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Nocera

‘Antonio Esposito Ferraioli. La vicenda giudiziaria’, sabato 12 ottobre al Tribunale di Nocera Inferiore

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La associazione AIGA Sezione di Nocera Inferiore in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nocera Inferiore presenta “Antonio Esposito Ferraioli. La vicenda giudiziaria”.
Durante l’evento formativo che si terrà sabato 12 ottobre alle ore 10 presso il tribunale di Nocera Inferiore, verrà proiettato il corto “Tonino” dedicato alla memoria di Antonio Esposito Ferraioli: cuoco presso la mensa della FATME di Pagani e sindacalista Cgil, fu ucciso dalla camorra il 30 agosto 1978 a Pagani. In via Alfonso Zito un’auto blu gli si affiancò, partirono diversi colpi di arma da fuoco e poche ore dopo Tonino morì. Ventisette anni, morto ammazzato mentre faceva ritorno a casa.
Prodotto dall’associazione culturale “Ambress… Am…press” e da Libera, il film è diretto da Gaetano Del Mauro, scritto da Aldo Padovano, Alfonso Tramontano Guerritore e Federico Esposito la cui collaborazione e sinergia ha reso una vicenda di quarantuno anni fa attuale, contemporanea. Con Andrea Contaldo nel ruolo di Tonino e Anna Rita Vitolo che interpreta la sorella, il film restituisce con coraggio la figura di Antonio Esposito Ferraioli alla storia di un comprensorio, l’Agro sarnese nocerino, troppo spesso teatro di vicende di sangue e di camorra. Un punto di partenza quindi, poetico ed efficace, garbato ma diretto come un gancio sul viso, per declinare il concetto di memoria tutti i giorni.
Durante l’incontro di sabato si discuterà insieme agli Avvocati Alfonso Vuolo e Carlo de Martino della vicenda giudiziaria che ha portato al riconoscimento al sindacalista dello status di vittima della criminalità organizzata. Ai partecipanti verranno riconosciuti 2 c.f.u. per la formazione forense.

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copertina

16enne si lancia dal quinto piano nella notte, tragedia a Nocera Inferiore

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Ancora un suicidio di un adolescente: il terzo in un mese nel nel Salernitano. Dopo i due registrati nella città capoluogo, ieri un altro ragazzo si è tolto la vita lanciandosi dal quinto piano di casa, in piena notte.

Un dramma che ha sconvolto la città di Nocera Inferiore. La vittima è un 16enne. Ad effettuare le prime indagini sono stati i carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, giunti sul posto dietro una segnalazione, in via Ricco, zona periferica cittadina. Poi la corsa in ospedale, dove intanto la famiglia aveva portato il ragazzo, per tentare di soccorrerlo e salvarlo in ogni modo possibile: purtroppo, non c’è stato

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Campania

Caos ripresa anche nei Tribunali: a Nocera attesa di un’ora per poter entrare

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Caos ripresa oggi in molti Tribunali della Campania. In maniera particolare si segnalano le code di un’ora di attesa in quello di Nocera cui gli avvocati sono stati costretti a subire per poter accedere agli uffici e alle udienze. Nonostante l’ingresso fosse per appuntamenti il meccanismo di misurazione della temperatura con termoscanner e poi i controlli di sicurezza hanno finito per ingolfare l’ingresso.

 

La fase 2 per la giustizia mostra una ripresa “rompicapo”: lo osserva anche l’Organismo congressuale forense che ha preparato un dossier sulla situazione nei tribunali italiani.  “Il risultato è un caos generale che, in molti casi, lascia la ripresa dell’attivita’ solo sulla carta – commenta Giovanni Malinconico, coordinatore dell’Ocf – una ripresa finta che coincide con la crisi dei colleghi, che invece chiedono di tornare a poter difendere i diritti dei cittadini nelle sedi naturali ad esse destinate: i tribunali della Repubblica”.

A Napoli la maggior parte delle cause sia civili che penali stanno subendo ulteriori rinvii. Le penali, tranne le urgenti, sono quasi tutte rinviate e non vengono comunicati i rinvii. Per le cause civili che non sono rinviate, i giudici chiedono la trattazione scritta con onere della parte di depositare telematicamente atti già depositati in precedenza in modo cartaceo. Tutto fermo dal giudice di pace.

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Castellammare di Stabia

Castellammare, un avvocato di Nocera chiedeva la dose di cocaina al clan del Cicerone prima di andare in udienza

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Castellammare di Stabia. Figura anche un avvocato del foro di Nocera Inferiore tra gli acquirenti di uno degli indagati finiti in carcere nell’ambito dell’operazione di ieri messa a segno dai carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia e volta a sgominare la piazza di spaccio del “Cicerone” nel quartiere San Marco a Castellammare di Stabia.

 

 

Nell’ambito di tale procedimento sono finiti in carcere Antonio Longobardi, Amedeo Iaccarino, Michele Sarcinelli, Gaetano Suarato, Francesco Elefante, Giovanni Marciano e Nicola Donnarumma. Ai domiliari Antonio Esposito. Sono tutti di Castellammare di Stabia. Nell’ordinanza di custodia cautelare, dove vengono riportati una serie di episodi relativi anche alla cessione di stupefacente figura, insieme a professionisti e imprenditori stabiesi, anche un avvocato del foro di Nocera Inferiore solito fare uso di cocaina che veniva indicata nel corso di conversazioni telefoniche come «pizza di pasta», «pizza di maccheroni» o «uova» mentre il denaro era indicato con il termine «uova». I fatti risalgono al 2018 quando l’avvocato rimprovera il suo pusher, Gaetano Suarato, del fatto che non aveva risposto a telefono «mi devi rispondere, altrimenti non hai rispetto di me ed io non avrò più rispetto di te… sono arrivate le uova?».

Suarato si giustifica dicendo di aver «rimasto il telefono dal barbiere» e l’avvocato gli ordina tre grammi di cocaina dicendo al suo spacciatore di portare con se il bilancino per essere sicuro della pesata «portati il bilancino, se no non mi prendo la roba..» La avveniva sia a Castellammare di Stabia che a casa del legale nell’agro-nocerino. Il pagamento, invece, non sempre al momento della consegna che veniva differito all’indomani. «Ti aspetto a casa che ho gli asparagi selvatici che mi ha chiesto Maurizio perché qualche ora fa e così estinguo la promessa. Alle 11 ho tribunale vola prima che puoi…». In un’occasione le cessioni sono due. In serata l’avvocato si reca a Castellammare di Stabia per prelevare la «pizza di pasta» e si lamenterà poi perché il pusher non aveva evado la sua richiesta. Una sola dose al posto di due «Una sola pasta? Mi hai portato la pizza di maccheroni è una sola fetta però». A mezzanotte invece è il pusher che si reca a casa dell’avvocato e il pagamento avviene il giorno seguente quando l’acquirente lo ricontatta per dirgli di passare a ritirare il denaro «Ti piace il coniglio? Allora vieni un momento… me l’hanno portato». Chiaro per gli investigatori il riferimento al denaro e al pagamento dello stupefacente.

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