Ci sarebbero le telecamere che avrebbero ripreso l’omicidio del magliaro napoletano ucciso in Messico alcuni giorni fa. Il corpo di Alessandro De Fabbio di 32 anni detto o’ poppe e’ stato trovato alle 11 di sabato scorso, come riportano media locali, sulla carreggiata della strada statale Rancho Nuevo-Llano Frio dalla polizia municipale di Tepechitlan nello stato di Zacantes, lo stesso in cui si sono perse le tracce di Antonio Russo, del figlio Raffaele e del nipote Vincenzo Cimmino, che sarebbero stati consegnati da poliziotti locali corrotti a una organizzazione criminale in cambio dell’equivalente di 43 euro. De Fabbio e’ originario della zona di piazza Mercato, come i tre di cui non si hanno notizie da tempo, ed era in Messico per rivendere seghe a motori cosi’ come i tre in quel paese rivendevano gruppi elettrogeni. L’uomo a un primo esame aveva una ferita mortale all’addome da colpo d’arma da fuoco; poco distante, a 350 metri circa dal cadavere, trovata una Honda grigia abbandonata risultata essere stata da lui noleggiata a Citta’ del Messico. Il corpo e’ ora all’Istituto Zacatecano di scienze forensi per l’autopsia, cosi’ come l’auto sotto sequestro per i rilievi. Le autorita’ messicane si sono messe in contatto con il consolato italiano. Francesco Russo, figlio di Lello Russo, uno dei tre napoletani scomparsi in Messico da un anno, ha così commentato la notizia: “Caro Alessandro , è inaccettabile andare in Messico per cercare di guadagnare qualche soldo per portare avanti la propria famiglia e non fare più ritorno . Io che capisco il dolore spero con tutto il mio cuore che tu da lassù possa dare tanta forza alla tua famiglia ! Ormai il Messico è un posto maledetto è un viaggio senza ritorno”. Mentre per la zia Fortuna invece: ‘Ci stanno ammazzando come capre. Non conoscevo il ragazzo ma ho pianto quando ho appreso la notizia. Ho pianto esattamente come avranno pianto i suoi familiari. Questa storia non può andare avanti. Il nostro Paese deve aiutarci a fare chiarezza”.
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