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Coronavirus, il cardinale Sepe ai detenuti: ‘Capisco la vostra ansia’

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“Vi scrivo in questi giorni difficili, pieni di paure e di preoccupazioni per il diffondersi di un virus che si sta espandendo in Italia e in molte parti del mondo e che colpisce soprattutto le persone piu’ fragili come gli anziani. Capisco che anche voi siete in ansia per voi stessi e per le vostre famiglie, e che la condizione di reclusione vi tiene lontani dai vostri affetti in un momento cosi’ pieno di incertezze”. E’ quanto scrive, in una nota, l’arcivescovo di NAPOLI, il cardinale Crescenzio Sepe, in una lettera inviata ai detenuti in occasione del Venerdi’ Santo.

“Una condizione che e’ resa ancora piu’ difficile dal fatto che non potete fare i colloqui con i vostri cari, per impedire che il contagio possa entrare all’interno del carcere. So che comunque state comunicando attraverso i telefonini cellulari anche con chiamate in video, anche se non e’ la stessa cosa che vedersi di persona, ma e’ comunque un modo per non interrompere i legami e per guardare negli occhi le persone a cui volete bene”, aggiunge il presule. “E allora vi chiedo di mandare alle vostre mogli, ai vostri figli e alle vostre madri, il mio abbraccio paterno, e invoco su tutti la mia benedizione. Dite che il Cardinale vi e’ vicino e prega per voi”, conclude Sepe.

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Un sistema penitenziario al limite, schiacciato dai numeri e incapace di garantire diritti fondamentali. È il quadro che emerge dal bilancio di fine anno tracciato dal Garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, che parla apertamente di emergenza.

“In Italia sono detenute 63.868 persone a fronte di 45mila posti reali disponibili. In Campania sono recluse 7.844 persone a fronte di 5.500 posti reali disponibili”, sottolinea Ciambriello, indicando un sovraffollamento che continua a crescere “nonostante gli annunci della politica”. Il dato, spiega, equivale a circa 18mila persone in più rispetto alla capienza effettiva degli istituti.

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