Detenuto napoletano evade con le manette ai polsi mentre fa una visita medica in ospedale

Un detenuto di orgini napoletano, Vincenzo Sigigliano di 47 anni è evaso in maniera spettacolare stamane eludendo i controlli dall’ospedale Pertini di Roma dove era stato portato per un controllo medico alle 11 di oggi. Immediatamente è scattata la caccia all’uomo su strada e nei cieli con un elicottero della polizia che sta battendo le […]

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Un detenuto di orgini napoletano, Vincenzo Sigigliano di 47 anni è evaso in maniera spettacolare stamane eludendo i controlli dall’ospedale Pertini di Roma dove era stato portato per un controllo medico alle 11 di oggi. Immediatamente è scattata la caccia all’uomo su strada e nei cieli con un elicottero della polizia che sta battendo le zone di Monti Tiburtini, Pietralata, Casal Bruciato. Le ricerche sono in corso. Allertati anche i carabinieri, la guardia di finanza e la polizia locale.  L’uomo da anni residente nella Capitale, è fuggito con le manette ancora ai polsi. Indossava una maglietta bianca, dei pantaloncini marroni e dei sottopantaloncini rossi. L’evaso è calvo ed è alto un metro e 75 centimetri. Una volta fuori dall’ospedale nonostante le ricerche partite all’istante, ha fatto perdere le proprie tracce scomparendo su via dei Monti Tiburtini. Il 47enne è detenuto dal mese scorso per reati di falso ideologico, truffa e falsificazioni di carte di credito e documenti di identità. Era stato arrestato il mese scorso in Messico insieme con due parenti per la truffa della classica vendita di prodotti cinesi contraffatti. Gli uomini della Polizia penitenziaria, insieme a carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza e polizia locale, stanno setacciando palmo a palmo la capitale, e soprattutto i quartieri nelle vicinanze del complesso di Rebibbia, dove l’uomo era detenuto. “Siamo stanchi – commenta il Coordinamento Sindacale Penitenziario – di denunciare evasioni, tentativi di evasione, aggressioni, dileggio, siamo stanchi e forse anche un po’ risentiti dal silenzio assordante del vertice del Dipartimento e dei Provveditorati e per questo da tempo chiediamo al Governo che i Provveditori Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria, siano avvicendati dai Prefetti delle Province ai sensi della legge 121/1980. In queste ore un galeotto e’ libero, forse mischiatosi tra la gente comune e tra i tanti onesti cittadini”.

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