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Omicidio Luca Sacchi, l’avvocato dell’assassino: ‘Ha chiesto scusa. Non voleva uccidere nessuno’

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“Ha chiesto scusa per quello che è successo. Non voleva uccidere nessuno” . Lo ha detto l’avvocato Alessandro Marcucci, difensore di al termine dell’interrogatorio di convalida del fermo nel carcere di Regina Coeli. Del Grosso e , entrambi accusati dell’omicidio di Luca Sacchi, il 24enne ucciso con un colpo di pistola alla testa mercoledì sera mentre si trovava con la sua fidanzata davanti a un pub nel quartiere Colli Albani a , non hanno risposto alle domande del gip. Del Grosso “si è avvalso della facoltà di non rispondere e – ha spiegato il difensore – rimandiamo a un’altra occasione il confronto con i magistrati. E’ molto provato e dispiaciuto per quello che è successo”.
Il pm Nadia Plastina contesta i reati di omicidio, rapina, detenzione e porto abusivo di armi. Nelle ultime ore il legale della famiglia Sacchi, l’avvocato Domenico Pavone, ha spiegato che Luca non faceva uso di droga e non conosceva gli assassini: “La riprova di ciò è che tutti i suoi organi sono stati espiantati, quindi era negativo agli esami tossicologici”.

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Attualità

Scoperto coronavirus in Cina ‘vivo’ in alimenti congelati

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Scoperto coronavirus in Cina ‘vivo’ in alimenti congelati. Caso collegato a nuovo focolaio a Qingdao.

 

Le autorità sanitarie cinesi che indagano su un recente focolario di Covid-19 affermano di aver scoperto il coronavirus vivo sulle confezioni di alimenti congelati, una scoperta che suggerisce che il virus può sopravvivere nelle catene di approvvigionamento del freddo. Sabato il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha dichiarato di aver trovato tracce di Covid-19 vivo sull’imballaggio esterno del merluzzo congelato nella città costiera orientale di Qingdao, e sarebbe la prima volta che il coronavirus vivo viene rilevato all’esterno delle confezioni di merci surgelate. I ricercatori stavano indagando sulla fonte di un recente focolaio di casi collegati a un ospedale di Qingdao.

Tracce genetiche sono state precedentemente trovate in campioni di alimenti congelati, ma nessun virus vivente è stato isolato prima. “È stato confermato che il contatto con l’imballaggio esterno contaminato dal nuovo coronavirus può causare infezioni”, ha detto l’agenzia in una dichiarazione sul suo sito web, senza specificare da dove provenisse il lotto di cibo congelato.

La Cina, che fino all’epidemia di Qingdao non aveva registrato nuovi casi locali in 55 giorni, è stata uno dei pochi paesi a indicare una possibile trasmissione attraverso alimenti congelati. Quando Pechino ha avuto un secondo focolaio a giugno dopo che il virus era stato in gran parte contenuto, i funzionari hanno suggerito che il nuovo cluster potrebbe provenire da salmone importato. I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno affermato che non ci sono prove che “la manipolazione o il consumo di cibo sia associato al Covid-19”. La Nuova Zelanda ha escluso la possibilità che una delle sue prime infezioni si sia verificata in una cella frigorifera.

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