L’istituto di credito italiano Mediobanca grazie a un business model ben studiato, continua la sua crescita positiva anche nell’attuale scenario economico Europeo. Scenario, dove l’incertezza e le difficoltà dei singoli stati rendono difficile lavorare.
Le parole di Alberto Nagel (amministratore delegato di Mediobanca) portano subito a comprendere la situazione attuale dell’istituto bancario in cui lavora. Le strategie pianificate nel corso degli ultimi anni stanno portando i frutti desiderati. Anche se la situazione economica in Italia non è propriamente favorevole, Mediobanca è una stella che si appresta a splendere sempre di più.
Il futuro sembra decisamente roseo, poiché il trend di sviluppo e la pianificazione dei precedenti piani industriali sembrano dare conferma del lavoro svolto.
“Le aspettative di crescita per i prossimi trimestri sono decisamente buone – ha dichiarato Alberto Nagel in una recente intervista rilasciata all’emittente Bloomberg tv – in particolare grazie al business model messo in atto. Mediobanca è una banca di investimento specializzata, non si tratta di una banca universale, e questo ci permette di seguire un trend di lungo periodo”.
Una ulteriore riprova della bontà del business model di Mediobanca, è confermata dalla certificazione dalle Autorità di vigilanza. Il Cet1 ratio di questo istituto di credito italiano è ampiamente sopra ai parametri richiesti da Srep. Anche in caso di incremento dello spread, la bassa esposizione ai titoli di Stato mette la banca al sicuro da eventuali problemi. È bene prendere in considerazione che il differenziale tra il rendimento del Btp e del Bund decennale tedesco in alcuni momenti del 2018 ha raggiunto i 300 punti base. Un valore, che denota una situazione pericolosa per chi detiene un numero considerevole di titoli di Stato nazionali.
Una esposizione ridotta verso questi titoli, anche se la situazione economica in Italia è poco positiva, mette Mediobanca in una posizione di vantaggio se si paragona alle altre banche italiane.
Piazzetta Cuccia ha realizzato un business plan solido e che rispecchia la sua filosofia di prediligere investimenti accurati e che portino profitti nel medio/lungo termine:
“Abbiamo una strada tracciata per la crescita organica che ritengo molto positiva e che ci deriva dalla solidità del nostro business e dalla reputazione del brand” – prosegue Nagel -.
“La politica di base di Mediobanca è la crescita organica del proprio portafoglio, ma ha anche iniziato una serie di investimenti nella distribuzione (wealth management, ndr) e nel comparto degli investimenti alternativi in Italia e nei Paesi vicini. Il fulcro del nostro business model sono le operazioni di piccola-media dimensione, tralasciando al momento accordi di grandi dimensioni e/o puramente speculativi.”
Avere una visione nel lungo periodo sembra un strategia più che ottimale per Mediobanca e per gli investitori che hanno avuto fiducia in questo istituto. Pianificare un business model nel breve termine può risultare un problema, sia per le politiche economiche di un governo che per la strategia di crescita di un’azienda.
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