Ancora aggressioni al carcere di Poggioreale

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Ancora aggressioni al carcere di Poggioreale.Non passa giorno che nell’istituto penitenziario più grande e più affollato d’Italia, non si registrino disordini ed eventi critici che mettono a repentaglio l’ordine e la sicurezza del G.Salvia. “Oggi alle ore 13.15 circa, -racconta Castaldo Luigi segretario provinciale Osapp Napoli- un detenuto psichiatrico ubicato al reparto Liv.sx ha dato fuoco alla propria camera di pernottamento mettendo a repentaglio la vita di tutti gli altri ristretti ubicati in sezione e costringendo il poco personale disponibile a spostare questi nei passeggi per evitare il peggio. Dopo il danno la beffa!
Lo stesso detenuto trasportato al PS in sede per essere refertato, andava in escandescenza aggredendo il sottufficiale di turno che riportava la distorsione di un dito. Ancora, al reparto Milano veniva ritrovato l’ennesimo telefonino, ed ancora al reparto Napoli veniva sedata l’ennesima rissa tra detenuti. Un bollettino di guerra che dimostra lo stato di agitazione che vivono i poliziotti penitenziari, i quali quotidianamente negli ultimi anni a causa di tagli impropri del personale e sovraffollamento, oggi ne pagano indebitamente le conseguenze.
Purtroppo, nonostante le varie forme di proteste messe in atto dall’organizzazione sindacale dell’ Osapp, ad oggi nessun provvedimento risolutivo è stato disposto dalle istituzioni e dall’amministrazione penitenziaria, che vede i suoi uomini sopportare carichi di stress lavorativo senza eguali!
Continua Castaldo Luigi segretario provinciale Osapp Napoli, ci si auspica quanto prima che siano adottate misure urgenti, utili a ridare dignità e prestigio ad un Corpo di Polizia Penitenziaria che ha subito politiche scellerate.
Il benessere dall’amministrazione penitenziaria passa attraverso il benessere del personale, garantire un lavoro sano, dignitoso e sicuro lo si può solo rispettando i diritti umani previsti sia per i ristretti che per gli stessi poliziotti penitenziari, conclude Castaldo.
Il G.Salvia necessità di un urgente sfollamento detenuti e di un maggiore impiego di unità di personale penitenziario, di personale medico-infermieristico e di figure professionali varie, idonee al reinserimento dei ristretti di diverse tipologie criminali.


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