ha vinto la 73ma edizione del con ‘M. Il figlio del secolo’, edito da Bompiani. Il 50enne scrittore napoletano si e’ imposto nettamente con 228 voti davanti a Benedetta Cibrario con “Il rumore del mondo” (Mondadori), 127 voti. Solo terzo con 91 voti Marco Missiroli il cui “Fedelta’” (Einaudi) inizialmente era dato per favorito. Al quarto posto Claudia Durastanti con “La straniera” (La nave di Teseo), con 63 voti, e al quinto Nadia Terranova con “Addio fantasmi” (Einaudi), 47 voti. Hanno votato in 556 su 660 aventi diritto al voto. Scurati era al suo terzo Premio Strega, dopo i due secondi posti nel 2009, quando era stato battuto per un solo voto, e nel 2014, sconfitto pper cinque voti. Il monumentale “M. il figlio del secolo” (Bompiani) e’ il primo volume di una trilogia in cui viene ricostruita la vita di Mussolini sotto forma di romanzo. A presiedere il seggio nel Ninfeo di Villa Giulia di Roma e’ stata Helena Janeczek, vincitrice dell’edizione del 2018. ERano presenti fra gli altri l’ex ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, Nicola Lagioia, vincitore dell’edizione 2015 con “Ferocia”, il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi, Dacia Maraini e Corrado Augias. Il e’ nato nel 1947 ed e’ considerato il piu’ importante e ambi’to del settore in Italia. In passato ha incoronato nomi del calibro di Cesare Pavese, Elsa Morante, Primo Levi e Umberto Eco. La scelta del vincitore e’ affidata a una giuria di 660 persone, tra cui gli ex vincitori. 400 sono gli “Amici della domenica”, 200 sono i votanti all’estero selezionati da istituti italiani di cultura, 40 lettori selezionati da 20 librerie associate all’Ali e 20 voti collettivi. “Sono felice ma soprattutto contento che molti altri italiani leggeranno questo libro non solo perche’ l’ho scritto io, ma perche’ impareranno a conoscere la nostra storia con la speranza che non si ripeta, anche se in forme diverse”: questo il commento a caldo di Antonio Scurati, subito dopo essere stato proclamato vincitore della 73esima edizione del con ‘M. il figlio del secolo’ (Bompiani). “Dedico la vittoria ai nostri nonni e ai nostri padri che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo e soprattutto a quelli che poi fra loro trovarono il coraggio di combatterlo armi alla mano”, ha aggiunto, “E insieme vorrei dedicare il Premio ai nostri figli con l’auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto 100 anni fa e in modo particolare a mia figlia Lucia”.

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