Si ritorna in aula, dopo le vacanze estive, per il processo Olimpo Ordinario per gli indagati Adolfo Greco, Carolei Michele, Carolei Raffaele, Cuomo Umberto, Di Martino Luigi, Di Somma Attilio. L’appuntamento è per lunedì nell’Aula “Siani” del Tribunale di Torre Annunziata dove si riprenderà per la quarta udienza. Come da programma saranno ascoltati i primi testi dal collegio giudicante presieduto da Sena, Sabatino e Marano giudici a latere. Il pm titolare dell’inchiesta è Giuseppe Cimmarotta della Dda di Napoli. Nel corso delle prime udienze alla costituzione delle parti ha partecipato anche il Comune di Castellammare di Stabia che si è costituito parte civile nel processo e SOS Impresa. Una scelta quella del comune, guidato dal Sindaco Cimmino, per “tutelare l’immagine della città” che secondo l’amministrazione sarebbe stata lesa. Sono stati poi nominati i periti che dovranno valutare la veridicità delle intercettazioni telefoniche e ambientali che rappresentano le accuse principali in mano alla Procura. A costituirsi parte civile nel corso del processo anche Adolfo Greco contro i clan che hanno deciso di essere giudicati con rito abbreviato. I giudici hanno accolto, nel corso del primo dibattimento, la richiesta presentata da Stravino e Maiello, avvocati del Greco. Una scelta quella dell’imputato di spicco perché ritenuta, così come commentato in aula dagli avvocati, “una vittima. Un atto, quella della costituzione civile, in cui siamo soli visto che al nostro fianco non ci sono il Comune di Castellammare di Stabia né altre Associazioni”. Resta comunque in carcere Adolfo Greco, l’imprenditore da dicembre dello scorso anno è in custodia cautelare nel carcere di Secondigliano. I legali nel corso dell’ultima udienza hanno richiesto una rimodulazione della custodia, proponendo i domiciliari anche fuori regione per motivi di salute. Ma il Tribunale non ha accolto l’istanza presentata dalla difesa. Secondo i legali l’imprenditore deve essere considerato un malato psichico grave che avrebbe anche tentato il suicidio. “Il signor Greco – ha detto l’avvocato Maiello nel corso dell’ultima udienza – versa in una condizione di salute psichica penosa per cui la protrazione della custodia in carcere va a ferire il senso di umanità. Il punto – sostiene Maiello – non è se Adolfo Greco stia per uccidersi o meno. Il punto è qual è la qualità dello stato della sua salute mentale. Greco soffre di depressione maggiore collegata con lo stato di detenzione”. Tutto questo mentre l’imputato aveva deciso di non assistere all’udienza in videoconferenza. Per il Tribunale lo stato di salute del detenuto è compatibile con il carcere. Entra nel vivo il Processo calendarizzato fino a Novembre. La difesa chiede di procedere spediti e di fare presto, i legali giocheranno tutte le carte possibili per dimostrare l’infondatezza delle accuse rinchiuse in un’inchiesta che ha fatto clamore in città oltre che ha fatto tremare politici, imprenditori ed esponenti della società civile.
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