione Al-Shaabab, sono stati raggiunti da misure preventive personali e patrimoniali in Somalia in relazione al rapimento di Silvia Romano, la cooperante italiana sequestrata il 20 novembre scorso nel villaggio di Chakama in Kenya e attualmente, secondo quanto ricostruito anche dalla Procura di Roma e dai carabinieri del Ros, tenuta prigioniera dal gruppo terrorista affiliato ad Al Qaeda. I 23 - pirati, capi locali di al Quaida e mediatori - sono sospettati di aver organizzato e gestito il sequestro della cooperante italiana. Ad autorizzare le richieste di arresto e di sequestro di beni è stato il presidente della Alta Corte del South West State, da cui dipende una sezione specializzata anti pirateria che dallo scorso mese di luglio indaga sul caso e della quale fa parte, come esperto "onorario", anche un italiano, Mario Scaramella, da quasi dieci anni in Somalia dove insegna diritto pubblico. Sarebbe stato proprio Scaramella a proporre le misure di prevenzione sui sospetti (uno dei quali sarebbe già detenuto a Baidoa). Contattato dall'Adnkronos Scaramella, che, prima di essere nominato docente alla South West State University e membro onorario della Alta Corte ha lavorato come assistente del procuratore federale della Somalia nella repressione della pirateria, si è limitato a dire: "Bisogna astenersi da commenti e dal fornire dettagli su una vicenda in corso, indagano le procure dei paesi coinvolti che spero assicureranno alla giustizia I criminali responsabili e gli sciacalli, mediatori senza scrupoli, che hanno speculato e speculano sulla vita di una ragazzina indifesa".
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