Sono 28 i casi di coronavirus registrati nella clinica riabilitativa Villa Margherita di contrada Piano Cappelle a Benevento. L’esito è dei tamponi eseguiti nei giorni scorsi, dopo il riscontro di un paziente trasferito all’ospedale Rummo di Benevento il 24 marzo scorso. Le avvisaglia di una situazione molto grave si sono avute già in mattinata quando l’Asl, in accordo con la prefettura di Benevento, ha disposto l’isolamento della struttura, con l’invio delle forze dell’ordine a presidiare tutti gli accessi e a impedire qualunque ingresso, che non fosse del personale autorizzato. Poi nel pomeriggio alcuni sindaci sanniti, come quelli di San Giorgio del Sannio e di Vitulano, hanno emesso ordinanze di divieto di transito e di ingresso per i dipendenti della struttura e per i familiari dei degenti.
Ma è stata una comunicazione del direttore sanitario di Villa Margherita, Claudio Di Gioia, a lasciare poche speranze. Il manager ha comunicato alle istituzioni uno stato di emergenza e l’impossibilità di assicurare i servizi, per altro sospesi per le attività ambulatoriali già dal 23 marzo scorso. Nella nota vengono citati espressamente stati febbrili tra il personale e i pazienti, non necessariamente legati al coronavirus ma che comunque avrebbero generato il panico. In serata la direzione di Villa Margherita ha confermato, attraverso una nota, la presenza di numerosi casi di pazienti e operatori positivi al Covid-19 e di diversi operatori che presentano “sintomi potenzialmente riconducibili a questa infezione”. “Queste persone sono state poste in isolamento preventivo – si legge nella nota – e sono state attivate, sin dal primo momento, tutte le procedure e le misure cautelative indicate dal ministero della Salute e dall’Oms. Da subito la struttura ha comunicato la situazione all’Asl di Benevento per coordinarsi e operare secondo le indicazioni del dipartimento di prevenzione. Tuttavia la numerosità del personale che nei giorni scorsi ha presentato certificati medici di malattia o che da oggi deve essere collocato in quaranta, è tale da rendere necessario l’intervento di un supporto esterno”. La clinica chiede l’invio di personale sanitario esterno o di trasferire in sicurezza i pazienti.
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