Semplificazione delle procedure e un contributo da 1 milione di euro per mettersi in regola ed evitare la nomina di un commissario ad acta: la Regione Campania tende la mano ai Comuni inadempienti in fatto di Puc (piano urbanistico comunale). Ben 400 su 550 in Campania, tra cui anche il Comune di NAPOLI che dovrebbe mettersi in regola a breve. “In giunta martedi’ scorso – ha spiegato l’assessore regionale all’Urbanistica Bruno Discepolo in un incontro con la stampa – abbiamo approvato un’integrazione al regolamento 5 del 4 agosto 2011 con la quale si da’ seguito al provvedimento dello scorso dicembre in cui la Regione avocava a se’ i poteri sostitutivi in materia di Puc rimandandone la disciplina a un successivo intervento. La misura – ha sottolineato – in qualche modo anticipa la legge di riforma alla quale stiamo lavorando e che contiamo di poter presentare nel giro di un mese”. Un report aggiornato al 31 dicembre 2017 indica nel 13% la percentuale dei Comuni in regola col Puc: “Siamo partiti da questo dato – spiega l’assessore – che sconta anche la difficolta’ di una procedura oggettivamente complessa per arrivare all’adozione dello strumento urbanistico, per stabilire una gradualita’ legata allo stato di avanzamento di formazione del Puc prima di attivare i poteri sostitutivi”. L’adozione del Puc prevede un iter in tre passaggi: la stesura di un preliminare di Puc; l’adozione in giunta del Puc; l’approvazione definitiva dello strumento in Consiglio Comunale. Per semplificare la vita ai Comuni la Regione fa chiarezza sulla natura del piano preliminare che nella nuova versione deve essere composto almeno del documento strategico idoneo a definire gli obiettivi qualitativi e strutturali che il Comune intende perseguire ed e’ approvato assieme al rapporto preliminare ambientale. C’e’ poi il discorso delle diffide che precederanno in ogni caso la nomina del commissario. La Regione ha gia’ avviato un monitoraggio sullo stato di avanzamento dei vari Comuni nei processi di redazione dei Puc. A breve sara’ disponibile. A seguito della verifica, la Regione nominera’ il commissario ad acta per quei comuni che alla data del 31 marzo 2019 non avranno adottato il Puc ma solo se – decorsi sessanta giorni dalla diffida – non avranno provveduto a dotarsi almeno del piano preliminare. E per quelli che – decorsi centocinquanta giorni dalla diffida – non avranno ancora adottato il piano in giunta. Non solo: la Regione opera un’altra semplificazione andando incontro a quei Comuni in regola con la componente strutturale del Puc. In buona sostanza, anticipando una modifica che potrebbe arrivare con la nuova legge, il piano strutturale del Puc viene separato dalla componente operativa. “Si afferma in questo modo – spiega Discepolo – il principio che il nuovo Puc e’ quello strutturale, autonomo rispetto a quello operativo”. Piano operativo che con la nuova legge potrebbe sparire. “Pensiamo in questo modo – sottolinea Discepolo – di mettere in campo un’azione a sostegno delle amministrazioni comunali perche’ si dotino nel piu’ breve tempo possibile del Puc, anche se in forma essenziale”. Capitolo a parte per la Citta’ metropolitana di NAPOLI: “Siamo in contatto perche’ possa dotarsi rapidamente del Ptm, il piano territoriale metropolitano”. Infine i fondi: “Abbiamo stanziato un milione di euro – annuncia l’assessore – in modo da incentivare i piccoli comuni a mettersi assieme per dotarsi del piano”.



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