Pomigliano d’Arco. Uova e sono stati lanciati a Pomigliano d’ Arco contro un gruppo di militanti della : gli aderenti ad un collettivo di sinistra e al sindacato “Sì Cobas” bloccano la raccolta di firme che la regionale aveva organizzato a sostegno del ministro degli Interni nel parco pubblico. Prima dell’inizio gli aderenti al collettivo “48h” hanno “chiuso” piazza Giovanni Leone, al centro di Pomigliano d’ Arco con nastro adesivo ed hanno affisso volantini con la foto di Salvini, definito “un politico al servizio dei padroni”. E’ intervenuta la Polizia Locale, che ha rimosso il nastro adesivo e “riaperto la piazza”, Domenica scorsa gruppi di estrema sinistra avevano cercato di impedire la raccolta firme per la castrazione chimica dei responsabili di violenze sessuali. I “Sì Cobas” hanno annunciato per sabato prossimo un corteo diretto alla sala del Consiglio comunale di Pomigliano d’ Arco dove è prevista una manifestazione regionale della ed hanno stigmatizzato l’atteggiamento aggressivo delle forze dell’ordine durante la contromanifestazione di stamane.
“Stamattina a Pomigliano era atteso un presidio della per la campagna elettorale. 
Noi operai, disoccupati e studenti che critichiamo le politiche dell’attuale governo e che non abbiamo mai risparmiato critiche e contestazioni a tutte le forze politiche borghesi e filopadronali, ci siamo mobilitati anche questa volta scendendo in piazza. Abbiamo deciso di chiudere simbolicamente la piazza con un nastro e dei volantini che attaccavano la e le finte opposizioni politiche e istituzionali – hanno scritto in un post su Facebook gli esponenti di ‘Sì Cobas’ -. Con la stretta repressiva sugli immigrati, la chiusura dei porti, la militarizzazione dei confini, l’introduzione del reato di solidarietà per chi sostiene gli immigrati, i decreti sicurezza che garantiscono la sicurezza dei padroni e lo sfruttamento operaio, la compagine leghista sta imprimendo un’accelerazione nella svolta autoritaria di cui il fronte padronale necessita in questa fase di crisi capitalistica”. Poi la denuncia contro le modalità messe in campo dalle forze dell’ordine per fermare la : “Le forze dell’ordine sono immediatamente intervenute contro di noi con modalità aggressive e minacciose a difesa del presidio della , il loro Stato democratico dimostra evidentemente che il diritto di manifestazione non vale per tutti – hanno scritto -. Ma noi non arretriamo e invitiamo lavoratori, disoccupati e studenti a rilanciare una mobilitazione di classe contro il governo Salvini”.



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