E’ stato fermato dai carabinieri l’uomo accusato di essere il responsabile del duplice omicidio avvenuto questa sera a Ucria in provincia di Messina, al termine di una lite per un parcheggio conteso. Le vittime sono Antonino Contiguglia, 60 anni, e Fabrizio Contiguglia, 30 anni, rispettivamente zio e nipote. A sparare alcuni colpi d’arma da fuoco sarebbe stato un uomo originario di Paternò, nel Catanese. Sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma, che immediatamente si sono messi sulle tracce dell’assassino. Dopo una serrata caccia all’uomo il presunto omicida e’ stato fermato dai carabinieri presso la sua abitazione dove si era barricato. Il sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Patti, Andrea Apollonio, ha per ora disposto il fermo dell’uomo. L’omicidio è avvenuto intorno alle ore 21 ad Ucria, piccolo centro dei Nebrodi, al culmine di una banale discussione per un parcheggio tra le due vittime e l’omicida. Ad avere la peggio zio e nipote, oltre ad un loro parente rimasto ferito che è stato trasportato in gravi condizioni al pronto soccorso dell’ospedale di Patti. Il fermato, che si trova in camera di sicurezza, sta per essere trasferito nel carcere di Gazzi a Messina
Messina– Il nuovo anno si apre sotto il segno del sangue nei luoghi di lavoro. Un tragico incidente ha sconvolto il pomeriggio di ieri a Fondachello Valdina, nel Messinese, dove un operaio di 69 anni ha perso la vita all'interno dei capannoni di un'azienda specializzata nella produzione di laterizi. L'uomo, originario di Avellino, è deceduto…
Una storia di matrimonio e burocrazia è destinata a far discutere. Una coppia, a pochi mesi dalle tanto attese nozze, decide di separarsi. Tuttavia, mentre avviano le pratiche necessarie, si scopre che il parroco ha dimenticato di trasmettere l’atto per la registrazione civile del matrimonio. Ecco che la situazione si fa piccante: “La donna, trovandosi…
Messina – Era un suicidio annunciato, eppure nessuno è riuscito a evitarlo. Stefano Argentino, 24 anni, reo confesso dell’omicidio della studentessa universitaria Sara Campanella, si è impiccato nella sua cella nel carcere di Gazzi (Messina) mercoledì mattina, nonostante avesse più volte manifestato intenzioni suicide e fosse stato, almeno formalmente, sotto sorveglianza rafforzata. Ora la Procura di Messina ha messo nel mirino sette persone, tra dirigenti penitenziari, psicologi e psichiatri, per accertare eventuali negligenze che avrebbero portato alla tragedia.
Argentino, già in regime di osservazione speciale per il suo stato psicologico, era stato reinserito in cella con altri detenuti appena 15 giorni prima del suicidio. Una scelta che oggi appare incomprensibile, considerando che il giovane aveva più volte espresso desideri di morte. La Procura indaga ora su:la direttrice e la vice direttrice del carcere, l’addetto ai servizi trattamentali e l’équipe di psichiatri e psicologi che lo avevano in cura, L’autopsia, fissata dopo il 12 agosto, sarà cruciale: gli indagati potranno nominare i loro consulenti, ma i dubbi restano. Perché un detenuto fragile e a rischio è stato lasciato solo? Perché, nonostante i segnali evidenti, il sistema non lo ha protetto?
REDAZIONE






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