NAPOLI – Innovaway al fianco del “Pascale” per supportare l’Istituto dei tumori partenopeo durante l’emergenza Covid-19 che sta interessando in nostro Paese. Il Gruppo Innovaway che opera da anni nel settore dell’ICT, e offre soluzioni personalizzate avvalendosi di tecnologie all’avanguardia, è già attivo per supportare il centralino dell’Istituto (081-5903111 ) impiegando nuove risorse che si sono concretizzate con l’attivazione del Numero Verde 800180718 .
“Viste le criticità legate al Covid-19 – dice Emiliano Abbatangelo (Account Manager di Innovawey) – siamo al fianco dell’Istituto dei tumori di Napoli “Pascale” per garantire la salute e la sicurezza dei pazienti e del personale sanitario, fungendo da interfaccia unica per la richiesta di informazioni e per l’organizzazione delle visite mediche”.
“Consapevoli dell’emergenza – continua Abbatangelo – abbiamo replicato in tempi record ed in sicurezza gli ambienti informatici e di gestione, portandoli fino al domicilio del team in Smartworking. Per questo ringrazio Raffaele Spadaro, Alessio Boerio, Danilo Sabatano, il personale tecnico e la dirigenza del “Pascale” per la fiducia e la collaborazione”.
Il servizio realizzato per l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS – Fondazione G.Pascale di Napoli nasce dalla necessità della Direzione Generale di rispondere ai forti flussi di contatti generati dal Covid-19 e in contemporanea di incrementare il livello di rapporto con i pazienti oncologici.
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Pascale, i sindacati medici pronti allo stato di agitazione: «Situazione insostenibile»
All’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione G. Pascale” di Napoli la tensione è alle stelle. I sindacati della dirigenza medica hanno proclamato lo stato di agitazione, giudicando “insostenibile e inaccettabile” la gestione attuale. A finire nel mirino sono alcune decisioni del direttore generale Maurizio di Mauro, accusato di ignorare il Contratto Collettivo Nazionale e di escludere le parti sociali dal confronto.
A denunciare la situazione sono Anaao Assomed, Cimo, Anpo, Cgil, Cisl, Uil, Fesmed e Aaroi Emac, che parlano di una linea di direzione lontana dal rispetto delle regole e dalla necessaria condivisione con chi rappresenta i professionisti. La rottura appare ormai evidente, ma i sindacati lasciano ancora aperto uno spiraglio.
Napoli, al Pascale rubati farmaci antitumorali per un valore di 800mila euro
Napoli– Non è un furto occasionale, ma l’ennesimo assalto pianificato alla sanità pubblica, una ferita aperta che sanguina risorse preziose destinate ai malati. Nella notte, ignoti hanno violato i depositi della farmacia dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale, il polo oncologico d’eccellenza del Mezzogiorno, trafugando un ingente quantitativo di medicinali salvavita e chemioterapici del valore di 800mila euro. L’episodio, al vaglio dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, ha il sinistro sapore del déjà-vu. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. Alle spalle di questo e di altri furti analoghi che hanno colpito l’ospedale negli anni, opera infatti una regia criminale ben precisa: i clan della camorra. Il modus operandi è collaudato. I ladri, presumibilmente su commissione, agiscono con precisione chirurgica, prendendo di mira esclusivamente farmaci di altissimo valore e richiesta, come terapie oncologiche biologiche e a bersaglio molecolare. La merce, una volta sottratta, viene immessa in un mercato nero parallelo gestito dalle stesse organizzazioni. Qui, gli stessi farmaci che lo Stato fornisce gratuitamente ai pazienti vengono rivenduti a cifre esorbitanti, garantendo alle cosche guadagni illeciti milionari. Un business spietato che si alimenta sulla disperazione dei malati e che sfrutta le vulnerabilità del sistema sanitario. Le conseguenze sono duplici: un danno economico enorme per la struttura pubblica, che deve sopperire alla perdita, e un danno umano incalcolabile, con il rischio di interruzioni nelle terapie e di ritardi nelle cure. La ripetitività degli eventi punta un faro inquietante sulla sicurezza dell’istituto, nonostante i precedenti. La domanda che cittadini e istituzioni sono costretti a porsi è drammatica: come è possibile che un ospedale di tale rilevanza sia ancora così vulnerabile? E quanto a lungo la criminalità organizzata continuerà a prosperare sul sangue dei più deboli? Le indagini sono ora concentrate sull’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza e sulla ricostruzione dei movimenti dei sospetti, nella speranza di interrompere una volta per tutte questa catena criminale che trasforma la speranza di cura in un lucroso affare illecito.
REDAZIONE






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