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Facebook, Zuckerberg: “Vogliamo regole ma è compito dello Stato farle”

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“Che sia il Congresso a stabilire i perimetri di comportamento, ci vogliono, li vogliamo”. Sono le parole del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, intervistato dai colleghi de la Stampa. Il fondatore del social network più famoso al mondo ha fissato  quattro direttrici: sicurezza elettorale, libertà di espressione, privacy, portabilità dei dati per aumentare innovazione e concorrenza. “Studio la cosa da anni e mi sono accorto che entrano in gioco dei valori, delle decisioni che non debbono non possono essere prese dalle aziende da sole – afferma – Ad esempio, qual è la linea di demarcazione fra libera espressione, dignità umana e decenza da una parte e sicurezza dall’altra? Se come società dobbiamo riscrivere le regole da capo, non credo sia giusto che le aziende lo facciano da sole, anche quando si parla di politica, non credo si voglia che siano le aziende a decidere, certo senza regole faremo il possibile ma sarebbe molto meglio se ci fosse un processo democratico che stabilisce le regole, come arbitrare fra questi valori a noi cari”. Zuckerberg spiega che “in Irlanda, per il referendum sull’aborto, ci siamo accorti che c’era intrusione di gruppi americani che facevano pubblicità antiaborto. Che fare? Non c’erano leggi e le autorità ci hanno chiesto di fare noi. Con 7 milioni di inserzionisti, ci accorgiamo che il lavoro non è facile. Le leggi – sottolinea – devono essere introdotte non solo in America ma a livello internazionale”

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Caso Orlandi, indagato un blogger di Frosinone: avrebbe nascosto rivelazioni chiave

di Federica Annunziata 5 Maggio 2025 - 17:28 17:28

Nuove ombre si addensano sul mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana sparita nel nulla il 22 giugno del 1983. Un uomo di 53 anni, blogger di Frosinone ma originario di Napoli, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma con l’accusa di favoreggiamento. La vicenda si lega a due post pubblicati dal 53enne sulla sua pagina Facebook “Vogliamo la verità su Emanuela Orlandi”.

Nel testo dei post, l’uomo riferisce di aver ricevuto alcuni messaggi da una presunta testimone oculare, che avrebbe raccontato di essere stata la segretaria di un ginecologo romano. La donna avrebbe riferito di aver visto Emanuela, accompagnata da un adulto, sottoporsi a una visita medica che confermava l’inizio di una gravidanza. Secondo la testimone, il fatto sarebbe accaduto proprio nel giugno del 1983.

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