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Caserta e Provincia

Camorra & Politica: si aggrava la posizione del ex sindaco di Trentola

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Camorra & Politica: si aggrava la posizione del ex Sindaco di Trentola. Il Giudice ha disposto la modifica del capo di imputazione da concorso esterno in associazione mafiosa.”Michele Griffo era l’anello di congiunzione tra Michele Zagaria e Nicola Cosentino” questa è in sintesi resa da Nicola Schiavone nella dichiarazione fiume resa nel corso del processo Jambo nel delineare i rapporti tra l’ex sindaco di Trentola Ducenta e il boss dei Casalesi. Per questo il Pm della Dda Maurizio Giordano ha annunciato il cambio dell’imputazione per Griffo da concorso esterno a associazione di stampo mafioso.
L’ex sindaco di Trentola Ducenta Michele Griffo aveva un ruolo attivo all’interno del clan dei Casalesi. È quanto ha deciso il collegio presieduto dal giudice Roberto Donatiello, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha accolto la modifica del capo d’imputazione. Attualmente l’ex Sindaco non è più agli arresti domiciliari ma ha solo l’obbligo di residenza fuori dalla Campania. Il giudice ha rigettato la richiesta del difensore che alla luce della modificazione del capo di imputazione aveva chiesto di aprire un nuovo procedimento.
Alla luce dei nuovi avvenimenti sono possibili nuove iniziative della Procura.

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Gustavo Gentile



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Prosciugano il conto corrente a una pensionata al Nord: denunciata banda di casertani

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Prosciugano il conto corrente a una pensionata al Nord: denunciata banda di casertani.

Gli agenti del commissariato di Adria, nel Rodigino, hanno denunciato una banda di otto persone, tutte residenti nel Casertano, per “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”. I sette uomini e la donna sono accusati di aver derubato una pensionata polesana di 40mila euro che erano l’intero ammontare dei suoi risparmi. L’indagine della polizia adriese è scattata quando una pensionata ha denunciato il furto dal suo conto corrente.

La vittima aveva aggiunto che il suo telefono aveva smesso di funzionare e il suo gestore l’aveva informata che qualcuno, a suo nome, aveva denunciato lo smarrimento della sim, richiesto l’attivazione e la consegna di una nuova scheda. Gli investigatori hanno subito pensato che si trattasse di una ‘sim swap’, ossia una frode informatica iniziata mediante un attacco hacker finalizzato a carpire i dati bancari ed anagrafici della titolare del conto bancario e i codici dell’home banking.

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E’ scatta così la ricerca del negozio di telefonia coinvolto (involontariamente) nella frode e, una volta trovatolo, sono state passate al setaccio le immagini di video sorveglianza. Parallelamente sono stati individuati gli sportelli bancari dove i malviventi avevano effettuato i prelievi. Le immagini acquisite sono state comparate per dare un volto ai truffatori, che sono stati rintracciati anche nell’archivio fotosegnaletico della polizia.

Infine, su delega della procura distrettuale di Napoli, competente per materia e territorio, sono stati eseguiti otto decreti di perquisizione personale e domiciliare, con contestuale avviso di garanzia, ai danni di altrettanti indagati, tra cui una donna, quasi tutti con precedenti specifici. Durante le perquisizioni, sono stati trovati i computer utilizzati per la truffa e carte di debito e credito adoperate per compiere le frodi. La banda è stata quindi accusata di “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”.

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