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Cronaca

Coronavirus, c’è l’ok dell’Aifa: il farmaco sperimentato a Napoli partirà giovedì in via ufficiale su 330 pazienti

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“Annunciamo la sperimentazione del , farmaco per artrite reumatoide; i dati preliminari sono promettenti. Lo studio sarà su 330 pazienti e partirà giovedì per valutare l’impatto del farmaco”. Lo ha detto Nicola Magrini, direttore Aifa, Agenzia italiana del farmaco, alla conferenza stampa alla Protezione civile. “L’isolamento contenitivo è cominciato una settimana fa. Un calo dei contagi lo vedremo non prima di un paio di settimane e credo che dobbiamo continuare su questa strada. Sono convinto che se riusciamo a restare a casa e fare come hanno fatto in Cina per fine maggio potremmo avere pochissimi contagi”. Lo ha detto il direttore dell’unità di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative del “Pascale” di Napoli, prof. , a Tv2000 in collegamento con il programma ‘Il mio medico’. Ascierto è il primo medico italiano ad aver usato il farmaco che viene utilizzato per i malati con artrite reumatoide per trattare i pazienti affetti da coronavirus.

“Sono un medico oncologo – ha spiegato Ascierto a Tv2000 – e utilizzo l’immunoterapia per combattere i tumori. Per noi è un po’ come l’uovo di colombo perché utilizziamo il Tolicizumab per gli effetti collaterali dell’immunoterapia. Poiché il processo del distress respiratorio nel polmone dovuto al Covid-19 è identico da qui nasce l’dea di utilizzarlo nella stessa situazione. Qui a Napoli abbiamo trattato 15 pazienti e dei 7 intubati 5 hanno avuto un miglioramento importante. Solo un paziente è morto perché è andato in una progressione rapida nel giro di pochi ore dalla somministrazione del farmaco. Dei 5 pazienti di sub-intensiva, quindi non ancora intubati, 4 hanno avuto dei miglioramenti”.“L’ azienda farmaceutica – ha spiegato Ascierto- ha distribuito ieri mille trattamenti in tutta Italia. Ovviamente per capire se funziona servono criteri rigorosi che sono quelli della sperimentazione. Nel frattempo però la buona notizia è che il farmaco si può utilizzare e che sta dando buoni risultati”. “I tempi per un vaccino – ha chiarito Ascierto a Tv2000 – sono lunghi, ci vogliono almeno 18 mesi. Ovviamente i 18 mesi partono da quando c’è stata l’infezione a Wuhan. Volendo essere ottimisti possiamo dire che avremo il vaccino tra 10 mesi ma sicuramente non domani mattina”. “Le istituzioni – ha concluso Ascierto – in questo momento stanno rispondendo bene. Dai cinesi abbiamo imparato che questo contenimento sociale alla fine ha funzionato. Con un po’ di sacrificio e restando a casa ne usciremo”.

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Cronaca Napoli

Napoli, coniugi stranieri trovati con mezzo chilo di hashish: arrestati.

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Napoli. Coniugi stranieri trovati con mezzo chilo di hashish: arrestati.

 

Ieri sera i falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno controllato in via Santa Teresa degli Scalzi una coppia a bordo di un’auto trovando indosso alla donna 3 panetti di hashish e addosso al marito altri due panetti della stessa sostanza per un peso complessivo di circa 500 grammi.
Un paraguaiano di 37 anni e la moglie, una rumena di 32 anni, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso. La polizia ora continua le indagini per risalire ai fornitori della coppia e per conto di chi veniva venduta la droga.

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Area Vesuviana

Giancarlo Siani, storia di un giornalista morto per la verità

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Giancarlo Siani, storia di un giornalista morto per la verità

 

Il 23 settembre 1985 Giancarlo Siani cronista del giornale ” Il Mattino”, viene colpito da una raffica di proiettili partiti dalle pistole di almeno due sicari nel quartiere Vomero, dove il 26enne abitava. Un brutale omicidio, commissionato dalla camorra per punire Siani che aveva osato denunciare ,con le sue inchieste, la collusione tra camorra e politica negli appalti sulla ricostruzione che interessarono la Campania dopo il sisma del 1980. Un elemento scomodo per i clan Nuvoletta, Bardellino che, collusi con esponenti della politica oplontina, sul territorio tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, avevano costruito un impero grazie alla gestione e al controllo dello spaccio di droga e il contrabbando di sigarette. Articoli scomodi tanto da dirimere la morte del cronista. In un dossier Siani scrisse che l’arresto del boss Valentino Gionta era stato eseguito dai carabinieri, grazie a una “soffiata” partita da elementi del clan Nuvoletta, i quali volevano spodestare il boss per avere maggior potere negli illeciti affari insieme ai Bardellino; la rabbia oscura la mente dei fratelli Angelo e Lorenzo Nuvoletta, alla lettura delle accuse sollevate da Siani nell’articolo pubblicato.

I due capi bastone rischiano di essere giudicati “infami” nell’ambiente malavitoso, il codice d’onore camorristico bandisce le amicizie con appartenenti alle forze dell’ordine. I Nuvoletta decisero la morte del giornalista. Le indagini, condotte dalla magistratura e le rivelazioni di tre pentiti, portano all’arresto dei mandanti dell’omicidio: i fratelli Nuvoletta e degli esecutori materiali, Ciro Capuccio e Armando Del Core. Con la sentenza, emessa in fase di giudizio il 15 Aprile 1997, la Corte d’Assisi di Napoli ha condannato all’ergastolo mandanti ed esecutori. Sono passati 35 anni dalla morte di Giancarlo Siani, ma il suo ricordo, l’amore, l’affetto vive nel Paolo e nelle tante manifestazioni che ogni anno hanno luogo in Campania in sua memoria. Sulla sua vita nel 2009 è stato girato il film Fortapasc, di Marco Risi, un omaggio per non dimenticare colui che era e sarà il simbolo della vera anima del giornalismo: la verità.

Natasha Macri

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