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Cronaca

Scoperta piantagione di marijuana a Qualiano: 3 arresti. IL VIDEO

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qualiano


I carabinieri della stazione di Qualiano hanno arrestato per coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente e per furto di energia elettrica 3 soggetti: Cesare Margiore (60enne) e Lorenzo Di Guida (65enne), entrambi già noti alle forze dell’ordine. Con loro un incensurato 25enne.
Appiattati per tre giorni e tre notti in una campagna del giuglianese, i militari hanno seguito gli intensi traffici dei 3 uomini. Attraversando un tunnel ricavato sotto un terrapieno e abilmente nascosto tra la vegetazione, i 3 raggiungevano un campo all’interno del quale erano piantate, in piena fioritura, 88 piante di canapa indiana. Alcune di queste superavano i 3 metri di altezza. Il campo era circondato da un canneto e sovrastato da alberi di alto fusto che impedivano – nell’eventualità di un passaggio in elicottero – di rilevare la piantagione.
Ad irrigare la coltura un ingegnoso impianto collegato ad un pozzo artesiano, alimentato da una rudimentale pompa idraulica. Quest’ultima allacciata abusivamente ad un traliccio dell’Enel. Dopo il lungo appostamento, i militari sono intervenuti nottetempo e hanno sorpreso i tre coltivatori in flagranza, ancora con le attrezzature per la potatura e la coltivazione in mano.
Ai loro piedi roncole, forbici, diserbanti, alcuni bilancini di precisione e un essiccatoio Tutti arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti al carcere di Poggioreale.
Le piante, del peso complessivo di mezza tonnellata, sono state tutte estirpate e saranno prima campionate e poi distrutte.

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Calcio Napoli

La Diocesi di Pozzuoli ‘benedice’ l’intitolazione dello stadio a Maradona

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Diocesi di pozzuoli,stadio maradona
foto di cronache della campania

La Diocesi di Pozzuoli ‘benedice’ l’intitolazione dello stadio a Maradona.

“Ben venga” l’intitolazione dello stadio San Paolo a Diego Armando Maradona, “purché non si perda la memoria delle nostre radici e ci siano iniziative culturali significative che mettano in evidenza i fondamenti greco-romani e cristiani della storia del nostro territorio”. Così la Diocesi di Pozzuoli che in una nota “benedice” il cambio di denominazione dello storico impianto sportivo di Fuorigrotta, zona occidentale della città di Napoli ma che rientra storicamente nel territorio della diocesi puteolana.

Nella lunga nota viene sottolineato come la morte di Diego Armando Maradona sia stata “avvertita a Napoli quasi come la perdita di una persona cara, di un figlio della nostra terra, pur essendo egli argentino di nascita”, e che “il suo legame con la città di Napoli, e con tutta la sua popolazione non solo non è venuto meno nel corso degli anni, ma si è anzi addirittura rafforzato grazie a numerose reciproche attestazioni di affetto e di vicinanza. I napoletani hanno continuato ad amare Maradona anche dopo che egli ha lasciato la squadra cittadina, non perché il suo nome sia legato a vittorie e a conquiste di trofei sportivi, ma perché lo hanno sempre avvertito come ‘uno di noi’: allo stesso modo Maradona non ha mai smesso di evidenziare il suo speciale legame con Napoli, mostrando ogni qual volta fosse possibile di sentirsi parte di questa città”.

La Diocesi di Pozzuoli ricorda però anche che lo stadio teatro delle gesta sportive di Maradona nei 7 anni di appartenenza alla squadra del Napoli” è stato lo stadio San Paolo, nato come “stadio del Sole” e intitolato a San Paolo nel 1961 in occasione del diciannovesimo centenario del suo arrivo a Pozzuoli e del suo passaggio nei Campi Flegrei percorrendo la via che da Pozzuoli portava a Roma, e che passava proprio nei pressi del luogo dove è stato edificato lo stadio, l’attuale via Terracina.

“San Paolo, in quel momento un prigioniero, non solo fu accolto benevolmente, ma gli fu offerta accoglienza per tutta una settimana. Questa grande tradizione, mai venuta meno nel corso dei secoli, e oggi ancora più da coltivare, fonda la stessa identità del nostro popolo aperto per sua natura alla cultura dell’incontro: non perderne la memoria è sempre stato considerato di grande rilievo”. E questa memoria, sottolinea la Diocesi di Pozzuoli, “che oggi preme a tutti noi conservare.

A questo, il nome dello stadio San Paolo può contribuire in modo efficace. Pur tuttavia – aggiunge la nota – non ci sembra l’unico modo: essa si è mantenuta viva, infatti, per molto tempo prima che lo stadio venisse costruito, e si manterrà viva ancora dopo. E nel cuore, nella coscienza, di ogni abitante di questa terra che essa vive. Ci sembra invece che intitolare lo Stadio a Diego Armando Maradona possa oggi essere un segno di richiamo ai valori fondanti lo sport, facendo riferimento a uno dei suoi più grandi rappresentanti, e a una passione che dall’ambito puramente sportivo deve diffondersi in tutto il tessuto sociale, politico, economico della nostra terra flegrea, con particolare attenzione ai più bisognosi secondo quella generosità che fu anche del giocatore argentino”.

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