Il pentito Nicola Schiavone ne sta raccontando tante. Molte inedite altre un po’ ritrite: come questa della proprietà di una sala bingo. Un po’ striminzito come concetto. Al dire il vero dai ritagli di cronaca che ricordiamo c’era molto ma molto di più. Siamo nel lontano 2009, e si parla già di tanto tempo addietro, quando agli “allori” della cronaca giudiziaria furono arrestate 29 persone, 100 indagate e sequestri per 150 milioni di euro. I risultati furono ottenuti dall’inchiesta della Dda di Napoli che testimoniano come, già da tempo, la malavita organizzata abbia messo le mani sul potentissimo business del gioco d’azzardo. Sale bingo, centri di raccolta di scommesse sportive, videopoker e slot machine, disseminati in ogni angolo della penisola, che facevano la fortuna dei clan campani e di cosche siciliane. Tra i fermati, anche tre carabinieri: uno per aver fornito informazioni riservate sul principale indagato, gli altri due per favoreggiamento.

Sotto chiave finirono: 100 immobili, 39 società commerciali, 23 ditte individuali, 104 autoveicoli, 140 tra quote societarie e conti correnti e soprattutto sale bingo (a Cassino, Milano, Cernusco sul Naviglio, Lucca, Padova, Brescia, Cologno Monzese, Cremona e chiaramente in provincia di Caserta e Frosinone), nonché la società Betting 2000 la quale, come sottolineano gli inquirenti, sviluppava il più alto volume di affari nel settore delle scommesse sportive.
I pm Ardituro, Del Gaudio, Maresca ed il procuratore aggiunto Cafiero avevano coordinato gli uomini della Guardia di Finanza nell’operazione Hermes, che ha visto impegnati oltre 500 militari. Le indagini hanno fatto luce sulle ‘lavanderie’ dei Casalesi, dei Misso, dei Mazzarella, sui sistemi da loro utilizzati per riciclare il denaro. Le accuse contestate a vario titolo sono di associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio, gioco d’azzardo, illecita concorrenza con minacce e violenza, interposizione fittizia nella titolarità di beni e aziende.

Allora Betting 2000 oggi quella nuova del nuovo testimone e collaboratore di giustizia Lanzafame che dal cuore di Catania con la società “Betaland” ed “Enjoybet” e “Planetwin” (quest’ultima solo fino al 2017, quando è stata rilevata dall’attuale management della Sks365, risultato estraneo all’inchiesta) ha portato ad un’inchiesta sempre della Dia conclusa con 68 arresti e sequestri per un miliardo di euro

Poi a ritroso se dovessimo rielaborare tutti i ritagli di cronaca ad oggi l’Enciclopedia più famosa del mondo non basterebbe, La questione è che certamente nuove responsabilità vanno sempre accertate e punite e che il dovere di cronaca è indiscutibile e va sempre esercitato ma un pensiero non può che andare ai 500 militari, ai magistrati e a tutti coloro impegnati in passato ed ora in un contesto lavorativo difficilmente accettabile se non con encomia e fedeltà ed apprendere oggi che una sala scommesse è dei Casalesi.

 Gustavo Gentile

La Redazione
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