Castellammare, messaggi contro i pentiti: il sindaco chiama Salvini in città. La Chiesa: ‘Periferie abbandonate’

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Castellammare di Stabia. Dopo due giorni che ha visto la città delle acque alla ribalta nazionale per la minaccia ai pentiti di camorra attraverso la tradizionale accensione dei falò in occasione dell’Immacolata, il sindaco della città, dopo aver incassato una pessima figura, rilancia e chiede l’intervento del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
“Inviterò Matteo Salvini a Castellammare, gli scriverò. Abbiamo bisogno della sua presenza per far capire che esiste una Castellammare fatta di persone perbene, che hanno bisogno di sentire la vicinanza delle istituzioni. Speriamo che il ministro colga il nostro invito.Il nostro territorio sta vivendo un momento molto difficile – dice il primo cittadino durante la presentazione di Cantieri Viviani in Regione Campania, iniziativa culturale in programma proprio a Castellammare di Stabia. “Abbiamo bisogno della più grande sinergia istituzionale possibile – sottolinea Cimmino – tra le istituzioni nazionali e regionali oltre che tra quelle locali, le forze dell’ordine e la magistratura. Serve una risposta forte perché la criminalità si organizza dove le istituzioni sono assenti e manchevoli e dove le forze dell’ordine non arrivano in modo repentino”. Gaetano Cimmino, però, corre anche ai ripari. “In tempi non sospetti avevo chiesto alla prefettura che si svolgesse un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica specifico. Sapevamo gia’ che all’Immacolata, una festa molto sentita, si sarebbero potuti verificare episodi del genere anche se non immaginavo si arrivasse a tanto”. Tanta la pubblicità negativa che ha ricevuto nelle ultime ore Castellammare ma soprattutto il quartiere periferico Moscarella tanto da far intervenire la parrocchia del rione e l’associazione di volontariato “Gesù Buon Pastore”. “La Comunità Parrocchiale e l’Associazione “Gesù Buon Pastore” – si legge in una lettera – nel dichiarare la loro dissociazione dagli spiacevoli eventi del 7 dicembre, ritengono importante denunciare il persistente abbandono del territorio da parte delle Istituzioni che lo lascia alla mercé di ogni tipo di attività anche eversiva, proporre soluzioni complete e concrete per la riqualificazione del territorio”. La parrocchia e l’associazione in una lettera aperta chiede che la zona venga riqualificata e che ci sia un’attenzione costante. “Ci rivolgiamo alle Istituzioni affichè non rivolgano l’attenzione al Rione solo in tempo di elezioni o in occasione di episodi eversivi, naturale conseguenza dello stato di abbandono in cui esso è lasciato”.


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