L’Africa decide la sua regina. Domani sera all’International Stadium del Cairo va in scena la finalissima della Coppa delle Nazioni: a contendersi il titolo, Senegal e Algeria. I ‘Leoni della Teranga’ vanno a caccia del loro primo trionfo continentale; le ‘Volpi del Deserto’ proveranno a riportare a casa il trofeo conquistato nel 1990. Il Senegal si è qualificato dopo 17 anni alla finalissima piegando la Tunisia ai supplementari di una semifinale dove le emozioni non sono mancate: un rigore fallito per parte, poi al 101′ la svolta con l’errore in uscita di Hassen e l’autorete di Bronn. Un match che ha confermato come uno dei punti di forza di Mané e compagni sia la difesa, che nel corso del torneo ha subito una sola rete. E proprio contro l’Algeria, nel confronto del Gruppo C, vinto dalle ‘Volpi’ per 1-0 (Betayli-gol). L’Algeria, imbattuta da ben 12 incontri, è arrivata all’ultimo atto superando la Nigeria 2-1: a vestire i panni dell’uomo del destino capitan Mahrez con una superba punizione, dopo il botta e risposta deciso dalle autoreti di Troost-Ekong e il rigore di Ighalo, assegnato con la Var. Le ‘Super Aquile’ si sono parzialmente consolate aggiudicandosi ieri la finale per il terzo posto contro la Tunisia. Le statistiche sorridono alle Volpi, alla terza finale nella loro storia: nei 22 precedenti, solo quattro volte si è imposto il Senegal. Ma il tecnico dei Leoni Aliou Cisse nella caccia al titolo ha certamente una motivazione non indifferente: la volontà di cancellare l’errore dal dischetto con cui, da giocatore, condannò la sua nazionale nella finale 2002 contro il Camerun. “Quella partita ce l’ho ancora in testa”, ha confessato l’ex centocampista di Psg e Birmingham. “Quello che mi ha spinto a diventare allenatore è stato il desiderio di portare il Senegal in finale. I miei giocatori mi hanno promesso che avrebbero fatto meglio di quelli della mia generazione”. E a proposito di allenatori: l’ultima volta che una finale ha presentato due africani in panchina risale all’edizione 1998, quando l’Egitto, guidato da Mahmoud el Gohary, sconfisse Ephraim ‘Jomo’ Sono, ct del Sudafrica. Nella storia della competizione i tecnici ‘stranieri’ hanno sollevato il trofeo 16 volte, i ‘locali’ 15. Come sempre la Coppa d’Africa rappresenta una preziosa vetrina per molte squadre europee a caccia di talenti, comprese quelle italiane. E la grande sfida del Cairo vedrà battagliare in campo anche alcuni protagonisti della Serie A. A difendere i pali del Senegal il portiere della Spal Gomis, mentre il centrale del Napoli Koulibaly causa squalifica sarà costretto ad assistere dalla tribuna. Nelle file dell’Algeria osservato speciale Bennacer dell’Empoli, ormai da considerare un giocatore del Milan, e Ounas (Napoli). Ma la finale rappresenterà anche una sorta di rivincita del duello che ha infiammato fino all’ultima giornata la Premier League, con l’algerino Mahrez che con il suo Manchester City ha superato di appena un punto il Liverpool il senegalese Mané. E proprio l’attaccante dei Reds insegue un’impresa riuscita a pochi giocatori africani: la doppietta Champions League-Coppa delle Nazioni. Anche se recentemente il capitano dei Lions ha confessato che sarebbe pronto “a scambiare la Champions con una vittoria in Coppa d’Africa. Tornare a Dakar con il trofeo sarebbe straordinario, il mio più grande sogno”.
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