I cinque ex operai dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco (NAPOLI), licenziati nel 2014 per aver inscenato il suicidio di Marchionne, hanno fatto ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo, e la vicenda ha superato i limiti di ammissibilita’. La Corte europea, spiegano i cinque ex dipendenti Fca, Mimmo Mignano, Marco Cusano, Massimo Napolitano, Antonio Montella e Roberto Fabbricatore, e’ ora chiamata ”a pronunciarsi sulla tutela della liberta’ di manifestazione del dissenso in Italia”, dopo che la Corte di Cassazione italiana, lo scorso anno, si e’ definitivamente pronunciata a favore di Fca. ”Siamo consapevoli – hanno detto – che il nostro ricorso non ci potra’ portare ad essere reintegrati nel posto di lavoro, ed agiamo esclusivamente mossi dal desiderio di contribuire a tutelare l’esercizio di un diritto fondamentale, spettante a chiunque, quale quello di liberta’ di manifestazione del pensiero e di critica, in Italia ed in Europa”. Gi ex operai sottolineano, infine, che quando inscenarono di Marchionne, erano in uno stato di ”grande prostrazione”. ”Il nostro intento e’ esclusivamente quello di tutelare la liberta’ di manifestazione del pensiero ed il diritto di critica – hanno concluso – eravamo sindacalisti ed in cassa integrazione gia’ da sei anni, quando davamo vita a tale rappresentazione, al di fuori dell’orario di lavoro ed in un luogo pubblico. Versavamo altresi’ in uno stato di grande prostrazione, perche’ solo pochi giorni prima una nostra collega, dello stesso reparto ed in cassa integrazione, si era tolta la vita”.
Sannazaro in cenere, lo sfogo dei gestori: «Non siamo padroni, ma custodi di un sogno collettivo»
Napoli – Non è solo un bilancio di danni materiali quello che Sasà Vanorio, gestore del Teatro Sannazaro insieme alla moglie Lara Sansone, affida a un lungo e commosso post dopo l’incendio che ha devastato lo storico spazio di via Chiaia. È un atto di trasparenza, ma soprattutto un grido di dolore per un luogo…
Terra dei Fuochi, doppio blitz dei carabinieri: sequestri e denunce tra Orta di Atella e Sant’Arpino
Nuovo giro di vite contro l’illegalità ambientale nella Terra dei Fuochi. Nelle ultime ore i carabinieri della Compagnia di Marcianise hanno messo a segno un doppio intervento mirato alla tutela del territorio, portando a sequestri e denunce in due comuni dell’area nord del Casertano.
Il primo intervento è scattato a Orta di Atella, in via Masseria del Barone, dove i militari hanno individuato una discarica abusiva a cielo aperto estesa per circa 75 metri quadrati. All’interno dell’area, realizzata da ignoti, erano stati riversati rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi: plastiche, indumenti, rifiuti solidi urbani, pneumatici, guaine e materiali ferrosi, per un quantitativo complessivo stimato in circa sei tonnellate. Il sito è stato sottoposto a sequestro penale e affidato in custodia al responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, mentre l’Autorità giudiziaria è stata immediatamente informata dai carabinieri della locale stazione.
REDAZIONE






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